[Parte seconda] Casa editrice o self-publishing?

Gioie e dolori 

Caro Scrittore, il mondo dell’editoria è vasto e pieno di insidie. Te ne sei accorto? Scrivere una storia non è che l’inizio dell’avventura. Dopo, cominciano i dolori, le attese, l’ansia e la frustrazione di non sapere come muoversi, cosa sia giusto fare, a che santo votarsi. 

Se decidi di inviare il tuo dattiloscritto agli editori, i tempi di attesa sono lunghi e spesso le risposte che aspetti non arrivano. Se ti sei rivolto alle agenzie letterarie e a distanza di mesi non hai ancora ricevute un solo feedback, l’insoddisfazione (sempre in agguato), ti travolge al punto da privarti dell’entusiasmo e la voglia di investire su te stesso. Ma soprattutto, a questo punto, vengono meno gli stimoli. 

Nel frattempo…

Certo, nel frattempo potresti pensare di seguire un corso di scrittura creativa per affinare la tecnica e imparare a gestire i tuoi strumenti con più disinvoltura. Inoltre confrontarsi con chi come te aspira alla pubblicazione, è un buon modo per rinvigorire l’autostima. In aula potresti conoscere persone che nell’editoria ci lavorano e che, se spinti dal giusto spirito, potrebbero darti qualche buon consiglio. Ancora meglio sarebbe il contatto diretto di un editor. 

Oppure, potresti rivolgerti a un service editoriale per avere un parere oggettivo sulla tua opera. Che cos’è un service? Te ne parlerò nei prossimi articoli. Ciò che mi preme dirti però è che un lettore editoriale, non è il tuo amico d’infanzia, e nemmeno quello che hai conosciuto su Facebook nel gruppo dei bookaddicted, non è la tua maestra delle elementari o la professoressa del liceo (senza nulla togliere agli insegnanti), e non è tua madre o il tuo compagno. Un lettore editoriale è un professionista che ogni giorno, per lavoro e non per la gloria, valuta manoscritti e redige schede di letture quanto più esaustive, atte a evidenziare gli aspetti positivi, quelli negativi condite di consigli pratici su come risolvere le criticità del testo. Perché è possibile, Caro Scrittore, che il tuo romanzo non si stato preso in considerazione perché non ritenuto valido.  

Ma ora, concentriamoci sulla pubblicazione. Ti ho detto che ci sono due strade che puoi percorrere, la via tradizionale, oppure l’autopubblicazione. 

Che cos’è il self-publishing?

Lo dice la parola stessa, è il modo di pubblicare la tua storia in maniera autonoma e si basa sulla presenza di una piattaforma online dove hai la possibilità di creare il tuo libro che successivamente metterai in vendita. In pratica mancano gli intermediari: agenzia e editore. Il self-pubblishing ti permette quindi di evitare le attese del sistema editoriale così tradizionalmente concepito ed è una tendenza che riguarda l’industria del libro, un settore in continua crescita. Si stima che il numero dei titoli autopubblicati negli Stati Uniti sia almeno triplo rispetto a quelli pubblicati dagli editori. In questo caso, i copyright e i diritti di sfruttamento commerciale dell’opera restano a te. Il modello puro non prevede che l’autore ceda, neanche temporaneamente, suddetti diritti. 

È chiaro che lʼestrema facilità offerta dalle nuove tecnologie invogli moltissimi autori a scegliere il self-publishing per vendere le proprie opere.

Facciamo una riflessione, anche più di una…

Il mio consiglio, però, prima di imbarcarti in questa avventura, è di fermarti a riflettere sulla qualità dell’opera che stai per pubblicare. Soprattutto se si tratta del tuo primo lavoro. Ti esorto a porti le seguenti domande: 

  • Chi ti dice che la storia che hai scritto (con tanto amore, non sia mai!) valga la pena di essere letta? Tua madre è entusiasta, e allora? Ha le competenze necessarie per valutare un testo? Forse no. Quindi? Rivolgiti a un professionista e presta molta attenzione ai ciarlatani. Ah, dimenticavo, il professionista, ovvero il lettore editoriale di cui sopra, va pagato. Non scandalizzarti. Le prestazioni meritano il giusto compenso. Ricorda, l’editoria è un mercato, proprio come quello automobilistico e le persone che ci lavorano, in qualche modo ci campano. 
  • Perché i lettori dovrebbe acquistare il tuo libro? Tu compreresti il romanzo di un autore sconosciuto? Forse del tuo vicino di casa sì, per fargli un favore. Se vuoi autopubblicarti, significa che sarai imprenditore di te stesso e tu diventerai un marchio sui cui dovrai necessariamente investire tempo e denaro. Prima di lanciare il tuo libro, quindi comincia a farti conoscere, pubblica sui social delle anticipazioni, contatta i bookblogger, entra nei gruppi Facebook, crea aspettativa. Come? studia gli altri autori. Sei allergico ai social? Concentrati sul corso di cucina. Il tuo libro è talmente bello che non ha bisogno di essere promosso? Il marketing sminuisce la tua arte? Allora chiudi il manoscritto nel cassetto o stampalo per i tuoi amici e parenti. Questo mondo non fa per te!
  • Pensi di aver scritto in un italiano corretto? Al liceo il voto medio che ricevevi nelle verifiche di grammatica era 9? Buon per te, ma non è sufficiente. E poi i refusi, ahimè i refusi. Quelli scappano a tutti, ma proprio a tutti. Tranne ai lettori. Che cosa sono? I refusi sono gli errori di battitura, le virgole mancanti, le parole inesistenti che si nascondono nel testo e che tu, che sei emotivamente coinvolto, alla decima rilettura, non noterai. Ma il lettore sì, te lo assicuro e non mancherà di fartelo notare nelle recensioni. Affidarti a un buon correttore di bozze potrebbe salvarti da lunghe notti tormentate. 
  • Sei sicuro di aver strutturato una trama accattivante? Se hai scritto un’opera di narrativa, devi sapere che la narrativa ha delle regole. Le conosci e lei hai applicate? Bene. No? Malissimo. La storia non regge se non c’è struttura: inizio, centro, fine. Puoi sempre rivolgerti a un editor professionista (per lui valgono le stesse regole del lettore editoriale e del correttore di bozze). Ci sono tanti freelance validi e molti service che possono aiutarti a migliorare la qualità del tuo testo. Ricorda, se pubblichi per conto tuo, ti esponi al pubblico, un pubblico che non ti conosce e che non si farà scrupoli ad affossarti. 
  • E i personaggi? Caro Scrittore se il personaggio, soprattutto quello principale, non ha una caratterizzazione adeguata e per adeguata intendo credibile, il lettore non si immedesimerà e se non c’è empatia, gli mancherà la spinta per voltare pagina. Un consiglio, impara dai grandi e copia. Tutti copiano. Ma non il testo, gli strumenti e le dinamiche. Fai tue le loro regole.

