LA CASA DI CARTA – TERZA STAGIONE

Anche la terza parte de “La Casa di Carta” è giunta sui nostri schermi, e noi dell’Accademia della Scrittura ci tenevamo a farvi conoscere la nostra opinione in merito. Quest’ultima stagione, al contrario delle precedenti, ci mostra i protagonisti: Tokyo (Úrsula Corberó), Rio (Miguel Herrán), Denver (Jaime Lorente), Stoccolma (Esther Acebo), Nairobi (Alba Flores), Helsinki (Darko Peric), Raquel (Itziar Ituño) soprannominata ora Lisbona e Il Professore (Álvaro Morte), alle prese con la loro vita da fuggitivi: ricchi e, almeno all’apparenza, felici.

C’È CHI PERDE IL PELO, MA NON IL VIZIO

Ma non ci mette molto Tokyo a rendersi conto che per quanti soldi possa avere, è priva della cosa a cui tiene di più, la libertà. Decide così di lasciare la sicurezza dell’isola per ritrovare parte di essa, dando inizio a un susseguirsi di eventi che causeranno la cattura di Rio, costringendola a fare ritorno tra le braccia del professore. Effetto nostalgia o ennesimo riciclo di stratagemmi narrativi a parte, Sarà per salvare Rio che la squadra verrà nuovamente radunata per dare vita al colpo più assurdo che il mondo abbia mai visto: assaltare la Banca Centrale di Spagna.

IL DENARO NON È TUTTO!

Fin dai trailer viene sottolineata la prima grande differenza fra le prime due parti e quest’ultima: se all’inizio era solo una questione di soldi, ora invece si tratta di difendere la “famiglia”. Per compiere il colpo vengono assoldati nuovi membri, tra i quali: le sopra citate Lisbona e Stoccolma, facenti già parte del precedente cast. Mentre come vere e proprie new entry conosciamo Palermo (Rodrigo de la Serna), Bogotà (Hovik Keuchkerian) e Marsiglia (Luka Peroš).

Ognuno di loro gioca un ruolo fondamentale nel piano del Professore, piano che proprio suo non è (nella prima stagione l’idea apparteneva a suo padre) e che purtroppo lascia quel retrogusto di riciclato. E nemmeno il fatto che il piano si in realtà un’idea di Berlino (Pedro Alonso), che ritorna sottoforma di flashback come puro e semplice fanservice, aiuta a digerire l’amara pillola. Se poi questo non bastasse, c’è Palermo, che si può banalmente ridimensionare al sostituto di Berlino. Ruolo, tra l’altro, che non gli è riuscito affatto bene. Almeno lui però si può degnare di un background e una caratterizzazione molto personale, anche se non paragonabile a quella che abbiamo vissuto con i vecchi personaggi nelle precedenti stagioni.

Delle altre new entry, a parte il loro compito nella rapina (Bogotà fa parte di una fantomatica banda di fonditori di metallo e Marsiglia, che dovrà occuparsi di rendere sicura la comunicazione tra il Professore e il resto della banda all’interno della Banca), non sappiamo nulla. I personaggi restano privi di qualsivoglia approfondimento, sono, per così dire, delle macchiette poco rilevanti nell’economia della narrazione. Non ci resta che sperare in un maggiore spazio dedicato a loro nella prossima stagione, anche se nulla parrebbe presagirlo.

UN DEGNO ANTAGONISTA

Non si può dire lo stesso per la new entry della fazione della polizia, l’intelligente quanto incinta Alicia Sierra (Najwa Nimri)  che viene incaricata delle trattative coi rapitori al posto di Raquel. Che dire, intelligente, senza scrupoli, furba e sempre un passo avanti al Professore, finalmente il degno villain per questa serie! Che con gioia sostituisce quello delle due stagioni precedenti, l’imprevisto.

QUESTIONE DI BUDGET

Al contrario delle precedenti stagioni, quest’ultima non perde occasione di mostrare il budget speso (budget che non a caso possono permettersi anche i nostri protagonisti adoperando la fortuna guadagnata con il precedente colpo). Altro merito sono le scene d’azione e gli effetti speciali, che superano di gran lunga gli standard finora raggiunti.

Nel complesso questa terza parte riesce a intrattenere, anche se non raggiunge appieno i livelli delle prime due stagioni. Il finale, tuttavia, fa ben sperare in una quarta parte dalle più rosee aspettative. Già, perché la Casa di Carta Parte 3 ci regala forse il miglior cliffhanger che questa serie abbia mai visto. Pieno di Pathos, colpi di scena e avvenimenti che tengono lo spettatore completamente incollato allo schermo. Siamo di fronte a un Professore che non abbiamo mai visto, un Professore senza limiti e, soprattutto, senza più nulla da perdere.

