Lucifer

di Giulia Leonarduzzi

 

Neil Gaiman è sempre una certezza e ultimamente sta cavalcando la sua onda personale di successo (American Gods, Good Omens), ma tra tutti i personaggi partoriti dalla sua fervida immaginazione, Lucifer è a mio dire il più affascinante!

E Fox ha colto la palla al balzo. A intrattenerci ci sono ben quattro stagioni, con una media di 13 episodi a stagione, un sogno per i divoratori di serie tv.

Pronti via, ci viene presentato un personaggio dissoluto, amante del sesso, dell’alcol e di tutto ciò che è considerato sbagliato o da consumare in piccole dosi… insomma: Il Diavolo. E, nonostante non sia biondo come nei fumetti, Tom Ellis ne incarna perfettamente l’essenza, allietando gli occhi di chi apprezza una “faccia d’angelo” come la sua.

Le prime tre stagioni, ancora di produzione Fox, seguono la linea editoriale della storia di fondo sviluppata attraverso episodi slegati (Friends, Grey’s Anatomy, How I met your mother…), ma non vengono mai a noia! Mentre la quarta è stata presa in mano da Netflix, che ha dato una rinfrescata alla trama (e una sfrondata alle puntate).

Un po’ di trama per i distratti

Lucifer Morningstar, aka Il Diavolo, stanco dei suoi compiti da regnante degli Inferi (che poi, come fai ad annoiarti a punire gente che se lo merita e a fare sempre e solo quello che vuoi?), si è trasferito nella città degli angeli insieme al suo fidato braccio destro Mazikeen (Lesley-Ann Brandt). Come sopravvivere in questa città corrotta, abitata dalle creazioni del suo odiato padre? Be’, aprendo un night club, no? Ed ecco che il Lux prende vita!

Dopo ben cinque anni di divertimenti e follie incontra Chloe Decker (Lauren German), detective LAPD e punto debole di Lucifer. Infatti, la bella detective sembra non subire il fascino del diavolo, e riesce a tenerlo alla giusta distanza, ma peggio che mai, lo rende vulnerabile con la sua sola presenza (il potere delle donne, ah!). Stuzzicato da questa novità, il nostro diabolico amico comincia a collaborare con la detective per potersela portare a let- ehm, scusate, per la sicurezza delle strade della città. E come ogni bravo cittadino, inizia una terapia con la psicologa Linda Martin (Rachael Harris) per risolvere i suoi problemi sentimentali.

Se invece siete stati attenti…

Stagione 1

Lucifer incontra la detective, la punzecchia con il suo accento inglese e il suo charme infernale, ma lei non ci casca, ed è lui ad andare in crisi e a sviluppare delle emozioni umane. Come gestire questa nuova esperienza? Ovviamente con l’aiuto della dottoressa Martin, che dopo essere stata la sua amante focosa, si rivela un’ottima amica, e forse l’unica che riesce a ragionare. Peccato che Lucifer, per sua natura, non le dia ascolto.

Le prime puntate tengono inchiodati allo schermo con pop-corn a portata di mano. Lui si diverte a recitare e trascina un po’ tutto il cast in questa spirale di dissolutezza e sesso sfrenato – mi sa che non vi ho avvisati, non è una serie per puritani, se lo siete, smettete di leggere questo articolo. E anche Neil Gaiman – e soprattutto occasionale.

*ALERT*

Many spoilers ahead – se non avete ancora visto la prima stagione fermatevi qui! Lasciate ogni speranza… vabbe’, la sapete.

Take me back in hell

Facciamo un balzo all’ultima puntata e ci ritroviamo con un diavolo tormentato dalle numerose accuse che gli vengono mosse, colpevolizzandolo per tutti i peccati del mondo. Comodo dire “Il diavolo me l’ha fatto fare”. No, cari i miei umani, Lucifer ci rivela (wow, che rivelazione!) che il suo compito è quello di punire i peccatori, non spingerli a peccare. C’è differenza!

Adirato con il genere umano per non riconoscere questa semplice differenza (e soprattutto perché gli umani non sono in grado di prendersi una responsabilità), decide di farsi uccidere per poter finalmente tornare al suo amato regno, ma il buon fratello Amenadiel (D. B. Woodside) lo salva, convincendolo a trovare e punire Malcom (Kevin Rankin), il cattivone di turno e poliziotto corrotto del caso Palmetto, così da tornare a fare il suo lavoro.

