Telenovelas: un genere mai superato!

L’America latina è la patria d’origine del genere che più di ogni altro ha rivoluzionato il modo di pensare gli sceneggiati televisivi. A partire dagli anni ’80 del secolo scorso, infatti, si impone un modello caratterizzato dalla fidelizzazione dello spettatore, che si appassiona agli eventi narrati, rimanendo incollato allo schermo nella trepidante attesa dei successivi risvolti.

Le telenovelas, in italiano teleromanzi, propongono una narrazione delle vicende divisa in molte puntate, più di cento solitamente, attraverso le vicissitudini personali, familiari e sentimentali dei personaggi su cui si concentra l’attenzione. I fatti sono raccontati minuziosamente e spesso portano alla luce intrecci intriganti e misteriosi, con colpi di scena e cambi di rotta repentini, che mantengono alta la suspense.

Esordio e successo

Negli anni del secondo dopoguerra mondiale, il Brasile diventa territorio di nascita per eccellenza di questo nuovo genere televisivo; gli altri principali Paesi produttori di telenovelas (Argentina, Messico, Venezuela, Colombia) ne hanno fatto, col passare del tempo, un’importante risorsa di esportazione, visto che sono diventate non solo un fenomeno largamente commerciale, ma anche un vero e proprio evento mediatico, studiato da un punto di vista sociologico e culturale.

Elementi caratteristici

Intorno agli anni ’60 quest’innovativa forma di intrattenimento spopola a livello planetario e ottiene una fama vertiginosa, superando anche gli ascolti di generi ormai consolidati, come i programmi comici o i varietà televisivi, con una forte e spietata competizione tra le diverse emittenti.

Una delle più importanti differenze che la distingue dalle soap opera, che altro non è che una fiction televisiva nata per la radio, è la durata. La soap opera, infatti, viene anche definita come un dramma a lunga serialità, proprio perché è destinata a durare per tempi decennali (basti pensare alla celebre Sentieri, di produzione statunitense, che dal 1937 si sviluppò per oltre 15 mila puntate).

L’elemento fondamentale su cui fa perno il meccanismo delle telenovelas è sempre la suddivisione in puntate, ma per un periodo più breve, programmato mediamente tra le cento e le duecento puntate. Inoltre, la sua struttura è basata sul cosiddetto effetto cliffhanger o finale sospeso, un espediente usato anche nel cinema e in letteratura, attraverso cui la narrazione si conclude nel punto più elevato di tensione, giusto qualche attimo prima di una rivelazione risolutiva o di un capovolgimento improvviso. L’obiettivo è appunto quello di incrementare la curiosità dello spettatore, inducendolo ad attendere con trepidazione l’inizio dell’episodio successivo.

Il risultato dà vita a un effetto domino di eventi: ogni puntata nasconde una serie potenzialmente infinita di trame da scoprire. I contesti narrativi si ripropongono con facilità: tradimenti amorosi, lotte familiari, conflitti di classe, ingiustizie, relazioni impossibili e contrastate, figure femminili che combattono per la propria vita e libertà.

Altra particolarità che rende unico questo genere televisivo riguarda la psicologia dei vari personaggi: i caratteri e la loro funzione sono quasi sempre riconducibili a una netta contrapposizione tra il bene e il male. E’ così possibile individuare la vittima, l’eroe, l’antagonista e il cattivo, figure antinomiche che incarnano ideali e valori, ma comunque suscettibili a possibili sconvolgimenti tali da spiazzare il pubblico.

I teleromanzi in Italia

Le telenovelas sono spesso state etichettate come prodotti di bassa qualità indirizzati a un target di telespettatori non particolarmente colti. Questo stereotipo si è però dimostrato riduttivo e fuorviante, dal momento che centinaia di teleromanzi, prodotti dall’America latina all’Europa, hanno fatto breccia nelle case di tutto il mondo, ottenendo picchi di ascolti elevati in diverse fasce d’età, sociali e di genere.

Per quanto riguarda l’Italia, il primo teleromanzo apparso nel nostro Paese risale al 1982, La schiava Isaura, trasmesso su Rete 4, ottenendo una fama clamorosa. Prodotto in Brasile ma doppiato e venduto in tutto il mondo per un totale di cento episodi, narra le strazianti vicende di una schiava africana in una piantagione di caffè.

Nel corso degli anni le telenovelas hanno cambiato volto, plasmandosi alle esigenze di un pubblico sempre più pretenzioso e difficile da conquistare, con periodi altalenanti di successo, ma senza mai raggiungere il viale del tramonto, come dimostra uno degli ultimi acquisti italiani, Il Segreto, di produzione spagnola e trasmesso dall’estate del 2013 su Canale 5.

Un genere televisivo, dunque, che ha saputo reggere i contraccolpi del cambiamento e delle novità, coinvolgendo le emozioni dei telespettatori e facendoli legare a prodotti sempre più entusiasmanti e poliedrici.

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