“Mai una gioia” di Lea Landucci

Lea Landucci racconta la storia di una ragazza ordinaria, in cui ci si può facilmente immedesimare, da leggere tutta d’un fiato. 

La trama: “Mai una gioia, amori e altri inciampi”

Cristina ha trent’anni, vive a Firenze ed è una investigatrice digitale: scopre tutto su tutti analizzando i loro profili sui social network!

È tanto competente e brillante sul lavoro, quanto imbranata e sfigata nel resto della vita. Ha una madre insopportabile, un padre insicuro, e le sue migliori amiche vivono a centinaia di chilometri da lei. Il suo ex l’ha lasciata un anno fa con un SMS, il giorno di Natale, e da allora si sente dannatamente sola, anche se non lo ammette. Si barcamena tra la sua “mania dei maniaci”, la sindrome da parlata non supervisionata e la propensione all’innamoramento istantaneo (non ricambiato). L’apoteosi del mai una gioia.

Ma quest’anno ha deciso che sarà IL SUO anno! Ridurrà a zero le aspettative e si godrà tutto ciò che arriva, con assoluta leggerezza!

Applicherà alla lettera le “regole per la perfetta seduttrice”: puntare, sedurre, colpire e abbandonare.

Tutto chiaro.

Chi è Cristina Aurori?

Cristina ha trentun anni ed è un ingegnere informatico, la sua vita è costernata dai “mai una gioia perenni”. Ha una silhouette non propriamente perfetta, una vita amorosa disastrosa, un padre insicuro e una madre risoluta e insopportabile. Le amiche, Daniela e Sabrina che vivono a Milano, sono l’una l’opposto dell’altra e in alcuni casi rischiano di confondere la nostra protagonista con consigli contrastanti su come affrontare la vita e gli uomini. 

Vive a Firenze con la sua dolce coinquilina Carmen e un amorevole labrador, in un appartamento in cui esercita anche l’attività di agente di investigazione privata, analizzando profili social, big data, scovando più o meno falsi influencer, alla ricerca di mariti o mogli fedifraghi.  

Penso al fatto che tutto considerato sono una ragazza molto fortunata. Ho un buon lavoro, delle amiche stupende, una famiglia presente e una casa deliziosa in una delle più belle città del mondo. E la mia Carmen. Cosa posso volere di più? Sono appagata, soddisfatta e felice della mia vita. Bene. Ma “bene” cosa?! Chi credo di prendere in giro? Il fatto di non avere un uomo accanto mi pesa, eccome! Ho bisogno di amare, di essere amata, coccolata, apprezzata, di avere una vita sessuale appagante. Appagante e fantasiosa, magari.

Cristina, nonostante la cocente delusione d’amore, è stata infatti “scaricata” con un SMS il giorno di Natale, vuole essere positiva. Crede che l’anno che sta per arrivare decreterà una svolta e spera che presto inizierà a vivere con leggerezza e senza aspettative. Per farlo ha in mente un piano: puntare, sedurre, colpire ed abbandonare. 

Facile a dirsi, ma la pratica sarà all’altezza della teoria?

E intanto le mie aspettative cavalcano di nuovo nel vento verso arcobaleni e unicorni, illuminati da insegne al neon multicolore con scritto “E ora sono cazzi”. Maledetta me. 

La realtà è che le donne come Cristina per evolvere, hanno tutto ciò che serve dentro se stesse, devono solo trovare la forza di reagire alle avversità. L’unico modo per tenere il “Mai una gioia” lontano è quello di iniziare a vivere davvero, cercando quella felicità ambita attraverso i successi ma anche fallimenti, da cui imparare invece che farsi abbattere e rifugiarsi in inutili piagnistei. 

Di sicuro restare seduti su un divano a crogiolarsi nella depressione aspettando che la felicità ci cada addosso non può funzionare. Soprattutto per me che ho sempre una sfiga atavica.

Nel complesso il romanzo è godibile, divertente, leggero e scorrevole. Interessante il punto di vista focalizzato sulla protagonista che contribuisce a rafforzare il concetto di crescita personale.

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