13 REASONS WHY

Perché serie tv come “13 reasons why” dovrebbero essere guardate e studiate a scuola (e non solo dai ragazzi) 

Spesso scelgo le serie tv da guardare spinta dalla curiosità, dalle recensioni in cui mi imbatto sui social o su i giornali. Non molto tempo fa si mormorava di una misteriosa serie TV americana che aveva destato scalpore, anche se non era chiaro il motivo di tanta risonanza mediatica. Così ho deciso di iniziare a seguire qualche puntata di “Tredici” o – nel suo titolo originale – “13 reasons why”, per capire cosa ci fosse di così tanto scandaloso da rischiarne la cancellazione.  

La trama (#nospoiler)

Tredici, ripercorre la storia di Hannah Baker, studentessa americana che decide di suicidarsi sconvolgendo la Liberty High School, liceo di una piccola cittadina americana, in cui tutto scorre in modo apparentemente normale. 

La narrazione è ricca di flashback, un continuo rimando tra prima e dopo il suicidio di Hanna che, prima di compiere l’insano gesto, fa recapitare un messaggio su tredici cassette in cui spiega i tredici motivi per cui ha deciso di togliersi la vita. A ricevere le cassette è Clay Jensen, uno dei suoi compagni del liceo. Clay “prende in prestito” un vecchio walkman e inizia ad ascoltare la voce registrata della ragazza che gli racconta episodio dopo episodio, il “why?” del suo suicidio ripercorrendo gli episodi chiave dei mesi precedenti e attribuendo la responsabilità a buona parte degli studenti del liceo, Clay compreso. 

Perché da genitori dovrei guardare serie teen come Tredici?

L’approccio che serie come questa hanno su temi delicati come il suicidio, la violenza sessuale, l’omosessualità, le violenze domestiche, il bullismo o il cyberbullismo e il rapporto con i compagni di scuola, anche se la loro rappresentazione esplicita può risultare cruda e discutibile tanto da generare dibattiti e controversie in numerosi Paesi, potrebbe – se vista con il giusto filtro – agevolare la comunicazione tra genitori e ragazzi. Queste, di fatto, sono problematiche che potrebbero presentarsi nella vita di ogni adolescente. 

Per lo stesso motivo sono fortemente convinta che serie come “Tredici”, ma anche “Insatiable” che tocca i temi dei disturbi alimentari, e tante altre serie teen, andrebbero fatte vedere a scuola, nei progetti pomeridiani, come quando negli anni 90′ ci “costringevano” ed analizzare film e libri di narrativa contemporanea, per affrontare i temi ritenuti “spinosi”, di cui ho ancora un meraviglioso bagaglio culturale sia a livello cinematografico che letterario. 

Non c’è nulla di cui scandalizzarsi, a meno che non si voglia essere estremamente politically correct.  Nei licei italiani così come in quelli americani, è facile trovare adolescenti con problemi di droga, alcool, bullismo, cyberbullismo e omofobia. 

Sarebbe molto più scandaloso fare gli struzzi, e correre ai ripari “dopo”, come fanno genitori e i professori anche nella serie “Tredici”, impacciati impreparati ad affrontare problematiche che i ragazzi avevano già manifestato e che esplodono dopo eventi catastrofici.

Anna Rizzo     

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