FACCIAMO SUBITO CHIAREZZA: IL DONO DELLA SINTESI

 

“Se ti dico non pensare agli elefanti a cosa pensi?”

“Agli elefanti!” 

(“Inception” di Christopher Nolan)

 

Al nostro cervello piace giocare. Ci riproviamo?

Di cosa parla il libro che stai scrivendo?

Scommetto che la tua mente ha iniziato a scalpitare come un purosangue al canape del palio di Siena. Vuoi dare subito una risposta, spiegare per filo e per segno cosa succede nel tuo racconto, o romanzo. Ti invito, allora, a raffigurare un’altra situazione.

Al Camparino, Milano, un importante editore ti aspetta per il caffè, un abboccamento fortuito. Di lui, o lei, sai che beve caffè ristretto, molto ristretto e molto in fretta. Quando oltrepassi l’insegna a led anni 90′ lo riconosci subito, immerso nello stile imperiale del bar mentre controlla il cellulare e l’orologio, e picchietta la bustina dello zucchero sul bancone. Il barman gli porge una tazzina bianca con logo Lavazza. Deglutisci a fatica, sei lì per impressionarlo e hai trenta secondi a partire da… adesso!

Sarai davvero in grado di far emergere i punti di forza della tua trama? Di rendere giustizia al personaggio e di drammatizzare i conflitti?

È importante che mostri di avere le idee chiare perché, in un paese dove 9 italiani su 10 soffre di stress, più di 3,7 milioni di persone di ansia cronica, e solo il 47,1% di donne e il 34,5% di uomini legge almeno un libro all’anno (dati Istat), non c’è più tempo.

Le migliori trame si possono compendiare in una, massimo due righe, tuttavia John Gardner ci avverte che le persone normali hanno l’aspettativa di trovare nei romanzi personaggi interessanti, belle descrizioni e “un paio di idee – o, a essere davvero fortunati, un intero carico di idee interessanti”.

L’editore che aspettative ha?

Le case editrici ricevono inediti quotidianamente. Centinaia di autori sgomitano e mordono per collocarsi nel mercato editoriale, un mercato dall’ingresso stretto, fatto di 62 mila titoli all’anno, ovvero circa 170 al giorno (dati AIE).

Tra questi titoli dovrà emergere anche il tuo, con l’aggravio dell’esordio. Missione impossibile? No, però devi sapere di cosa stai parlando.

La cosa più difficile della scrittura è saper condensare un messaggio importante, incisivo, di qualsiasi genere

La capacità di sintesi è fondamentale, e per quanto possa sembrare un esercizio scolastico, spesso l’autore fatica a scrivere anche solo la sinossi del proprio libro. Per questo è importante avere una scheda di valutazione, con la quale il consulente letterario dà il suo giudizio sull’opera. La scheda viene redatta considerando parametri come: analisi dei personaggi, dell’incipit, dell’ambientazione, della lingua e del finale. Questo ti permette di avere un’idea chiara, ma soprattutto sintetica, del tuo romanzo, un passo importante preliminare all’invio del manoscritto in casa editrice.

Serve davvero? La risposta è sì.

Come scrittore, ma soprattutto come lettore, ti sarà capitato di imbatterti in romanzi dei quali non sei riuscito a capire chi è il personaggio principale, che conflitti sta vivendo, o addirittura in che spazio fisico e temporale è calata la vicenda. Se presti attenzione anche nei discorsi di tutti i giorni componiamo frasi dimenticandoci di chiarire il CHI, il COSA e il DOVE. Questo avviene perché crescendo perdiamo la capacità di analisi logica o, per meglio dire, sovradimensioniamo la nostra propensione a saltare i passaggi logici.

È sempre John Gardern a evidenzia come ci siano “[…] errori che lo scrittore non può cogliere da solo perché, sapendo ciò che era nelle sue intenzioni, pensa che le sue frasi dicano più di quanto facciano in realtà”.

Affidarsi a una scheda di valutazione è un ottimo metodo per conoscere meglio il proprio libro, e se stessi in quanto autori. Un approccio alle reazioni del mondo esterno rispetto a qualcosa che hai cullato nella tua mente per tanto tempo.  È l’airbag che può salvarti dallo schianto contro un muro inaspettato, quello del rifiuto.

La valutazione preliminare di un libro è l’unica prevenzione che devi fare, e devi farla in fretta perché ogni giorno altri 169 libri sono sulla rampa di lancio pronti a essere scagliati nella galassia infinita dell’editoria.  Non c’è più tempo, ricordi?

Alla prossima puntata.

DCA

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