La quarantena della nona arte

Quello che stiamo vivendo non è un periodo facile e, per affrontarlo nel migliore dei modi, anche il settore della cultura si è adattato per offrire agli utenti contenuti d’intrattenimento di facile fruizione. Ovunque si legge di libri in consegna gratuita, musei da visitare comodamente seduti sul divano e concerti in streaming. Insomma un enorme passo in avanti che si è potuto fare grazie alle nuove tecnologie. 

Invece come si è adattata la nona arte alla quarantena?

Innanzitutto ha rispolverato i classici da non perdere e da leggere e rileggere. Titoli imperdibili per gli appassionati, che vogliono riscoprire la loro passione, e per i neofiti, che vogliono approcciarsi ai fumetti. Questo articolo ne consiglia una serie, primo tra tutti Watchmen – da poco ristampato – capolavoro di Alan Moore, passando da Batman: il Lungo Halloween, Jeph Loeb e Tim Sale, senza però dimenticare il nipponico Death Note, scritto da Tsugumi Ōba e illustrato da Takeshi Obata.

E per chi non volesse aspettare le lunghe spedizioni delle poste o spendere soldi, l’editoria ha pensato anche a questo: infatti alcune case editrici hanno deciso di mettere a disposizione titoli del loro catalogo in download gratuito per allietare le giornate di reclusione. Si possono spulciare e scaricare qui . Tra questi c’è addirittura Dylan Dog – L’alba dei morti viventi, il primo numero di una serie che ha fatto e sta facendo la storia.

Oltre a tutte queste bellissime iniziative, quello che interessa di più sono gli effetti che questa quarantena sta avendo sugli artisti e sul mondo del fumetto in generale. Escludendo le notizie poco tranquillizzanti che riguardano la realtà delle fiere (purtroppo non si hanno ancora certezze riguardo Cartoomics 2020 o la più attesa Lucca Comics & Games 2020), i vari autori si sono rimboccati le maniche e hanno dato sfogo alla loro arte e capacità.

Ecco una piccola classifica, in ordine casuale.
  • Leo Ortolani: con la sua ironia, non poi così sottile, fa quasi prendere le parti del povero virus e alla fine della vignetta lascia un po’ di amaro in bocca, ma anche voglia di leggere la successiva puntata. Una sorta di Beautiful del Coronavirus nuovo millennio. È auspicabile una raccolta, al termine della quarantena, di tutte le sue vignette, per riderne insieme.

  • Giacomo Keison Bevilacqua:  tra le sue strisce di apandapiace e le sue vignette magistrali sul suo Instagram allieta alternando un episodio di dolcezza ad uno di vita reale, passando per esempio da un tratto “chibi” come quello del panda a uno delicato e profondo de Il suono del mondo a memoria. 

  • Milo Manara: si è fatto notare con delicatezza e stile, senza tante parole e troppi fronzoli, in pieno stile Manara, con illustrazioni da lasciare senza fiato, che non hanno bisogno di descrizione e che vanno dritte al cuore.

  • La Badessa:  “Creatore di storie anomale”, come si descrive nella sua pagina, credo che la quarantena sia la situazione perfetta per la sua creatività. Sta dando il meglio di sé in quanto a strisce comiche; come Zerocalcare, grazie al suo linguaggio schietto, riesce a raggiungere una grossa fetta di pubblico, ma a una profondità diversa, mettendo subito tutto su un piano più “triste”.

  • Dado’s Stuff: questo isolamento ha migliorato le capacità artistiche di un comico nato come lui. Ha sempre allietato narrando la vita di tutti i giorni, che ricorda un po’ lo stile di Jehuda Devir, adesso, sommando il disagio della quarantena, aggiunge un po’ di pepe.   

  • Zerocalcare: è riuscito a comunicare con tutti, anche a persone che sostengono di «non saper leggere i fumetti». Non solo riesce a parlare in modo schietto della quarantena e dei disagi che ognuno di noi vive durante queste giornate, ma lo fa attraverso quello che sa fare meglio e con un linguaggio comprensibile a chiunque (ha anche caricato la serie con il linguaggio dei segni). Qui trovate la prima puntata.

Anche oltreoceano si stanno registrando degli effetti del Covid-19 sulla nona arte, come il fumetto di Chris Ware – che si può leggere qui – che rimanda ad altri sul New Yorker, o come quello nuovo di Maicol & Mirco. Insomma le conseguenze della quarantena su questo settore e sui suoi artisti sono più che visibili e le persone possono usufruirne con piacere, grazie a tutte le dirette e alle strisce satiriche che vengono prodotte.

In conclusione, prima di lasciare spazio alle vostre meritatissime letture, vorrei citarvi un’iniziativa valida ed importante che durante questa nuova quotidianità macina interviste in diretta ad artisti del calibro di Marco Bianchini, Francesco Giuseppe Manna e Stefano Carloni. Si tratta dell’Associazione “Lo Scarabocchiatore”, una realtà nata con lo scopo di far conoscere disegnatori e nuovi artisti tramite l’omonima rivista e gli speciali ad essi dedicati. 

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