Grazie per averci insegnato a volare

«E promettigli che gli insegnerai a volare»

«Prometto che gli insegnerò a volare. E ora riposa, io vado in cerca di aiuto»

“Al gatto Zorba, naturalmente.”

Luis Sepúlveda era il mio scrittore preferito. Fin da quando ero bambina, è stato una fonte d’ispirazione e leggere i suoi libri mi ha sempre fatto viaggiare con la fantasia, dandomi quel qualcosa in più che mi rende la persona che sono oggi.

Scrivere queste parole al passato sembra assurdo. Nel 2017, durante la prima edizione di Tempo di Libri tenutasi a Milano, ho avuto l’onore di assistere ad un incontro su L’importanza delle favole oggi con Chiara Gamberale e Pietro Cheli, organizzato dalle case editrici Guanda e Longanesi. Durante la discussione, Luis ha parlato a lungo di quanto le fiabe siano importanti ad ogni età e di come ci accompagnino e aiutino in ogni momento della nostra vita. 

Vorrei che ci fosse una fiaba che mi aiuti adesso.

A febbraio, si iniziarono a leggere notizie allarmanti di persone che contraevano questa “influenza” e venivano portati d’urgenza in ospedale. Mai mi sarei aspettata a fine mese di leggere del ricovero dello scrittore cileno Luis Sepúlveda e di sua moglie. A marzo le condizioni erano peggiorate. O forse era una fake news, perché in questo mare di tristezza dobbiamo anche cercare di combattere contro queste. In seguito la moglie ha cominciato a stare meglio, quindi c’era speranza. E poi di nuovo il nulla. Personalmente ho provato a seguire la storia il più da vicino possibile, ma le notizie erano introvabili. Fino ad oggi. 

Giovedì 16 aprile 2020, a Oviedo, a 70 anni, Luis Sepúlveda non ce l’ha fatta.

Sepúlveda è nato in Cile, a Ovalle, il 4 ottobre 1949. Fu subito travolto dalla passione letteraria, instillata dal nonno e dallo zio paterni, in particolare per i romanzi d’avventura. Iniziò a scrivere in tenera età racconti e poesie, fino ad approdare al giornale della scuola e nel 1969 raggiunse un vero e proprio traguardo, vincendo il Premio Casa de Las America con il primo libro di racconti: Crónicas de Pedro Nadie.

Il suo curriculum è immenso: scrittore, giornalista, sceneggiatore, poeta, regista, attivista cileno naturalizzato francese e membro e sostenitore di Greenpeace.

La sua vita invece sembra un film: nipote di Ricardo Blanco, nome di battaglia del nonno, anarchico andaluso che scappò in America del Sud per sfuggire ad una condanna a morte, seguì le sue orme in gioventù venendo prima espulso dall’Università Lomonosov (MGU) di Mosca per “atteggiamenti contrari alla morale proletaria”, e poi arrestato e torturato a seguito del colpo di Stato militare di Pinochet.

Il suo primo romanzo è Il vecchio che leggeva romanzi d’amore e compare in Spagna nel 1989 e in Italia nel 1993.

Tutto il mio cordoglio va a sua moglie, la poetessa Carmen Yáñez e ai suoi figli.

Grazie per quello che ci hai regalato con le tue favole, che non hanno età, e per averci insegnato a volare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *