“Gli imprevedibili effetti dell’amore” di Grazia Cioce

“Gli imprevedibili effetti dell’amore” è il nuovo romanzo di Grazia Cioce, edito da Newton Compton, in uscita oggi.

Strategie di coesione

Emma Russo lavora in uno studio di consulenza per le imprese. Il suo compito consiste nell’individuare strategie aziendali, affinché i dipendenti possano cooperare al meglio tra loro. Una delle proposte è quella di mandare il gruppo di lavoro in una vacanza-avventura. Nell’ultimo periodo, è proprio il team di cui Emma fa parte a essere sotto esame. Il capo, per far ritrovare coesione e affinità perdute, decide così di adottare questa strategia sui suoi dipendenti. 

Una nuova avventura

Il team parte all’insegna di questa nuova esperienza, facendo subito conoscenza della loro guida: un affascinante australiano di nome Samuel, per cui Emma, seppur negandolo a se stessa, è attratta fin dal primo istante. Il viaggio genera cambiamenti e nuove dinamiche di gruppo ed è proprio nella protagonista che gli effetti saranno particolarmente visibili.   

Rivolgi il tuo sguardo al sole e le ombre cadranno alle tue spalle” nelle parole di questo proverbio australiano potrebbe essere riassunto l’intero romanzo. 

A volte il buio è una scelta

Fin dai primi capitoli la protagonista sembra avere una certa ossessione per i medicinali. Nonostante non abbia particolari problemi di salute, si reca nella farmacia sotto casa praticamente ogni giorno. Ma da dove scaturisce la sua fissazione?

Emma ha un difficile passato alle spalle, di cui non parla praticamente mai, vista la sua difficoltà ad aprirsi con gli altri; si priva di costruire qualsiasi amore o amicizia con le persone che la circondano. Dentro di sé è come se avesse due piccole voci, che le servono per affrontare il mondo esterno: una la spinge a rifiutare i sentimenti e i rapporti con gli altri, l’altra, più flebile, la vorrebbe pronta al cambiamento. 

“Nessuno sa bene come amare senza farsi male. Però questo non può impedirci di tentare e goderci della felicità che abbiamo. Negarla, rifiutarla, quella sarebbe la vera perdita”

Lo stile

L’autrice utilizza una scrittura molto semplice, capace di conferire alla narrazione un’ampia scorrevolezza, favorita anche dall’abbondante presenza di dialoghi. Il romanzo è scritto in prima persona, permettendo al lettore di entrare nei pensieri di Emma e di conoscere le diverse sfaccettature del suo personaggio.

Conclusione

Il romanzo è in grado di far percepire quanto peso abbiano i sentimenti nel determinare le scelte di ogni persona, non solo nei confronti degli altri, ma anche e soprattutto verso se stessi. Ogni decisione comporta un eventuale rischio, ma quanto si è disposti a osare per la propria felicità? 

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