“I passi nel bosco” di Sandro Campani

Sandro Campani racconta ai lettori ciò che si cela dietro all’evento del taglio del bosco di un piccolo paese dell’Appennino tosco-emiliano. Insieme ai personaggi che vi partecipano, con le loro caratteristiche e umanità, tra antichi rancori e storie sospese, diventano maggiori interpreti anche i profumi, i suoni e i silenzi che solo quella particolare natura incontaminata può trasmettere. 

Un luogo, un dipinto

Ne “i passi nel bosco” i personaggi, ciascuno a proprio modo, sono tutti protagonisti di una storia che li lega da un filo invisibile. Di ogni abitante vengono descritte, in maniera limpida, semplice e diretta, le peculiarità caratteriali, tanto da poterne poi immaginare i lineamenti, il portamento, perfino il timbro della voce o, nel caso delle donne, trucco e acconciatura; quasi il lettore potesse seguirne le vicende attraverso un dipinto fatto di colori, luci e ombre.

Ognuno è speciale a modo suo

C’è la Betti, proprietaria dell’albergo e del rigoglioso bosco, appartenente al suo defunto marito e che, successivamente alla disgrazia, è stato trascurato fino a divenire un assembramento di rovi e rami secchi; ci sono Daniele detto Danielone, un fannullone ex promessa del ciclismo che vive di ricordi e piccoli espedienti e il fratello Antonello, un presuntuoso e saccente commercialista che si sente, senza meriti, superiore a tutti i compaesani e in diritto di pretendere il loro rispetto.

L’inconsapevole

E poi c’è Luchino, che non si vede mai ma diventa, involontariamente, protagonista principale della vicenda come se tutto gli ruotasse intorno. Lui che, con totale disinteresse, ha abbandonato di nascosto il paesello in cerca di avventure lasciandosi dietro vecchi rancori, storie sospese e amici, rimasti senza guida da emulare e imitare, quasi fosse un’entità astratta a cui tutti aspirano e con cui chiunque abbia un conto in sospeso.

Intorno e dentro al bosco, ai suoi profumi e ai suoi silenzi, si snodano le vicende di tutti gli abitanti, raccontati con una delicatezza tale da dare ai lettori la sensazione che ciascuno di essi potrebbe essere il proprio vicino di casa o addirittura loro stessi.

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