“Il giardino degli incontri segreti” di Lucinda Riley

La trama

Il romanzo di Lucinda Riley, pubblicato da Giunti Editore nel 2010, è ambientato in Inghilterra, dove la protagonista si è appena trasferita. La giovane Julia è una famosa pianista che, però, non riesce più a trovare conforto nella musica, a causa di un infausto avvenimento che ha colpito la sua famiglia. In Inghilterra ha trascorso la sua infanzia e spera di ritrovare nuovamente la felicità perduta. Si reca così alla tenuta di Warthon Park, dove lavorava suo nonno, a cui associa i ricordi più lieti del suo passato. 

È proprio lì che incontra il giovane Kit Warthon, l’affascinante erede della tenuta che, nei suoi giardini, oltre a custodire le specie più esotiche di fiori  nasconde anche molti segreti. La curiosità di Julia la porta alla scoperta di  celati avvenimenti, raccontati tra le pagine di un diario.

Tra presente e passato

Uno degli aspetti che contraddistingue l’autrice è sicuramente la sua capacità di incrociare, all’interno dei suoi romanzi, il passato con il presente. In questo caso le due parti non solo si intrecciano, ma l’uno ha delle dirette conseguenze sull’altro, stravolgendolo. L’alternanza trasporta il lettore tra il 1940, data storicamente importante, e l’epoca recente, in una storia nella storia.

Temi e personaggi

I personaggi sono sapientemente costruiti e caratterizzati, da sottolineare la tenacia della protagonista Julia, che si fa sempre più evidente nei capitoli conclusivi. La descrizione piuttosto dettagliata dei suoi atteggiamenti è funzionale alla perfetta comprensione e caratterizzazione del personaggio.   

La tematica che intercorre tra le pagine del romanzo è sicuramente l’amore in tutte le sue forme: verso i propri figli, quello non corrisposto, quello al servizio degli altri e anche nei confronti dei propri doveri. Sarà proprio l’amore a creare il giardino degli incontri segreti, fatto di lettere e segreti, un amore lontano, esotico e travolgente.

“Condividiamo un momento di infinito.
Come nell’universo,
non c’è inizio e non c’è fine.
Siamo e basta”

 

 

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