The End of the F***ing World

The End of the F***ing World è una serie televisiva britannica creata da Jonathan Entwistle con Alex Lawther, che nel 2014 ha interpretato il giovane Alan Turing in The Imitation Game ed è stato protagonista di uno degli episodi della serie Black Mirror e Jessica Barden che nel 2015 ha preso parte al film The Lobster di Yorgos Lanthimos.

La serie, basata sulla graphic novel The End of the Fucking World di Charles Forsman, è stata acclamata dalla critica che ha lodato l’interpretazione dei protagonisti, la regia e la sceneggiatura della serie. Si tratta di una dark comedy, ovvero di un dramma adolescenziale dai toni comico-tragici.

La prima stagione è and in onda su Netflix il 5 gennaio 2018 e la seconda ha debuttato nel novembre del 2019.

Trama:

Il dramma consiste nel riflesso che un’infanzia difficile può avere sulla psiche di un adolescente e sul suo divenire. James ha diciassette anni ed è abbastanza sicuro di essere psicopatico: medita, infatti, di uccidere qualcuno. Pur riflettendo sull’inadeguatezza del suo esasperato bisogno di ribellione, non riesce ad allontanare l’incessante desiderio di porre fine alla vita di un individuo. Sulle spalle si porta il fardello del suicidio di sua madre a cui ha involontariamente assistito.

Il padre di James è un uomo che non dialoga e che esorcizza i dispiaceri attraverso un’ironia grottesca e il più delle volte del tutto inefficace.

Alyssa, coetanea di James, è la nuova arrivata nell’istituto scolastico in cui lui studia ed è una persona fragile, ma determinata a modificare il suo status quo.

Vittima della attenzioni del patrigno, vive un’esistenza solitaria tra le mura di una casa in cui si sente ospite indesiderata e con una madre assente, concentrata su se stessa. La coppia, dopo una breve quanto bizzarra conoscenza, decide di intraprendere un viaggio e mentre

Alyssa scappa con l’intento di cercare il suo vero padre, James vuole solo sfuggire dalla routine di una società in cui non si riconosce. I due ragazzi riescono a imbattersi in situazioni oltre i limiti della legalità nel disperato tentativo di dare un senso alla loro vita o almeno di sentire qualcosa. La prima stagione è caratterizzata da un’ironia feroce e irresistibile, che trova il suo significato nell’inevitabile e inatteso epilogo.

La seconda stagione

Il tema portante su cui ruota la seconda stagione è rappresentato dal trauma che accomuna James e Alyssa: l’uccisione del professore Clive Koch, evento che ha successivamente innescato una serie di conseguenze incontrollabili, decretando la separazione dei due ragazzi.

Sebbene sia sono passati due anni, James e Alyssa si trovano a dover affrontare le conseguenze di ciò che hanno fatto occupando la casa del sadico scrittore/docente. James ha finalmente compreso di non essere un serial killer e Alyssa ha iniziato a porsi delle domande esistenziali complesse e, soprattutto, a sentire qualcosa.

Così come la morte del professore rappresenta l’elemento per così dire unificante fra James e Alyssa, simultaneamente crea il pretesto narrativo dell’introduzione dell’antagonista comprimaria Bonnie (interpretata da Naomi Ackie, presente anche nell’episodio IX di Star Wars) che agisce spinta da sentimenti malsani.

Anche Bonnie, infatti, è vittima di un pregresso difficile, di mancanze affettive che non è mai riuscita a risolvere e che con il tempo sono tramutate in un ossessivo bisogno di appartenenza. Grazie a questi presupposti la giovane donna costituisce un ponte di collegamento fra i mondi di James e Alyssa.

Considerazioni

Il segreto del successo di una serie televisiva è sapere costruire personaggi con cui il pubblico si possa immedesimare. Se già la storia del fumetto era avvincente, cinica con picchi emotivi instabili ma di grande effetto, i due attori protagonisti dell’adattamento televisivo, rendono magistralmente reali e credibili i personaggi di James e Alyssa.

Se la prima stagione seguiva pedissequamente le vicende della graphic novel, in questa seconda stagione la trama si svincola ed è maggiormente articolata e inedita, messa a punto dall’attrice Charlie Covell. La sceneggiatrice decide di chiudere in maniera più definitiva la parabola dei due ragazzi in fuga da una vita mediocre, e a dispetto di ogni previsione ci riesce con un ottimo risultato del tutto inaspettato.

Covell, ha dichiarato di essere soddisfatta di come si è esaurita la storia e che sarebbe improduttivo proseguire con un’altra stagione, per cui molto probabilmente James e Alyssa non torneranno sui nostri schermi. E forse è giusto così!

Monique Scisci

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