Ultimamente ci troviamo a vivere giorni singolari in cui, incerti e disorientati, stiamo faticosamente tentando di ritrovare la strada della normalità, dopo il tempo immobile e sospeso che abbiamo vissuto. Ma non ci siamo arresi e, ovunque, cerchiamo alternative per non rinunciare alle grandi e piccole occasioni che hanno scandito la nostra vita. È questo il caso della cerimonia di premiazione dei finalisti della LXXIV edizione del Premio Strega, uno dei tanti eventi che ha cercato un’altra via per esserci nonostante le restrizioni. L’evento si è tenuto, per la prima volta nella sua storia, a porte chiuse.

Martedì 9 giugno, ore 18.30 di un piovoso pomeriggio di giugno, il PC sintonizzato sull’ennesimo collegamento streaming, la diretta dalla Sala del Tempio di Adriano della Camera di Commercio di Roma si apre su una sala semivuota. I pochi presenti sono nascosti dietro le onnipresenti mascherine. Loredana Lipperini, scrittrice e giornalista di Radio Tre, introduce immediatamente il Premio Strega Giovani, dove sono oltre 300 giurati, tra i 16 e i 18 anni, a decretare il vincitore tra i dodici candidati. Jonathan Bazzi con “Febbre“, Gianrico Carofiglio con “La misura del tempo” e Daniele Mencarelli con “Tutto chiede salvezza” sono i finalisti ed è un Mencarelli emozionato, come dice lui stesso “sopraffatto dalle endorfine”, ad aggiudicarsi questa settima edizione.

Seguono le interviste ai dodici scrittori presenti in sala, intervallate dai quattro parziali di voto, che esprimono di volta in volta le preferenze degli oltre seicento votanti tra gli Amici della Domenica, i lettori forti scelti dalle librerie indipendenti e gli Istituti di cultura all’estero. Poco prima delle 20 veniamo a conoscenza dei nomi dei finalisti, ma, anche in questo, l’edizione 2020 si rivela diversa dal solito: la tradizionale cinquina, subito dopo la proclamazione, viene convertita in una sestina, in virtù di una clausola del regolamento per la salvaguardia della piccola e media editoria. Non essendoci tra i cinque designati alcun romanzo di una piccola casa editrice, viene inserito tra i finalisti il primo degli esclusi ad essere pubblicato da una casa minore: non succedeva dal 1999.

Ecco, dunque, la sestina designata:
  1. Sandro Veronesi, Il colibrì (La nave di Teseo)
  2. Gianrico Carofiglio, La misura del tempo (Einaudi)
  3. Valeria Parrella, Almarina (Einaudi)
  4. Gian Arturo Ferrari, Ragazzo italiano (Feltrinelli)
  5. Daniele Mencarelli, Tutto chiede salvezza (Mondadori)
  6. Jonathan Bazzi, Febbre (Fandango Libri)

Sarà tra questi romanzi che, il prossimo 2 luglio, nella storica cornice di Villa Giulia a Roma, verrà proclamato il vincitore del Premio Strega 2020, che forse, mai come quest’anno, potrà rappresentare un incentivo per continuare a credere nell’importanza della parola scritta.

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