Cose da non fare dopo aver finito di scrivere un libro

Caro Scrittore, avevo promesso di scrivere un articolo sulle agenzie letterarie, ma ho pensato di fare un passo indietro. Ci sono, infatti, alcune cose che vorrei spiegarti prima di continuare a darti suggerimenti su come muoverti nel mondo dell’editoria. 

L’input a scrivere questo articolo mi è arrivato grazie a un messaggio ricevuto qualche giorno fa su Messanger. Siccome non è il primo, ho deciso di dare una risposta collettiva. 

Cose da non fare! 

Certamente, caro Scrittore, ora che hai finito di scrivere il tuo libro sentirai il bisogno di rivolgerti a qualcuno che nel mercato editoriale ci bazzica da tempo. Magari stai pensando di aprire i tuoi account social, scorrere la lista dei contatti e trovare lo scrittore navigato a cui chiedere aiuto. Ti esorto a non farlo. Chiudi i social e fermati. 

Le persone a cui stai per scrivere sono state al tuo posto e, nella maggior parte dei casi, nessuno ha dato loro una mano. Ce l’hanno fatta da soli e sai perché? Le loro opere erano meritevoli di pubblicazione (indipendentemente dal tuo gusto personale), inoltre, si sono dati un gran da fare per raggiungere l’editore giusto o l’agente letterario adeguato. 

Certo, ci sono le eccezioni, i casi rari, gli illuminati dal fascio di luce divino che avevano già un piede nell’Olimpo, ma questo è un altro discorso e tu evidentemente non fai parte della cerchia. Mettiti l’anima in pace, gli “illuminati” sono perlopiù inaccessibili e difficilmente leggeranno il tuo messaggio. Lo elimineranno senza aprirlo e la tua bocca si riempirà di quel senso di amarezza che ti spingerà a non comprare i loro libri solo perché non si sono degnati di accogliere la tua richiesta. A questo punto l’insoddisfazione schizzerà alle stelle e inizierai a formulare pensieri negativi che rischieranno di demotivarti. Se vuoi fare lo scrittore, non puoi permettertelo.

Gli altri autori, invece, quelli con i piedi ancora attaccati al terreno che si relazionano ai propri lettori in tono amichevole, dandoti la sensazione di essere parte di un sistema condiviso, di fronte al tuo messaggio storceranno il naso. Sì, lo faranno, te lo assicuro. Magari risponderanno (aggiungeranno qualche emoticon divertente, una faccina che sorride oppure un cuore), giusto per educazione, ma non risolveranno il tuo problema. La verità è che non possono. 

L’autore non è uno strumento

Devi sapere, caro Scrittore, che gli autori difficilmente hanno voce in capitolo, le case editrici sono aziende e come tali hanno del personale preposto allo scouting. L’autore pertanto non è un veicolo utile.

Devi lottare e sgomitare per farti notare. Quindi, sii coscienzioso e abbi rispetto per chi non conosci. È vero che i social network hanno azzerato le distanze, ma questo non significa che sei in confidenza con tutti coloro che hanno accettato la tua richiesta  di “amicizia” e, soprattutto, l’invadenza non è mai un buon punto di partenza.

Evita i messaggi privati

Niente messaggi privati del tipo:

“Ciao Tizio, anche io ho scritto un libro, gli amici dicono che è un capolavoro della narrativa contemporanea, ma non so come farmi notare da un editore. Non è che mi daresti il contatto della tua casa editrice? Pensa, potremmo diventare colleghi”.

Da brivido. In rete ci sono diversi forum che aiutano gli aspiranti scrittori a orientarsi nel mare magnum editoriale, ti consiglio di consultarli, troverai molti consigli utili.

Oppure:

“Sai Caio, ti seguo da tempo e ammiro quello che fai. Purtroppo non ho ancora letto i tuoi libri però, siccome ho scritto un libro magari puoi mettere una buona parola per me in redazione”.

Sfacciato. Come può un autore garantire per te, quando non sa nemmeno cosa scrivi e soprattutto come? Il fatto che tu sia nella sua lista di contatti non ti assicura nessun privilegio.

