Forrest Gump

Il 1994 è stato un anno proficuo per Hollywood. Capolavori della produzione cinematografica hanno segnato la storia di quella che viene definita la settima arte, tra questi “Pulp fiction” di Quentin Tarantino o “Le ali della libertà” di Frank Darabont, ma non si può non ricordare il masterpiece di Robert Zemeckis, interpretato da un giovane e insuperabile Tom Hanks nel ruolo dello straordinario Forrest Gump. 

Film vincitore agli Oscar di ben sei statuette su tredici nomination, fu accolto caldamente dalla critica ed ebbe un notevole riscontro sulla cultura popolare per le sue frasi ad effetto. Più di due ore di pellicola di puro intrattenimento, dove lo spettatore non guarderà semplicemente un film, ma potrà rispolverare trent’anni di storia degli Stati Uniti d’America della seconda metà del XX secolo fino ai primi anni Ottanta. 

E da non perdere sono anche le note rock senza tempo in sottofondo: gruppi e cantanti come Elvis Presley, The Doors, Jimi Hendrix, Fleetwood Mac, Simon&Garfunkel, solo per citarne qualcuno, sono la ciliegina del regista. 

Le premesse ci sono tutte, è un film che ispira

È lo stesso Forrest, seduto su una panchina in attesa dell’autobus, che racconta la sua vita a dei passanti. Di lui si sa che fin dall’infanzia vive in Alabama, nella contea di Greenbow, solo con sua madre. Ha un quoziente intellettivo inferiore rispetto alla media richiesta per poter essere ammesso a scuola e per questo la mamma, pur di permettergli le stesse opportunità dei compagni, si concede sessualmente al preside dell’istituto. Forrest, inoltre, ha dei problemi alla spina dorsale ed è costretto a portare delle pesanti protesi a supporto delle gambe.

Corri Forrest, corri!

Per queste differenze è bersagliato dai bulli. Il primo giorno di scuola conosce una dolcissima bambina di nome Jenny, molestata dal padre violento, l’unica a fargli posto sull’autobus. Diventeranno subito amici, inseparabili come il pane e il burro. Un giorno, mentre Forrest e Jenny passeggiano, alcuni bulli iniziano a lanciare delle pietre. Non vedendo altra soluzione, Jenny incita il suo amico: “Corri Forrest, corri!”. Mandando in mille pezzi le protesi, Forrest scopre una sua dote, la corsa, e riesce a scappare. Ed è proprio grazie a quest’abilità che entra a far parte della squadra di football dell’Università dell’Alabama e prende parte, inconsapevolmente, all’integrazione razziale contro la volontà del governatore George Wallace. 

In Vietnam

Terminati gli studi, Forrest aderisce alla propaganda dello zio Sam, rivelandosi da subito un ottimo soldato mentre le strade con Jenny, impegnata nei suoi stud, si separano. Nella fase di arruolamento stringe un forte legame col caporale Benjamin Buford Blue, chiamato Bubba, espertissimo di gamberi che convincerà Forrest ad acquistare un peschereccio in società una volta terminata la guerra. Forrest e Bubba vengono mandati in Vietnam dove incontrano il tenete Dan Tylor, comandante del plotone.

Durante un giro di ricognizione, cadono in una imboscata e il tenente Dan è costretto alla ritirata. Forrest corre più degli altri riuscendo a ripiegare e nel tragitto presta soccorso ad alcuni commilitoni, ma viene ferito al sedere da un proiettile vagante. Nel periodo della convalescenza, Gump impara a giocare a ping pong e, diventato un abile pongista, viene mandato in Cina come esponente dell’esercito americano in segno di apertura diplomatica. Il presidente Lyndon B. Johnson conferisce a Forrest la medaglia d’onore per aver salvato i suoi compagni. 

Forrest decide di acquistare il peschereccio con il tenente Dan. La pesca all’inizio si rivela infruttuosa e un uragano potente minaccia di distruggere le imbarcazioni in mare. Con un po’ di fortuna però la loro viene risparmiata, aiutandoli a trarne notevoli vantaggi. Forrest, nel frattempo, viene a sapere che la mamma sta morendo. Decide di restarle accanto lasciando la gestione del peschereccio al tenente Dan.

Fino alla costa del Pacifico

Forrest trascorre le giornate tagliando l’erba gratuitamente per i residenti del quartiere. Inaspettatamente, una sera Jenny va a trovarlo. Dopo una notte trascorsa insieme, al risveglio, rimasto solo, gli viene un’improvvisa voglia di correre. E lo fa così tanto da arrivare sulla costa del Pacifico per poi ritornare indietro.

Questo evento suscita l’attenzione dei giornali e la gente inizia a correre insieme a lui. Dopo tre anni di corsa, smette per un motivo molto semplice, è stanco. Torna a casa e trova una lettera di Jenny che lo invita ad andare a trovarla. Ed è in quell’incontro che tutti i pezzi si assembleranno rendendo il film, seppur fitto di coincidenze assurde, commovente e coinvolgente, da riguardare per scoprirne nuovi particolari e sfumature nascoste.  

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