Non intendo annoiarvi con inutili riassunti, tanto la puntata l’avete vista, ma voglio parlarvi della sottotrama, degli argomenti che vengono portati a galla da questa serie. O perlomeno, come l’ho interpretata io.

Lucifer non solo incarna il diavolo, ma rappresenta il nostro più profondo io, lui è il vicino con l’erba più verde, è la persona che potremmo essere se non avessimo il peso della società sulle spalle. Un po’ come Black Mirror, questa serie mette in luce un grosso limite della nostra società, o meglio della società in sé: qualunque associazione di esseri umani presenta dei difetti e dei problemi, e quando questi problemi diventano intollerabili, ecco che esplode il conflitto.

Nella serie si sospetta sia la presenza di Lucifer e dei manufatti infernali a scatenare questo aspetto bellicoso umano, ma come detto prima, lui è il giudice non il fautore delle nostre azioni, quindi perché una presenza infernale dovrebbe atrofizzare il nostro libero arbitrio? La storia è – ovviamente – molto più profonda di quanto la Fox ci voglia far credere (non si è capito che la quarta stagione – Netflix – è la mia preferita) e le successive stagioni per fortuna approfondiscono tutti gli aspetti. Il personaggio che mi ha fatto ragionare di più a riguardo è la brillante psicologa Linda.

Lei è lo spettatore, è l’anello di congiunzione tra il mondo infernale e quello umano, l’interprete che tramanda (e a volte spiega) al genere umano. Del suo personaggio ho adorato la naturalezza, l’umanità delle reazioni e dei ragionamenti. Lei è l’unica a prendere seriamente le dichiarazioni di Lucifer, non perché ci creda, ma perché si vuole mettere nei suoi panni per comprenderne i disagi emotivi.

Sì, “è il suo lavoro” mi urlerete, ma secondo me hanno sfruttato la professione per avvicinarci all’idea di una persona comprensiva. Se non fosse stata una psicologa, difficilmente avremmo accettato la sua predisposizione a credere alle parole di Lucifer.

Altro personaggio top della prima stagione è *rullo di tamburi*: Trixie (Scarlett Estevez).

No, non vi sto per sciorinare la solita solfa del “vede il mondo con gli occhi di un bambino”, tranquilli. Chi mi conosce sa che i bambini mi fanno lo stesso effetto degli scarafaggi. Là, lontani, forse siete carini. Quindi apprezzare un personaggio come il suo è davvero strano da parte mia, ma trovo che sia la spalla perfetta e la sua simpatia contagia chiunque. È furba, intelligente e soprattutto pronta a vendere anche la nonna per una fetta di torta al cioccolato!

Infine, per non parlarne solo bene, il personaggio più noioso è – prevedibilmente – Amenadiel. Ma è anche giusto, se inizi una stagione sul diavolo, mettendo in primo piano il suo comportamento da “faccio quello che voglio” (e qui Rovazzi mi sa che ha preso spunto), non puoi aspettarti che mi piaccia un personaggio che vuole far tornare il protagonista ai suoi doveri e che non caccia fuori un sorriso manco a morire. Buuu, Amenadiel, ci rovini tutto il divertimento.

Quindi, riassumendo…

Personaggi top prima stagione: Linda & Trixie

Personaggi meh prima stagione: Amenadiel

Ma non è detta l’ultima parola, vedremo cosa accadrà nella seconda stagione!

Informazioni nerd

Lucifer è una serie urban fantasy poliziesca sviluppata da Tom Kapinos e trasmessa per la prima volta sul canale americano Fox dal 25 gennaio 2016. La serie è prodotta da Jerry Bruckheimer, DC Comics e Warner Bros. Television. Come detto, è la trasposizione televisiva (molti fan arricceranno il naso) del fumetto omonimo (Vertigo), scritto da Mike Carey. Lucifer è un personaggio comprimario di Sandman di Neil Gaiman (ed. usa Vertigo | ed.it. Comic Art, Magic Press, Planeta DeAgostini, RW Edizioni).

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