E ancora:

“Ciao Tizio, come stai? Senti, chi hai pagato per pubblicare? Hai un agente? Mi daresti il numero?”.

Insolente. Eppure posso garantirti, mio caro Scrittore, che c’è chi ha il coraggio di scrivere un messaggio del genere. Vuoi davvero rendere giustizia alla tua passione? Ti svelo un segreto, gli autori che pubblicano con case editrici serie, non pagano. All’agente letterario, a seconda del tipo di accordo contrattuale stipulato con l’autore, spetta una percentuale sulle vendite nel momento in cui i diritti del romanzo vengono ceduti alla casa editrice. E per “ceduti” intendo “venduti”.

Non è finita:

“Buonasera Sempronio, ho scritto un libro, la critica lo ha paragonato ai romanzi di Hemingway, con un pizzico di Bukowski e qualche accenno di Coelho, ti mando il file, così puoi girarlo al tuo editore. E mi raccomando, quando avrai finito di leggerlo, fammi sapere cosa ne pensi e condividilo con i tuoi amici. Ci tengo!”.

Gli improperi mi si affollano sulla punta della lingua. Avevi in mente una storia e hai sentito il bisogno di scriverla e hai faticato, questo è indubbio, soprattutto se si tratta del tuo primo libro. Dopodiché hai passato il manoscritto agli amici. Il loro giudizio, tuttavia, a meno che non si tratti di critici letterari, non è oggettivo, tantomeno commerciale. Quindi non essere autoreferenziale.

Se questi esempi ti hanno strappato un sorriso e credi che siano il frutto della mia fantasia, ti sbagli. La realtà supera di gran lunga l’immaginazione!

Se, invece, stai pensando di scrivere una cosa del genere, morditi le dita, sbattile sul tavolo, pestale, chiudi il computer, spegni il cellulare, esci di casa, rinfrescati le idee… insomma desisti. Dopo aver inviato il messaggio non potrai tornare indietro e il tuo scrittore che sia preferito o meno avrà la sensazione che ti sia avvicinato a lui esclusivamente per interesse. Il che può anche essere vero, ma ti consiglio di riflettere a lungo su chi vuoi essere prima di imbarcarti in questa avventura. Un giorno potresti pentirtene. 

Gli autori, caro Scrittore, oltre che oberati di lavoro e costantemente in bilico tra la frustrazione e il Super-Io, sono suscettibili e permalosi. E soprattutto non ti aiuteranno a spiccare il volo. 

Se vuoi che la scrittura diventi il tuo mestiere o ti affidi a un professionista che sappia indirizzarti, o impari a destreggiarti da solo rimboccandoti le maniche. Si può, posso assicurartelo. E dopo, in entrambi i casi, sarai ancora più soddisfatto perché avrai raggiunto il risultato contando sulle tue forze o puntando sulla persona giusta. 

E per quanto riguarda gli editor?

Stesso discorso, non contattarli tramite i social media. Lo so che sei tentato di farlo. Ma non servirà a nulla. Gli editor perdono la vista tutto il giorno su pile di manoscritti di valutare, quando sono sui social è perché vogliono distrarsi. Certo, puoi iniziare a seguirli, capire con chi hai a che fare, ma a questo punto ti consiglio piuttosto di monitorare gli editori a cui stai per inviare il testo. Attraverso le loro pubblicazione capirai se il tuo manoscritto può interessargli o meno.

Ricapitolando

Non chiedere aiuto sui social a persone che non conosci. A meno che tu non sia in confidenza con l’autore, non rivolgerti a lui solo per ottenere favori. E se sei amico di un autore, sii cauto e soprattutto educato. Loro ce l’hanno fatta perché ci hanno creduto e perché hanno scritto storie originali, tu devi ancora dimostrare di essere all’altezza della situazione. Per cui, semmai, scegli bene le parole da usare. Piuttosto chiedi consiglio, non pretendere un contatto diretto con la casa editrice o con l’agente letterario. E non scrivere agli editor, non sui social, cerca invece di farti notare. Come? Te lo spiegherò nei prossimi articoli. Segui le case editrici, ciò che pubblicano è un’indice fondamentale. 

Spero di esserti stata d’aiuto.

Al prossimo articolo

M.S.

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