IO, IBRA: ZLATAN IBRAHIMOVIĆ CON DAVID LAGERCRANTZ

 Si può togliere il ragazzo dal ghetto, ma non il ghetto dal ragazzo”.

Zlatan Ibrahimović non è tipo da passare inosservato. Né per il suo fisico possente, né tanto meno per la sua personalità. Ma cosa si cela dietro al calciatore che ha saputo lasciare il segno giocando con ogni maglia che ha indossato? Come sono nati la sua mentalità vincente e il suo spirito battagliero? Come convivono le sue origini slave con il paese scandinavo svedese in cui è cresciuto finendo per diventarne idolo nazionale?

David Lagercrantz, giornalista e scrittore svedese, accompagna il lettore in un viaggio nella vita di uno dei personaggi più carismatici del panorama calcistico moderno, attraverso il racconto di esperienze calcistiche alternate a episodi della sua vita più intima e privata. 

UNO SLAVO IN TERRA SVEDESE

Tutto nasce a Rosengård, un sobborgo di Malmö, dove per sopravvivere si è costretti a stringere i denti e a guardarsi le spalle. La vita non è facile, ma è proprio nelle difficoltà che si vedono i grandi campioni. E Zlatan è uno di questi. Combatte battaglie casalinghe quotidiane e cerca di farsi rispettare in un mondo dove spesso è catalogato come immigrato dal vizietto, più o meno celato, del furto delle biciclette. Ibrahimović non incarna lo svedese tipo. Anzi, è esattamente il contrario. Ma questo non solo non gli nega la possibilità di emergere, ma diventa uno stimolo per raggiungere i suoi obiettivi. 

I primi capitoli sono dedicati alla sua infanzia e alla sua adolescenza, mettendo a nudo le delicate dinamiche famigliari mescolate di pari passo all’inizio della carriera calcistica. I primi calci al campetto sotto casa, fino ad approdare in prima squadra a Malmö.

LA ZLATANMANIA

Zlatan, oltre a dribblare in campo contro gli avversari, si trova anche a dover dribblare i preconcetti del suo essere slavo dal carattere fumantino in territorio scandinavo. Grazie alla determinazione e ad alcuni incontri fortuiti, poco a poco comincia ad acquisire non solo consapevolezza delle sue capacità, ma anche a conquistare quella parte di pubblico più perbenista e nazionalista. È ufficialmente nata la “Zlatanmania”. Ma ad Ibrahimović non basta. È ora di spiccare il volo verso nuove mete e giocare in un grande club europeo. E così, a seguito di un trasferimento da cifra record in Svezia, per Zlatan è finalmente giunto il momento di approdare all’Ajax. 

Lagercrantz racconta nei più piccoli dettagli emozioni, numeri e protagonisti di questo periodo che ha catapultato il giocatore nel calcio che conta.

GIROVAGARE DI CLUB IN CLUB

Terminata la sua avventura all’Ajax il libro scorre capitolo dopo capitolo narrando le gesta sportive di un calciatore che diventa sempre più un punto di riferimento per le squadre in cui gioca. Nel corso di pochi anni ne cambia diverse, per molteplici ragioni: la Società, l’ingaggio, il mister, gli obiettivi. Pagine su pagine in cui Lagercrantz racconta dettagli di campo da gioco, dello spogliatoio, di contrasti con i compagni, di amicizie e di trattative di ingaggi con il suo procuratore, che dopo un po’, accumulandosi, disorientano il lettore rendendo il racconto quasi monotono e scontato nonostante la diversità e l’importanza delle esperienze narrate.

IL SOGNO, LA PERDITA DI SE STESSO E LA RINASCITA

La Spagna. Per chi il calcio lo ama il Barcellona e il Real Madrid sono le società simbolo di un calcio ad alto livello. E, dopo l’Italia, è proprio lì che Zlatan vuole giocare. E così, dopo lunghe trattative, approda nel club blaugrana sotto la guida di Pep Guardiola. Non ci può credere, è un sogno che si realizza. Ma non sempre i sogni sono quello che pensavi che fossero. Ci si mette l’allenatore e un sistema sportivo che invece di far crescere le individualità dei singoli tende ad omogeneizzare. E può uno spirito libero come Ibrahimović sottostare a queste regole? Può, ma non non ci riesce, ipotizzando addirittura un clamoroso ritiro dal calcio. Lagercrantz narra queste fasi concitate della vita del campione, sviscerando emozioni, tattiche ed episodi che hanno evitato al mondo sportivo di perdere un assoluto protagonista. Zlatan cambia squadra, torna in Italia e vince ancora.

 

GLI AMORI: LA FAMIGLIA, I TATUAGGI E LE AUTO SPORTIVE

Oltre al calcio, Lagercrantz svela,tra aneddoti sportivi e scambi di mercato, le passioni di Zlatan. Da quella per i tatuaggi, a quella per le auto sportive e la velocità. Fino ad arrivare ai particolari che forse, al di là dei numeri e dei retroscena da spogliatoio, interessano di più al lettore, ovvero gli innumerevoli dettagli legati alla sua sfera privata. Il rapporto altalenante con i membri della sua famiglia, il legame con i fan, gli amici dentro e fuori dal campo, l’incontro con la compagna Helena, la nascita dei due figli e la malattia (ormai superata) del primogenito che ha ribaltato gli equilibri di un campione. E come recita Ibrahimović nella dedica: “Continuate a credere in voi stessi, come insegna la mia storia alla fine malgrado tutto ciascuno può trovare la sua strada”.

Leggere di Zlatan Ibrahimović è interessante, soprattutto conoscere quei particolari che esulano dalla sua professione e proiettano il calciatore nel più comune ruolo di compagno, amico, figlio, fratello e padre. I particolari descrittivi dei luoghi e delle persone aiutano a raffigurarsi i vari momenti della vita del protagonista, da piccolo bambino figlio di immigrati che combatte contro se stesso, la cultura, gli altri e la società in cui è nato e cresciuto fino ad arrivare ai stadi europei colmi di entusiasmo e di grida di tifosi scatenati ad acclamare il nome di quel bambino ormai diventato una star. La lettura scorre fluida, nonostante talvolta alcuni passaggi tra un argomento e l’altro risultino senza un apparente filo logico e i numerosi particolari calcistici che, a tratti, rischiano di risultare ripetitivi e far perdere di brillantezza all’evolversi del racconto. Non mancano esclamazioni verbali colorite, che danno un tocco di autenticità al romanzo. Da valutare inoltre l’idea di dare un titolo ai capitoli ed inserire qualche foto all’interno, così come realizzato in altre produzioni dello stesso genere. 

Ileana Cavurina

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