E ancora…

  • Qual è il genere di appartenenza della tua storia? E il target di riferimento? Hai pensato al costo della copia digitale? E di quella cartacea? Hai impaginato correttamente il testo, sai che cos’è un impaginazione? Anche l’impaginatore ha un costo. E come si crea un ebook? Calibre è un sito gratuito per convertire in epub e mobi e creare un ebook in poche e semplici mosse. Comincia a prenderci la mano. E la veste grafica? La copertina è importante Caro Scrittore, è la prima cosa che i lettori guardano. Per produrre un’immagine consona, se non sei pratico di grafica, hai bisogno di affidarti a un web designer. Oppure basta scaricare una foto dai tantissimi siti gratuiti. Attenzione però, il rischio è ritrovarti con un’immagine identica ad altre. La qualità fa una netta differenza, ma dipende dalle tue aspettative e soprattutto dalle possibilità economiche di cui disponi. E poi c’è la quarta di copertina che, bada bene, non è la sinossi. Nella quarta di copertina vengono generalmente inserite una descrizione del contenuto del libro e una breve nota biografica dell’autore e deve essere sintetica, ma esaustiva e soprattutto attraente.

Se dopo esserti posto queste domande, ti senti pronto a pubblicare, bene. Affrontiamo gli aspetti tecnici. 

Aspetti tecnici

Le vendite passano attraverso internet e, in alcuni casi, possono prevedere il coinvolgimento dei punti vendita tradizionali, come per esempio le librerie, che raccolgono gli ordini e successivamente consegnano la copia ordinata al cliente/lettore. Tu Caro Scrittore, puoi anche acquistare delle copie e distribuirle attraverso i tuoi canali: sito, social, conoscenze. Oggi la stampa digitale permette la produzione di un libro on demand. 

In buona sostanza l’autopubblicazione ha un costo. La promozione rientra nella spesa e bisogna non solo che tu capisca le dinamiche del mercato editoriale e in particolare di quello degli ebook, devi saper gestire la promozione sul web. Chi decide di pubblicare in self-publishing deve quindi rimboccarsi le maniche e prepararsi a un lavoro faticoso. Perché Caro Scrittore, non puoi limitarti a svolgere il lavoro creativo, sei chiamato ad occuparti di ogni aspetto. 

Il lato positivo

In realtà sono molteplici gli aspetti positivi del self-publishing. Per esempio il controllo che hai sul tuo prodotto. Sei tu a decidere quando pubblicare, ciò significa che non dovrai attendere i tempi biblici dell’editoria tradizionale. 

Sei tu a scegliere l’immagine perfetta per la copertina, quella che a tuo avviso meglio caratterizza la storia che hai scritto. Non devi rendere conto a nessuno e nemmeno negoziare le alternative proposte dall’editore. Non ti verrà l’acidità di stomaco se qualcuno prenderà decisioni che non condividi. Se per esempio vuoi inserire nel romanzo delle immagini o usare per i titoli dei font particolari, puoi farlo in tutta serenità. L’opera appartiene a te. E anche il guadagno è tuo.

Sei tu ad avere l’ultima parola sulla correzione, l’editor lavorerà per te e insieme concorderete ogni aspetto della revisione. 

E sei tu a occuparti della promozione. Questo aspetto, sebbene da un lato possa essere ritenuto uno svantaggio, dall’altro ti darà molte soddisfazioni. Potrai, infatti, decidere in tutta autonomia come impostare la campagna marketing del tuo libro.

Esistono molti siti che ti permettono di pubblicare in autonomia. Su Kindle Direct Publishing, per esempio, la pubblicazione richiede meno di cinque minuti e il tuo libro viene inserito nei Kindle Store di tutto il mondo entro 24-48 ore. Ma la lista delle piattaforme è oggetto del prossimo articolo.

Per concludere, se vuoi metterti in gioco fallo, ma non sottovalutare nessuno degli aspetti che ti ho citato. E per evitare il rischio del dilettantismo, investi sulla tua opera, su te stesso soprattutto, ma solo se ci credi veramente. 

Buona fortuna!

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