In un’intervista l’attrice che interpreta Lisbona aka Raquel Murillo, ovvero Itziar Ituño, rivela che le riprese non si sono mai fermate e che sono già arrivati a girare la quattordicesima o quindicesima puntata (sesta o settima puntata della prossima stagione). Non ci resta quindi che attendere (probabilmente non molto) l’annuncio della data della quarta parte e gli eventuali trailer che verranno rilasciati nel frattempo. Fino ad allora c’è molto su cui teorizzare e riflettere per tenersi impegnati durante l’attesa, perché una cosa è certa, la storia di questa rapina non è ancora finita, anzi, è solamente appena cominciata.

PRONOSTICI PER IL FUTURO – ATTENZIONE SPOILER!

A che punto siamo? Il professore crede che Raquel sia morta, ma in realtà Raquel è stata catturata. Nairobi viene mortalmente ferita da una proiettile, la banda fa saltare per aria un blindato, uccidendo dei poliziotti e Arturito si è infiltrato nella banca unendosi agli ostaggi. Il titolo dell’ultimo episodio Alla deriva è più che azzeccato, perché è proprio così che lo spettatore si sente.

Tutto è possibile e al tempo stesso è tutto perduto. L’ispettore Sierra ha architettato un piano perfetto, possiede l’arma per sconfiggere il Professore e, con molta probabilità, otterrà il favore dei media. Non bisogna dimenticare però il passato. Anche in precedenza ci eravamo illusi che il piano fosse crollato come un castello di carte, ma ogni cosa era stato prevista nei minimi dettagli. E dunque tenendo bene a mente questo importante precedente, mi espongo nel dire che la storia a questo punto potrebbe svilupparsi in due possibili direzioni: la prima, quella più semplice e diretta, che la stessa serie tv lascia intendere, con il Professore che mostra la parte peggiore di sé andando contro i suoi stessi principi solo per amore e vendetta (e che non nego mi piacerebbe vedere) rovinando così il piano. Oppure la seconda alternativa che rivela come tutto, ancora una volta, rientrasse nel piano del Professore.

L’interpretazione di Suárez è stata impeccabile, il fattore tensione e intrattenimento dell’ultimo episodio hanno giocato un grande ruolo in questa messinscena. Perché è chiaro come a mente lucida l’azione risulti alquanto improbabile, e ora vi spiego il perché:

  1. Le autorità che giustiziano un criminale. Sì, in questa stagione si sono spinti oltre righe, ma arrivare a commettere un crimine? Non di certo Suárez, non dopo tutto quello che abbiamo appreso su di lui nelle precedenti stagioni.
  2. Il valore dell’ostaggio. Se il Professore ha rischiato così tanto per Rio, cosa avrebbe fatto pur di liberare la donna che ama? Raquel risulta essere un importante merce di scambio, nonché una incredibile fonte d’informazioni. Raquel ha una madre sofferente di Alzheimer e una figlia piccola di cui occuparsi, ha molto da perdere, le forze dell’ordine potrebbero costringendola a vuotare il sacco.
  3. Quando Suárez intima alla coppia di contadini di uscire, è il Professore che influenza il pubblico (e sé stesso) che sta per avvenire un’esecuzione. Il suo atteggiamento induce a credere che quella sia l’unica e sola eventualità, impedendoci di valutare il contesto nel suo complesso e riducendo la scena come se fosse fine a sé stessa e non parte di qualcosa più grande.
  4. Raquel, inoltre, è l’unica fonte che la polizia ha a disposizione per ritrovare il Professore, visto che non sono riusciti a catturarlo e non hanno alcun modo di sapere dove potrebbe essere.

Per quanto riguarda invece il futuro di Nairobi, non credo che possa essere effettivamente morta. Nairobi ha ancora molto da raccontare, partendo dal suo legame con Helsinki e la rivalità con Palermo, fino ad arrivare al fulcro del suo personaggio, ovvero il figlio. Sì, perché per quanto Nairobi lo abbia dato per scontato, quel bambino potrebbe benissimo non essere nemmeno suo figlio, ma solo una perversa trappola attuata dall’ispettore Sierra. Sarebbe interessante vedere come potrebbe vendicarsi dell’ispettore.

Per finire, sempre in un’intervista, l’attrice Itziar Ituño che interpreta Raquel Murillo, ha rivelato che ci sarà un grande nemico all’interno della banca, pare scontato puntare il dito contro il solito Arturito, ma se non fosse così? C’è ancora tutto da raccontare sui nuovi membri della banda, nel bene o nel male.

Per il resto, non rimane che chiedersi, come andare a finire.

Solo il tempo potrà risponderci.

Andrea Cova

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