LA CASA DI CARTA – SECONDA STAGIONE

UN FINALE PERFETTO PER UN COLPO PERFETTO!

Continua il secondo capitolo de La casa di carta, la serie televisiva spagnola tra le più apprezzate nel 2017. Con La casa di carta parte due giungiamo alla conclusione dell’epico colpo alla zecca di stato, ma dove eravamo rimasti? Nel finale della prima stagione il Professore sembrava ormai essere spalle al muro, con la polizia giunta nel casale di Toledo dove lui e le otto reclute avevano trascorso mesi ad architettare il piano perfetto.

La seconda parte, invece, mostra allo spettatore quanto il Professore avesse ancora in serbo per lo spettatore. Il suo ingegno va oltre ogni misura e la polizia si ritrova di nuovo vittima del suo “gioco”.

I personaggi principali vengono ulteriormente approfonditi, rivelando aspetti della loro vita che aiutano lo spettatore ad appassionarsi (come nel caso di Nairobi quando parla con Rio di suo figlio o il Professore durante il suo grandioso discorso sul denaro a Raquel) o addirittura a comprenderli e empatizzare con loro (l’esempio perfetto è il caso di Berlino e del suo forte legame con il Professore).

L’evoluzione caratteriale dei personaggi è perfettamente bilanciata da incredibili scene d’azione e momenti di suspence che tengono lo spettatore incollato al televisore, incapace di prevedere ciò che succederà, perché è proprio questa la sensazione che trasmette questa serie, puntata dopo puntata.

Unica pecca, se così possiamo definirla, è l’eccessivo romanticismo tipico dei prodotti televisivi spagnoli. La tendenza degli otto rapinatori a prestare il fianco a debolezze personali, mentre tentano di mettere in pratica un diabolico piano d’evasione, potrebbe in effetti stonare con le vicende narrate. Tuttavia, il carico emotivo ne La casa di carta, non guasta, ma aggiunge significato a ogni scelta.

La chiusura di questa storia non poteva che essere perfetta, come il colpo del Professore. Avvincente, inaspettato, triste, emozionante e ricco d’azione. Fino alla fine non si ha la certezza che i rapinatori riusciranno a farcela e anche quando ce la fanno, lo spettatore non può fare a meno di sentire l’amaro in bocca. Ciò che i nostri protagonisti hanno dovuto sacrificare per raggiungere l’obiettivo, è stato molto. Ed è con le lacrime agli occhi per chi non ce l’ha fatta, o con le lacrime di gioia per chi è sopravvissuto e può iniziare una nuova vita, che il sipario si chiude su di un Professore che finalmente ha davanti ciò che per lui conta realmente di più.

Andrea Cova

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