“Una storia straordinaria” di Diego Galdino

Diego Galdino torna in libreria con “Una storia straordinaria”, per la prima volta con Leggereditore. Scrittore d’amore tra i più famosi dell’epoca moderna, ha pubblicato numerosi romanzi per grandi case editrici, alcuni tradotti anche all’estero. Non avevo mai letto nulla di suo, ma ne avevo sempre sentito parlare in maniera positiva e, colpita da cover e titolo, ero curiosa di iniziare la lettura e capire se sarebbe stata davvero una storia straordinaria come suggeriva il titolo.

La storia

I due protagonisti, Luca e Silvia, sono due ragazzi romani, che vivono vite normali abbastanza ordinarie e relativamente felici. Seppur non conoscendosi e nonostante la lontananza, riescono a percepirsi nella totalità dei cinque sensi. Un giorno nella vita di entrambi cambia tutto, Luca precipita in un buco oscuro dopo essere diventato cieco mentre Silvia viene aggredita, malmenata ed intimorita in un parcheggio. Da quel momento la loro esistenza è sconvolta. Luca deve cambiare tutte le sue abitudini, cercando di accettare la patologia che lo obbliga a percepire il mondo da un’altra prospettiva e Silvia, invece, traumatizzata da tutto e da tutti, si chiude in se stessa, non riuscendo più neppure ad uscire di casa.

L’inizio di qualcosa di bello

Piano piano e con non poca fatica, entrambi riescono a rialzarsi. Luca, che era sempre stato un buon osservatore, anche nel suo lavoro all’interno della produzione di film, inizia a lavorare da casa come critico cinematografico, diventando anche possessore di un famosissimo sito internet a tema. Silvia, che lavorava in una casa editrice, si trasforma in speaker radiofonica con una trasmissione chiamata “Solo cose belle”.

Pur essendosi risollevati la loro vita procede in modo meccanico, mancante di qualcosa che neppure loro sanno pienamente di volere. Una sera i loro reciproci impegni lavorativi li portano nello stesso posto, alla prima di un film d’amore ed è così che finalmente si conoscono. Il passato li aveva condotti a vedersi senza guardarsi veramente, ad ascoltarsi senza parlare, ad amarsi senza conoscersi, inconsapevoli ed ignari, adesso il destino li mette sulla stessa strada pronti a riempire il vuoto reciproco e a curarsi le ferite per comprendersi e completarsi.

I loro trascorsi, le diversità, i dubbi e i timori inizieranno ad incombere su di loro, il loro amore sarà abbastanza? Riusciranno a risanare le crepe dei loro cuori, ad incastrare i loro pezzi, a guarirsi e bastarsi?

Una dedica a Roma

Quello che rende questa storia particolare è sicuramente l’attenzione ai piccoli dettagli, primo fra tutti l’ambientazione. Aprendo il romanzo, la prima cosa in cui ci si imbatte è la dedica dell’autore alla sua magnifica città, Roma, che nello sviluppo delle vicende diventa una sorta di coprotagonista. Il lettore, grazie all’abilità della penna dello scrittore, che, come un bravo Cicerone, lo conduce in un tour senza eguali della capitale, avrà modo di percepirne tutto il fascino, fino a desiderare di partire per esplorarla e sentirla sulla pelle. È come se fosse una storia d’amore dentro un’altra storia d’amore, quella dell’autore con la sua città e quella tra Luca e Silvia.

Tra citazioni, playlist e filmografia

Un altro particolare che non può passare inosservato è la conoscenza musicale e soprattutto cinematografica di Galdino. Oltre alla playlist che spesso si trova al termine di alcuni scritti, qui si potrebbe benissimo aggiungere una filmografia. Ogni capitolo infatti è introdotto dalla citazione di un grande sceneggiatore, regista o attore che ha fatto la differenza nel cinema internazionale ed italiano.

