“A viso scoperto” – Valentina Vezzali con Caterina Luchetti

Gli sport non sono tutti uguali, in termini di visibilità, affluenza del pubblico e contratti con gli sponsor. In Italia a dominare è senza dubbio il calcio, anche se ci sono importanti altre realtà che, grazie al numero di vittorie e medaglie, accrescono ogni anno il palmares nazionale. Tra queste si inserisce la scherma, che può essere considerata la Cenerentola dello sport. E, se si pensa a questa disciplina, il primo viso che appare è quello di Valentina Vezzali. Senza nulla togliere agli altri grandi interpreti, sia al maschile che al femminile, però lei è la rappresentante con un medagliere sorprendente di titoli olimpionici, mondiali, europei e nazionali. 

Ma cosa si cela dietro a quegli occhi di un limpido azzurro e a quel volto che gli appassionati hanno conosciuto negli anni, scoperto all’improvviso dalla maschera tolta dopo l’ennesimo attacco vincente? Una donna, una lavoratrice, una figlia, una mamma e una moglie, come tante. 

La scherma forse non farà mai gola ai grandi sponsor per tanti fattori, 

tra cui la non immediata spettacolarità televisiva, 

ma non si può negare la sua valenza educativa nei confronti dei giovani. 

È uno sport che, a differenza di altre discipline che giocano più su forza fisica ed istinto, 

punta sulla concentrazione e sulla razionalità in perfetto equilibrio con il corpo, 

inteso anche come vettore di emotività.

Un amore nato in famiglia

Valentina, la più piccola di tre sorelle, è cresciuta ascoltando i discorsi del papà con Nathalie. Parlavano di pedane, attacchi, movimenti, disciplina ed allenamenti. È proprio accompagnando un giorno la sorella che inizia anche lei a far parte di quel mondo. Ha solo sei anni, il fisico minuto, la pelle chiara e i capelli biondi ad incorniciare un viso in cui brillano due vivaci occhi azzurri. Accanto a lei il suo amato padre, fedele dispensatore di consigli e giusti incitamenti.

Le sue doti si manifestano velocemente e, grazie a tenacia, impegno e concentrazione i primi risultati non tardano ad arrivare. Valentina prende confidenza di se stessa e ogni occasione è buona per provare a superare i suoi limiti. Ambisce ad avere un controllo totale su corpo, mente ed obiettivi. La vita però le fa capire, a causa della morte del padre quando lei ha solo quindici anni, che talvolta non bastano volontà ed impegno. Ed è così che sceglie di trasformare il suo dolore in un’ardente determinazione.

Mangusta in pedana

In pochi anni Valentina si è imposta nella sua disciplina, il fioretto, mettendosi al collo molte medaglie, soprattutto del metallo più prezioso. Negli anni le vengono assegnati diversi soprannomi, tra cui Killer, Nikita, Leonessa e Mangusta. È proprio quest’ultimo ad essere il suo preferito, perché all’animale l’accomuna il suo muoversi con velocità e soprattutto l’attacco per uccidere. Lei non si accontenta, pretende sempre molto e talvolta vede un fallimento anche in un secondo posto come alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996. Spesso la sua peggior avversaria contro cui combattere è proprio se stessa. D’altronde molti partecipano, ma uno solo vince.

Vincere non è tutto nella vita. 

Si può anche trionfare, 

ma se quella gioia non l’hai conquistata passo dopo passo

 non vale niente.

L’unione fa la forza

Sebbene il fioretto sia uno sport individuale, dove si esprime il valore del singolo atleta, grazie alle gare a squadre l’intesa con il gruppo risulta fondamentale per poter ambire a raggiungere risultati importanti. Valentina impara a smussare alcuni lati del suo carattere, così come le sue compagne ed è in questo modo che arrivano soddisfazioni di squadra in grado di dare emozioni dal sapore quasi magico. Affidarsi una all’altra, essere diverse ma in realtà un tutt’uno in pedana è così che l’avversario si batte, dimostrando forza, coesione e compattezza. 

Vincere è sempre difficilissimo e nel rischio di perdere si ritrova l’essenza: 

la capacità di fermarsi e guardarsi dentro per capire chi si è e che cosa si vale. 

Quando rischi di fallire, se incontri lo sguardo fiducioso delle tue compagne

capisci che non ti stanno condannando e anche quando stai perdendo 

sai che tutte si sforzeranno per aiutarti a risalire la china.

La vittoria più grande

Universiadi, Palma di Maiorca, 1999. Valentina viene chiamata a partecipare all’ultimo, a causa dell’infortunio di una sua compagna. Parte alla volta della Spagna con la voglia, come sempre, di primeggiare. Ma c’è qualcosa che non ha previsto, che fa crollare tutti i suoi muri e le più alte difese: Mimmo. Calciatore, di bell’aspetto mediterraneo, che, nonostante un primo incontro da cui Valentina ne esce infastidita, riesce a sferrarle l’assalto vincente, facendo brezza al di là delle protezioni, nel posto più caro: il suo cuore.

Sposi nel 2002 e genitori di Pietro ed Andrea. È proprio nell’anno di nascita del suo primogenito che Valentina fa ancora parlare di sé per una decisione quasi impossibile per molti, partecipare ad un’altra rassegna mondiale. A soli quattro mesi dal parto torna in pedana a Lipsia in cui trionfa, entrando di diritto nella storia, grazie a caparbietà, impegno, determinazione e consapevolezza del fatto di non essere pronta come le altre, ma che alla loro prima debolezza le avrebbe colpite come solo la mangusta sa fare. 

Lui sempre pacifico, flemmatico, con la filosofia del “vivi e lascia vivere”.

Io perfezionista e puntigliosa,

con la filosofia “bisogna conoscere sempre le cose in anticipo:

non esiste l’improvvisazione”.

A viso scoperto

Valentina, grazie alla penna di Caterina Luchetti, si scopre raccontando, in un vortice di parole, le sue più intime debolezze abbinate ai grandi risultati ottenuti nella sua carriera da professionista. Dalla famiglia, alla morte del padre, al rapporto con la madre e le sorelle, alla conoscenza di Mimmo e al nuovo ruolo di genitore. Dettagli, aneddoti e curiosità per farsi conoscere a tutto tondo, senza nascondersi dietro ad una maschera.

Non mancano poi i riconoscimenti verso coloro che l’hanno aiutata ad ottenere il suo vincente percorso personale e sportivo. Gli allenatori, le compagne di squadra, le avversarie e i retroscena della vita in pedana. Una realtà, quella della scherma, tanto interessante quanto sconosciuta a molti. Un libro per assaggiare il mondo della Cenerentola dello sport attraverso il racconto di una delle sue massime interpreti ed apprezzare ancora di più tutti gli  atleti che, nonostante la scarsa visibilità mediatica, continuano nel loro obiettivo: vincere. 

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