Klaus: come l’innocenza dei bambini potrebbe salvare il Natale 

Di Anna Rizzo

Siamo onesti, chi di noi passata una certa età, con il sopraggiungere del Natale, non si sente un po’ come il signor Klaus: burbero, schivo e travolto da un insolito spirito asociale? Il fatto è che crescendo attiviamo l’interruttore della razionalità eccessiva e stacchiamo quello della spensieratezza innocente che ci permette di guardare il mondo da una prospettiva meno torbida. Ed è proprio questo il tema trattato nel film.

La trama

I “grandi” del paesino dell’isola di nome Smmerensburg, sono attanagliati da una faida centenaria tra due grandi fazioni: gli Elingboe e i Kram, che costringe i bambini a non andare a scuola per evitare di “miscolarsi” con “la prole del nemico”. Ma si sa i bambini, dei litigi dei grandi, non sanno che farsene!

Chi è Jespers?

Jespers, che nella versione italiana è doppiato da Marco Mengoni, è il rampollo viziato del capo della Regia Accademia Postale. Il padre, dopo numerosi e disperati tentativi di metterlo in riga, lo spedisce su Smmerensburg con l’obiettivo di far transitare dall’ufficio postale 6000 lettere. Fino a quando non porterà a compimento il piano, Jespers non potrà lasciare l’isola. 

Giunto a Smmerensburg, nonostante venga dipinto come un fannullone buono a nulla, Jespers cerca in qualsiasi modo di convincere gli abitanti a scrivere delle lettere. Impresa difficile in una comunità in cui tutti si odiano.

Quando, nonostante il forte desiderio di raggiungere l’obiettivo, l’ambiente che lo circonda lo precipita nello sconforto ed è quasi pronto a gettare la spugna, grazie a una sola piccola azione spontanea del vecchio eremita Klaus,  in lui si riaccende la speranza e lo spirito di iniziativa. Jespers capisce che la soluzione a tutti i suoi problemi sono i bambini. 

Per uno scherzo del vento, i bambini credono che inviando dei disegni o scrivendo delle lettere al signor Klaus, questo gli regalerà dei giocattoli. Iniziano così con tutta la loro innocenza a chiedere aiuto a Jesper per far recapitare le lettera al signor Klaus e ricevere in cambio dei doni. 

L’importanza delle cose semplici

I grandi sono troppo impegnati nelle loro “battaglie” per accorgersi che i bambini hanno bisogno di piccole attenzioni, di serenità, di banalissimi giocattoli di legno, con cui esprimere la loro fantasia. 

Jaspers, vede in questa richiesta di aiuto un’opportunità da sfruttare. Ma si accorge che la felicità dei bambini gli infonde una strana serenità ed è più importante che portare a casa il risultato. 

Attraverso una serie di piccoli eventi che si susseguono nella narrazione – che non vi racconto nel dettaglio, per invitarvi a guardare il film – l’innocenza dei bambini farà sciogliere i cuori di ognuno dei protagonisti, che riscopriranno la leggenda del vecchio barbuto che in cambio di lettere e disegni, si convince a “produrre” e consegnare giocattoli solo per il gusto di vedere “la gioia che procura”. Nasce di fatto, il mito di Santa Klaus, o Babbo Natale.

L’obiettivo del film è lanciare un messaggio anti-odio

I sorrisi e il desiderio dei bambini di imparare a scrivere per chiedere i doni al signor Klaus saranno la chiave di volta per la rinascita della cittadina di Smmerensburg. A partire dalla scuola che la maestra Alva, disperata per l’assenza di alunni, aveva trasformato in una pescheria, con la voglia anche lei di andarsene il più in fretta possibile.

Jesper insegna a tutti noi la resilienza, ovvero la capacità di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà sfruttandolo in maniera positiva. Ma la cosa più importante è che anche il cuore più freddo e cinico in fondo può essere riscaldato da un vero atto di bontà. La pellicola spagnola, scevra dai soliti clichés è capace di restituire la magia di una leggenda che affonda nella neve e nei sogni contagiosi dei bambini. L’idea alla base del film è di essere un manifesto contro l’odio ingiustificato, oltre che come superamento di una perdita e allargamento universale del concetto di famiglia.

Un vero atto di bontà, ne ispira sempre un altro…

[Klaus]

Anna Rizzo

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