Per non parlare poi di tutte le citazioni presenti, non solo di film, ma anche di canzoni ed opere letterarie. L’autore, in maniera molto curiosa, riesce perfino ad inserire indirettamente se stesso e i suoi romanzi in una specie di cammeo. Tutto questo invoglia il lettore a ricordare le pellicole citate, a riguardarle o ad informarsi in maniera più approfondita. Diego Galdino, creando due protagonisti che hanno in comune l’amore per la settima arte, trasmette tutta la sua passione e ne permette la comprensione anche a chi non è particolarmente ferrato in materia.

Un fedele compagno a quattro zampe

Un terzo dettaglio degno di nota è l’amore per gli animali, grazie soprattutto alla presenza di Pesce, il cane guida di Luca, che aiuterà a comprendere il ruolo di questi esseri viventi così speciali, capaci con la loro sensibilità di donare forza ed aiuto riempiendo la vita di chi si trova in difficoltà.

Imperfetti e speciali

Silvia e Luca sono due protagonisti imperfetti e speciali proprio per questo, sono unici e reali, ma non stereotipati. La loro è una vicenda che potrebbe benissimo essere avvenuta realmente che coinvolge fin dalla prima pagina. Io stessa sono stata catturata dalla sua disarmante semplicità, dalla sua sconvolgente dolcezza, più irruente di un vero uragano. Volevo continuare a leggere ininterrottamente e al contempo non smettere mai. Mi ha fatta sorridere, anche divertire in alcuni passaggi, mi ha emozionata e soprattutto mi ha fatta riflettere in merito ad alcuni aspetti su cui non ci sofferma mai abbastanza e che invece, per qualcuno, sono all’ordine del giorno come la cecità o i traumi post aggressione.  

I personaggi principali sono persone normali, ma al contempo eccezionali. La malattia di Luca non viene mai edulcorata, si mostrano anche gli aspetti più aspri e pesanti suscitando una tenerezza infinita, ma senza mai trasmettere pena e compassione. Da questo scaturisce un bellissimo messaggio di speranza per chi si trova realmente in quella situazione.

Lo scrittore illustra le debolezze di entrambi e, al contempo, ne evidenzia i punti di forza, dando così vita non solo ad una storia d’amore, ma anche ad una di rinascita. E il messaggio di non mollare mai, di rialzarsi sempre, di fidarsi di chi tende una mano, di non smettere mai di provarci, di sorridere, di vivere e di amare arriva forte e chiaro, perché l’amore guarisce ogni ferita, ma bisogna avere il coraggio di coltivarlo.

Il sentimento tra Luca e Silvia è toccante e romantico, al gusto di frappè al caffè e dolce come la panna. È fatto di film, baci, carezze, canzoni, cene in pizzeria, telefonate e partite di calcetto. È una storia d’amore soave e dura, come è la vita vera, delicata e leggiadra, ma anche profonda ed incisiva, nella quale l’uno diventa la salvezza dell’altra e viceversa.

Luca è l’eroe di Silvia, un guerriero capace di riportarle il sorriso sulle labbra, mentre lei è la sua luce, in grado di ridonargli speranza e rischiarare la sua oscurità. Non mancano poi i personaggi secondari come Danilo, il fratello di Luca, Franco, il suo migliore amico e Cristiana, la sorella di Silvia. Tutti sono ben delineati, con un ruolo preciso e rappresentano il simbolo autentico della famiglia e dell’amicizia.

L’autore, con il suo stile fluido e poetico e una scrittura armoniosa e coinvolgente, dà vita ad una prosa che con maestria diventa pura melodia, una poesia musicale che arriva dritta al cuore, colpendolo e scaldandolo grazie ad un viaggio letterario alla conoscenza dei cinque sensi.

Un romanzo straordinario

Quando l’autore ha scelto il titolo probabilmente si riferiva alla storia dei due protagonisti, ma non credo fosse pienamente consapevole in realtà che straordinario sarebbe stato il romanzo nella sua totalità, non solo per la storia, ma anche per i personaggi, la narrazione e l’intreccio, ma soprattutto per le sensazioni che è in grado di regalare: emozioni fuori dall’ordinario. Penso che non sia un caso che questo romanzo esca prima di San Valentino, può essere un regalo perfetto per tutti gli innamorati e non, un libro da consigliare a chi ha bisogno di tornare a credere e sperare.  

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