VELLUTATA DI ZUCCA ROSSA ANCHE PER UOMINI, CON CONTORNO DI CICORINO

 

Ricevo settimanalmente a domicilio una cassetta bio con 6/8 kg di frutta e verdura miste a sorpresa, provenienti dalla mia Sicilia e in particolare dalle campagne del signor Sparolo, sul perché del cui soprannome non ho mai osato indagare. 

Talvolta, prodotti e quantitativi sarebbero da denuncia penale. Mi è capitato di ricevere in consegna 1 kg di zenzero, 2 kg di rape, 1 kg di cavolo cinese, 2 kg di barbabietole… tutto tipicamente siciliano, nevvero. Ma il disagio cagionatomi da questi alimenti è nulla rispetto al senso d’impotenza che accuso quel giorno in cui vengo rifornita di un’abnorme zucca rossa! 

Se ne stava da sola come una regina, col popò sul trono dell’intera cassetta tappezzata al cicorino e, sempre da sola o giusto in compagnia di quelle foglie verdi, ne aveva soddisfatto i chilogrammi complessivi.  Butto gli occhi al cielo, pensando alla furbizia di Sparolo. Con quella faccia di diavolo mascherata ad angelo m’aveva venduto una cesta quasi a monocontenuto. E però specialmente penso alla mia idiozia, che m’è risultata tale da perdonare seduta stante quel furfante che aveva marchingegnato la vendita di una davvero sorprendente “cassetta a sorpresa”. 

Se io mi fido di chicchessia, la colpa è tutta mia.  

Ok, Sparolo perdonato! Ma ora, come e per chi preparo tutta questa zucca che, come si dice dalle mie parti, è “cosa di femmine”? 

E in effetti, ahimè, da che vivo a Milano prendo atto che la zucca rossa è un fatto generalmente inviso alla categoria “maschio” e niente c’entra la regione mittente. Presumo ciò accada perché, questa, è una roba arancione, dalla carne indecisa e dal succo stucchevole. Né bionda né rossa. Sbiadita. Connotati antitetici rispetto all’ideale di donna, codesti, i quali fan sì che molti uomini si rifiutino a priori di apprezzare un siffatto ortaggio o, qualora in realtà lo gustino, si guardino bene dal palesarlo.

Che un uomo ammetta di gradire la zucca rossa, difatti, è cosa ardita quasi come il di lui confessare in comitiva di aver perso la testa per una racchia. O, almeno, di ciò io mi sono convinta.

Ebbene! Ho sinora concesso la ragionevolezza di tale alibi di ferro agli uomini che sono transitati per la mia tavola domenicale ma oggi, dinanzi alle proporzioni di codesta signorina in arancio, non perdono più niente a nessuno: la devo cucinare, gestire, rendere amabile, consumare.

Comincio col dirmi che, così com’è possibile incontrare per strada un figo che tiene per mano una cozza, parimenti non è affare impossibile che un maschio s’innamori della zucca rossa. Indi, mentre ne infilzo e accoltello la scorza per ricavarne dei tranci di polpa, nella mia mente già assemblo taluni ingredienti che, a naso, mi danno l’idea di poterne esaltare il sapore, regolare a misura la dolcezza e conferire più colore. 

Mi si distorce un polso e pure mi nasce una ricetta di successo per uomini e donne. 

 

ESECUZIONE

 

INGREDIENTI per 4/5 persone

Per LA VELLUTATA

  • 400 gr di zucca rossa
  • 2 grosse patate
  • mezzo porro tritato finemente
  • 10 gr di farina
  • 40 gr di parmigiano e 20 gr di pecorino grattugiati
  • 20 gr di olio extra vergine d’oliva
  • 10 aghi di rosmarino
  • 800 gr di brodo bollente insaporito con verdure fresche o dado, meglio se di casa.

 

 

 

Per L’INSALATA

  • cicorino in quantità tali da riempire il letto di 4/5 piatti 
  • emulsione: 10 ml di olio extravergine d’oliva, succo di mezzo limone non trattato e sale q.b.
  • una manciata di semi di girasole

ISTRUZIONI

  1. Inutile dirvi che le foglie del cicorino vadano ben lavate, mentre è utile dirvi che, per la buona riuscita del piatto, vadano ben asciugate in centrifuga. Adagiatele su 4 larghi piatti piani e, sopra di esse, distendete al centro alcune fette sottili di limone. Fate macerare il cicorino con l’emulsione per tutto il tempo di esecuzione della vellutata.
  2. In una pentola antiaderente alta e larga scaldate 5 gr d’olio, quindi versate 50 gr di brodo e lasciate stufare il porro sino a che non siate certi che sia ben cotto (nel Bimby per 5’, a 100°, v. 3).
  3. Insieme al porro, mixate grossolanamente la zucca e la patata sbucciate e ridotte a tocchetti, unitamente alla farina ed al rosmarino (nel Bimby fatelo per 20” a v. 5). Dunque aggiungete il restante brodo e cucinate a fuoco medio per mezz’ora (lasciate andare il Bimby per 25 minuti, a 100°, v. 1).
  4. A fine cottura, integrate i due formaggi grattugiati ed il resto dell’olio. Amalgamate e aspettate che il tutto intiepidisca. Quindi mixate nuovamente, stavolta con più energia e più a lungo, fino a vellutare alla perfezione (nel Bimby frullate per 50” a v. 8). Solo adesso potete regolare di sale.
  5. A questo punto la vostra vellutata è pronta ed è già possibile gustarla liscia o come ottimo condimento in cottura di un carboidrato a taglio piccolo, pasta o riso. In tal caso mescolate vellutata e carboidrato insieme, trattando come un risotto e aggiungendo dell’acqua calda all’occorrenza. In ultimo regolate di sale e olio. Non aggiungete altro formaggio.
  6. Ove invece decidiate che la vellutata possa essere un sufficiente piatto unico, come io stessa credo sia, accompagnatela con il cicorino di cui al punto 1, dopo aver spolverato le foglie con una manciata di semi di girasole.
  7. Servite la zucca in una capiente tazza da consommé e, di fianco, il cicorino. Al palato e agli occhi dunque emergono l’amaro e il verde acceso del cicorino, l’acre del limone ei suo verde-giallo allegro, con tracce color arancio qui e là per il piatto. Ancora apprezzerete l’arancione e la dolcezza della zucca in tazza, seppur stordita dalla patata, nonché il profumo del rosmarino.
  8. Alcune fette sottili di pane nero abbrustolite in padella basterebbero a completare la portata.

                                                                                                                               

By Rossella Arinisi

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