[Recensione no spoiler] Carnival Row

Carnival Row è la nuova serie tv fantasy targata Amazon Prime Video. Si differenzia da molti altri prodotti televisivi in onda grazie al cast di alto livello (Orlando Bloom e Cara Delevigne) e a un’atmosfera fantasy vittoriana misto noir e steampunk che, tuttavia, conserva nel cuore una vena romantica.

Amazon ha deciso di fare le cose in grande creando un mondo tutto nuovo e complesso, interessante da scoprire con tematiche attuali e ricco di particolarità.

Trama

La storia si apre con Vignette Stonemoss (Cara Delevigne) una fata che aiuta il suo popolo a fuggire dalla propria terra ormai sotto il dominio de’ Il Patto (Esercito nemico che li ha invasi). Durante la fuga però, i nemici sono alle loro calcagne, e per sopravvivere Vignette è costretta, insieme ai superstiti, a imbarcarsi sulla nave diretta a Burgue, l’impero dominato dagli umani che “accoglie” le creature magiche in cerca di asilo.

A Burgue scopriamo il protagonista maschile (Orlando Bloom) Rycroft “Philo” Philostrate, un ispettore della gendarmeria che ha avuto dei trascorsi con Vignette, la quale però lo credeva morto durante la guerra.

Mentre Vignette è intenta a fare i conti con il dolore per il tradimento subito, una volta giunta a Burgue scopre, infatti, che Philo è ancora vivo, si rende conto del modo in cui la sua gente viene trattata nel nuovo regno. Inizia così a lavorare come domestica per una famiglia nobile, proprietaria della nave affondata che ha condotto Vignette in città, per capire come funzionano le cose.

Nel frattempo Philo è impegnato a risolvere una serie di omicidi a discapito dei fatati, senza l’aiuto dei suoi uomini che non prendono l’assassino troppo sul serio proprio a causa della natura delle sue vittime.

Trama lineare ma ricca di ombre

La trama prosegue in maniera lineare con Vignette che affronta i suoi sentimenti e scappa dal lavoro, unendosi a un gruppo di fatati ribelli intenzionati a cambiare la città rimanendo nell’ombra. Mentre Philo si concentra sulle indagini che lo porteranno a scontrarsi con il resto della gendarmeria e con la parte più scettica di sé.

Molti i flashback sul passato di Philo e Vignette che rivelano retroscena e segreti dei due personaggi e che nel corso della narrazione aiuteranno lo spettatore a capire il motivo di certi loro atteggiamenti. E come se non bastasse, si uniranno anche le trame di personaggi secondari, come la famiglia nobile in cui Vignette lavorava, i Spurnrose, che oltre a trovarsi in bancarotta dopo la perdita della nave, dovrà  gestire l’arrivo del nuovo vicino, un fatato stranamente benestante.

O le famiglie rivali Breakspear e Longerbane intente a contendersi il controllo della città. Burgue, attualmente è sotto l’autorità dei Breakspear, i quali cercano di tutelare i diritti dei fatati, mentre i Longerbane ottengono sempre più appoggi grazie alla loro ferrea intolleranza verso le altre razze.

Fra intrighi politici, insurrezioni, un caso da risolvere e situazioni emozionanti, a fare da filo conduttore un mistero che ha scatenato gli avvenimenti che si sono succeduti a Burgue.

Le tematiche

Già dai primi minuti ci si rende conto di come le tematiche della serie risultino attuali, e di come aiutino lo spettatore a immergersi nei panni di chi immigra in una nuova realtà diversa dalla propria (In Carnival Row enfatizzata dal fatto che si tratta di più razze completamente diverse fra loro) e le difficoltà del non sentirsi accettati e sfruttati per i lavori peggiori (come nel caso di un’amica di Vignette che è passata dal lavorare a corte a fare la prostituta in un bordello, nella via più malfamata di Burgue, Carnival Row appunto).

La serie tv potrà apparire lenta per certi versi, in realtà si prende giustamente il suo tempo per raccontare gli eventi, in modo tale che lo spettatore non rimanga indietro durante la storia e possa usufruire di tutte le informazioni che gli vengono date durante la prima stagione.

Un fantasy che affronta questioni attuali

Carnival Row non offre molte scene di combattimento al contrario di altre serie fantasy, si concentra piuttosto sui personaggi e sulla storia del mondo che li contiene, distillando dubbi e misteri che troveranno quasi sempre una risposta.

Per concludere, il finale chiude quasi completamente l’arco narrativo della prima stagione, lasciando però tutti i personaggi (principali e non) in una situazione drastica e completamente diversa, invogliando così lo spettatore ad attendere l’arrivo della nuova stagione per scoprire come si evolverà la storia e come i personaggi affronteranno le avversità.

Consiglio caldamente la visione a chiunque non abbia mai visto o sentito parlare di questa serie, poiché i temi trattati affondando le radici nella realtà. Una storia dalle atmosfere fantasy su immigrazione, razzismo e colonialismo che potrebbe darci una vaga idea di ciò che gli immigrati sono costretti a vivere e subire ogni giorno in una terra straniera.

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