Esseri che respirano, sognano, ambiscono e vivono. È questa l’umanità?

Il razzismo- accademia della scrittura

Nell’anno della pandemia che avrebbe dovuto migliorare ognuno di noi, la risposta a questa domanda non pare essere così scontata. Perché in ogni angolo di questo mondo dove tutto sembra giusto, ma in realtà non lo è, c’è ancora tanto odio, soprattutto tra coloro che etichettano come “diverso” chi ha un tratto somatico, un’ideologia o un modo di essere non uguale al proprio. Il risultato è che invece di seminare amore si rischia di alimentare solo rancore e discriminazione.

La morte di George Floyd, afroamericano ucciso a Minneapolis da un agente della polizia locale, è il più recente episodio – ma di certo non l’unico – che ha riacceso l’indignazione in migliaia di persone. Tra queste, molte sono scese in piazza per manifestare contro il razzismo, lanciando un grido verso quella discriminazione che in sé racchiude un astio immotivato nei confronti di tutto ciò che è “diverso”. 

Negli Stati Uniti, molto spesso, l’afroamericano è considerato quasi un nemico, una persona inferiore e pericolosa. Ma il razzismo non è solo un fenomeno d’oltreoceano; ovunque si verificano fatti di discriminazione, che, talvolta, sfociano in veri e propri atti di violenza. 

 

Cosa significa “diverso”? Chi ha stabilito cos’è normale e cosa non lo è? 

Non siamo forse tutti essere umani con uguali diritti? La storia avrebbe dovuto insegnarlo ad ognuno di noi. Anche la letteratura e il cinema hanno fornito e continuano a fornire preziosi contributi. Nel corso del tempo autori e registi hanno cercato di interpretare e rappresentare il delicato, ma imponente, tema della discriminazione razziale. 

Noi dell’Accademia della scrittura abbiamo selezionato un elenco di titoli, per dare nuovi spunti di riflessione sia tramite la lettura di un libro sia attraverso la visione di un film o una serie TV. La nostra è solo una piccola raccolta, le proposte su questo tema sono innumerevoli e con molteplici interpreti e sfaccettature. 

 

Dalle pagine allo schermo

The Hate U Give (di Giulia Licciardello)

Il libro vede protagonista Starr Carter, una ragazzina di sedici anni. Dopo essere stato fermato con l’auto, il suo migliore amico viene ucciso da un poliziotto. L’omicidio è catalogato come legittima difesa e, per i compagni di classe di Starr, rimane una faccenda di poco conto. Ma non per lei, il suo ruolo nell’intera vicenda le cambierà per sempre la vita. Dal libro è stato tratto l’omonimo film, diretto da George Tillman Jr.

 

Il miglio verde (di Rosalinda Di Noia)

Il libro, da cui è stato tratto il film, è ambientato negli anni Trenta in America, all’interno di un penitenziario. Il protagonista, John Coffey, un omone nero, è finito in carcere con l’accusa di aver ucciso due bambine. A causa del colore della sua pelle, nonostante la sua innocenza, per l’opinione pubblica John è colpevole e non ha diritto a un giusto processo o a un’approfondita indagine per scoprire la verità. 

The Help (di Simona Zarcone)

È la storia di Eugenia “Skeeter” Phelan, una ragazza bianca che sogna di diventare scrittrice, di Aibileen e di Minny, due domestiche di colore. Le tre giovani si ritrovano a lavorare, in segreto, a un rischioso progetto comune. Ambientato nel profondo Sud degli Stati Uniti quest’opera, intensa e bellissima, che nella trasposizione cinematografica non perde di forza e fascino, è frutto della penna di Kathryn Stockett. L’insegnamento che traspare è che la vera amicizia non si basa sul colore della pelle.

 

Il colore viola (di Simona Zarcone)

Narra la storia delle sorelle Celie e Nettie, due ragazze di colore che fuggono da un padre violento e da un passato fatto di abusi. La vita continuerà a non essere clemente con Celie mentre di Nettie si perdono le tracce. Frutto della creatività di Alice Walker, la cui trasposizione cinematografica è diretta da Steven Spielberg, la storia affronta temi molto delicati come il razzismo, la violenza di genere e la sessualità femminile, sfidando senza timore le convenzioni letterarie.

