Vis a vis – Il prezzo del riscatto

Quando Macarena Ferreiro varca per la prima volta le porte del carcere di Cruz der Sur è convinta che la sua permanenza sarà di breve durata, fiduciosa che la legge rovescerà le carte in tavola di quello che sembrerebbe un terribile malinteso. Maggie Civantos, alias Macarena, è la protagonista della serie TV Vis a vis – Il prezzo del riscatto, andata in onda per la prima volta in Spagna nel 2015 e proseguita per quattro stagioni fino al 2019, seppur con qualche interruzione. 

Chi é Macarena

Macarena è giovane e bella; abita in un piccolo appartamento assieme al suo gatto da cui torna la sera dopo aver trascorso l’intera giornata in ufficio. La sua vita serena, però, si stravolge, quando ingenuamente, commette quello che sarà un irreversibile errore: innamorarsi del suo capo. La loro relazione clandestina sarà il punto debole di Maca, che, cadendo in un vortice di losche menzogne e inganni, senza che possa accorgersene, commetterà svariati reati ai danni dell’azienda per cui lavora.

La prigione e le sue regole

Come ogni viaggio che si rispetti anche quello di Macarena nella prigione femminile spagnola (prima in quella di Cruz der Sur, poi di Cruz der Norte) sarà condiviso da alcune compagne: Zulema, Saray, Antonia, Annabel, Teresa, Soledad e la Riccia. Omicidio, spaccio, furto, possesso di armi e rapine sono solo alcuni dei reati per cui queste ultime sono state incriminate e che perpetreranno tra le mura del carcere, rendendo la vita impossibile le une alle altre. Tuttavia, Macarena è una donna intelligente e capisce che l’unica cosa che le resta da fare è quella di mettere in gioco la propria furbizia. Si lascia così guidare dal suo istinto di sopravvivenza, adeguandosi alle regole non scritte di un luogo in cui sembra vigere ancora uno schema sociale a base piramidale. Il più debole viene divorato dal branco, in cima non c’è posto che per Zulema.

Il piano di Macarena

Arrivare alla verità è l’unico tarlo iniziale della protagonista e, pur di ottenerla, coinvolge la sua famiglia in un piano illegale che avrà dei risvolti inaspettati. Quando Macarena capisce che la luce in fondo al tunnel inizia a spegnersi, è già tardi. In cuor suo sa di essere cambiata e che la ragazza che amava tornare a casa la sera, mentre sorseggiando un buon bicchiere di vino ascoltava musica, purtroppo non esiste più.

Dopo il successo spagnolo della prima stagione, Vis a vis si conferma una tra le serie più viste anche in Italia, con un boom di fan per tutte le stagioni, interamente disponibili su Netflix. Ma cos’è che rende questa serie accattivante?

Un serie cruda, senza filtri

Allo stesso tempo cruda, violenta, senza filtri, Vis a vis non lascia posto all’amore romantico del “C’era una volta” o al sentimento di amicizia tra le accezioni più nobili. L’excursus psicologico delle detenute è attento e molto acuto, messo in atto per cercare in loro le motivazioni più remote che le hanno spinte ad essere quello che sono oggi, ricostruendone le vite passate e riconoscendo in esse degli evidenti traumi: dalla fuga di Zulema da sua madre, alla maternità mancata di Saray, alle cattive compagnie di Teresa.

Il passato, però, non è solamente un brutto ricordo, ma si presenta ripetutamente, come a rimarcare loro che delinquere è l’unica via di fuga. L’aria che si respira all’interno del carcere si alterna tra il bisogno di restare in vita, il desiderio di libertà e la tirannia maschilista di un medico, che trova nell’abuso sessuale l’espressione massima del proprio potere violento.

Se la prima stagione è evidentemente piena di suspense, nelle successive il livello di tensione aumenterà notevolmente quando Maggie Civantos è costretta a scomparire per gran parte delle puntate a causa di altri impegni lavorativi, per poi ritornare verso la fine. Chi prenderà allora il controllo al posto di Macarena? 

Il giudizio finale allo spettatore

Seppure con delle scene a volte troppo dirette, la serie affronta tematiche importanti e lo fa in un ambiente insolito come quello del carcere. Nelle sue particolarità Vis a vis lascia allo spettatore la libertà di conferire un giudizio finale sulla colpevolezza o l’innocenza delle detenute, cosciente che condannerà senza remore gli errori più imperdonabili e che sarà lui stesso a decidere quanto vale realmente il prezzo del riscatto. 

 

 

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