 

Radici (di Cesare Giurgola)

Romanzo di Alex Haley, uscito nel 1976. L’autore narra le vicende della sua famiglia attraverso un viaggio di sette generazioni, a partire da Kunta Kinte che, alla fine del Settecento, viene deportato dall’Africa negli Stati Uniti e poi venduto come schiavo. È una storia che ha come sfondo quella che lo scrittore ha definito “la più infamante macchia nella storia dell’umanità”, in cui milioni di uomini vengono umiliati e privati della loro dignità. Da questo romanzo è stata tratta una serie TV, uscita nel 1977.

 

Malcom X (di Cesare Giurgola)

L’autobiografia di Malcom X è stata scritta da Alex Haley, nel 1965. Il celebre attivista afroamericano ha sostituito il suo vero cognome “Little” con la X, a indicare il nome sconosciuto dei suoi antenati, schiavi deportati dall’Africa. Ha vissuto la prima giovinezza nel ghetto di Harlem, tra espedienti vari, finendo poi in carcere. Una volta scontata la pena e uscito di prigione, si è dedicato con passione alla difesa dei diritti del popolo afroamericano. Nel 1992, è stato tratto il film “Malcolm X”, di Spike Lee, che annovera una delle migliori interpretazioni di Denzel Washington.

 

Libri

Il razzismo spiegato a mia figlia (di Martina Cogliati)

È un’opera di Tahar Ben Jelloun. “L’odio è contagioso. Per calmarlo e per attenuarlo, bisogna riprendere il dialogo”. Sono queste le parole che riassumono l’essenza della conversazione tra l’autore e sua figlia, una bambina di dieci anni che, attraverso le sue domande, guida il lettore in un’indagine filosofica e sociale sul razzismo, trascendendo da qualsiasi confine geografico, ponendosi così come lezione di vita per tutti.

 

Film

See you yesterday (di Giulia Licciardello)

Film di Spike Lee, disponibile su Netflix. Due ragazzini costruiscono una macchina del tempo e decidono di usarla per salvare il fratello della protagonista, ingiustamente ucciso da un poliziotto, perché creduto un criminale. Si tratta, però, di un malinteso nato dal colore della pelle del ragazzo. Seppur con toni leggeri, il film riflette una tematica molto diffusa nella comunità nera, specialmente in America.

 

Green Book (di Chiara Della Monica)

È uno di quei film capaci di far aprire gli occhi. Nel guardarlo si ha la percezione di poter quasi toccare con mano tutto ciò che succede in quel periodo. I protagonisti sono un famoso musicista nero, che decide di intraprendere un tour in paesi dove sa già che a quelli come lui sarà rivolto un trattamento differente, e il suo autista, che durante il viaggio avrà modo di ricredersi su alcuni aspetti della sua vita. 

 

Race – Il colore della vittoria (di Ileana Cavurina)

Film biografico sulla vita di Jesse Owens, campione di atletica, velocista e lunghista afroamericano. Nel 1936, in una Germania nazista, partecipa ai Giochi olimpici di Berlino dove vince quattro medaglie d’oro.  La pellicola, incentrata sulla quotidianità di Jesse tra allenamenti, casa e lavoro, pone l’accento su come, nonostante l’improvvisa popolarità dettata da eccellenti meriti sportivi, l’opinione pubblica non riesca ad andare oltre al colore della sua pelle. 

 

Serie TV

When they see us (di Eleonora Bufalino)

Miniserie televisiva in quattro puntate, creata e diretta per Netflix da Ava DuVernay. Racconta la storia di cinque ragazzini (quattro di colore e un ispanico) accusati di aggressione e stupro di gruppo ai danni di una ventottenne che, una sera del 1989, faceva jogging a Central Park, a New York. Solo nel 2002 Matias Reyes, stupratore seriale e pluriomicida, si dichiarò il responsabile della vicenda. Ma ormai le vite di Raymond Santana, Kevin Richardson, Antron McCray, Yusef Salaam e Kharey Wise sono state annientate da quelle condanne.

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