Jake La Motta, il “Toro scatenato” di Joseph Carter e Peter Savage

La Sport Biography nasce con la volontà di raccontare storie di sportivi attraverso libri in cui vengono narrate le loro gesta da campioni scoprendone però anche il lato umano nascosto dietro alla facciata del fuoriclasse.

In questo mese vorrei spendere qualche parola in più riguardante il lato più fisico dell’opera selezionata. La mia scelta di giugno è ricaduta su una pubblicazione del 1980. Rispetto a quelle attuali, le pagine sono più spesse e di un colore giallognolo (magari erano così già in origine o invece lo sono diventate con il passare del tempo). Prima ancora di iniziare a sfogliarlo, il libro dice subito qualcosa di sé: non è recente, ha un prezzo con le vecchie lire (9.000 per la precisione) e trasmette la sua aria vintage. E non solo, le pagine si presentano ruvide al tatto e con un odore di vissuto. 

Infine la copertina, su sfondo nero, in cui compare un colorato disegno di Ferruccio Bocca a rappresentare Robert De Niro nel film Toro scatenato. Quegli intensi occhi azzurri trasmettono le emozioni che si ritrovano all’interno del libro: determinazione, grinta, paura e forza. Non è forse vero che il primo contatto con un’opera è attraverso l’impatto visivo? Abbiamo parlato di copertine anche nel nostro numero 0 di Read il magazine, per chi volesse approfondire la lettura e scaricarne una copia gratuita lo può fare al link https://accademiadellascrittura.it/read-il-magazine/ 

Il toro del Bronx: le sfumature di un campione

“Dal tempo in cui facevo il pugile ero abituato a leggere molto, ma adesso era diventata una frenesia, leggevo tutto quello che mi capitava sottomano, libri sull’arte, l’ipnosi, la meditazione. Penso che ciò mi abbia aiutato a tirare avanti”.

Per il mese di giugno avevo deciso che avrei voluto parlare di boxe e il mio “spacciatore di libri” (alias mio padre) mi ha proposto alcuni titoli della sua libreria sportiva; ed è così che il mio occhio è stato catturato da Jake La Motta, pugile americano, di origini italiane, che ha combattuto negli anni Quaranta e Cinquanta.

Durante la lettura mi sono lasciata incuriosire non solo dalla sua storia sportiva, ma anche da quella personale, sociale e spazio-temporale. Le pagine iniziali hanno il potere di scorrere veloci quasi fossero un romanzo in cui vengono narrate le avventure del protagonista. Ma la realtà è che gli eventi raccontati e soprattutto le emozioni provate non sono frutto della penna di un autore, ma palesemente autentiche. 

La verità talvolta è scomoda e in alcuni tratti le immagini scaturite dalle parole scritte non riportano a fatti piacevoli. Ma così è la vita, campioni o non campioni, ci possono essere errori da cui si impara e che, sotto sotto, si rifarebbero perché aiutano a crescere, e altri invece che si vorrebbe solo cancellare per vergogna o sensi di colpa. La decisione di aprirsi e mettere nero su bianco alcuni episodi personali, rischiando che gli stessi influiscano negativamente sull’opinione del lettore, merita comunque un plauso. Talvolta è più facile tacere trincerandosi dietro all’immagine patinata che qualcuno ha di sé piuttosto che togliersi la maschera e mostrare il proprio volto, con cicatrici e ferite. Jake La Motta amava metterci la faccia, lo ha fatto anche nel libro.

Oltre la paura

“E più di tutto, avevo sempre paura che qualcosa, Dio, il destino o la vita, non so, mi avrebbe ghermito. Ed era accaduto, alla fine”.

Nato nel Bronx nel 1922, cresce nel quartiere “sporcandosi” con piccoli furti e aggressioni. Di “menare le mani” ha sempre voglia e non nasconde il suo sentirsi come una bomba pronta a esplodere. Ripete spesso: “Se vuoi sopravvivere devi essere duro a questo mondo”. Nel periodo trascorso in riformatorio conosce Padre Joseph, che cerca di scoprire cosa si nasconda dietro a quel ragazzo dallo spirito ribelle. È proprio grazie a lui che Jake si avvicina al mondo della boxe e una volta in libertà ha le idee chiare: vuole diventare un campione. 

Per ottenere risultati non bastano impegno e allenamento, ci vogliono dedizione e una grande forza di volontà per non farsi distogliere dall’obiettivo. E di distrazioni il Bronx è una fucina di idee, tra malavita e corruzione. Ma lui vuole lasciarsi la vecchia vita alle spalle e risponde con un secco no a qualunque proposta che possa in qualche modo contaminare il suo lavoro. La sua coscienza è già abbastanza tormentata da episodi del passato di cui non va fiero.

Colpo dopo colpo Jake riesce a raggiungere i vertici e diventa campione dei pesi medi. Ma la sera stessa della vittoria sembra quasi depresso, stordito. Quel titolo era la sua ossessione, perché allora non si sente al colmo della felicità? La risposta a questa domanda è nascosta nelle pagine del libro: La Motta ha paura, ma non di combattere con gli avversari ma di farlo con la vita stessa. 

Una vita da attore protagonista

“Ora, ogni tanto, di notte, quando ripenso al passato è come se mi vedessi in un film in bianco e nero. E neanche un buon film, perché ha dei vuoti, una sfilza di sequenze con poca luce, alcune senza un inizio, alcune senza una fine. Niente colonna sonora, solo i suoni ora di una sirena della polizia ora di un colpo di pistola”.

La vita di Jake si può paragonare alle montagne russe: un saliscendi adrenalinico di emozioni, capace di alternare intense sensazioni da far perdere il respiro ad altre da quiete dopo la tempesta. La narrazione, a tratti un po’ confusionaria per l’inserimento di flashback senza riferimenti temporali, procede con un ritmo alternato tra dialoghi autentici e profonde esplorazioni dello stato d’animo del campione. È lui a parlare in prima persona, a raccontarsi nel bene e nel male senza risparmiarsi.

Il libro è un viaggio nel passato, in un’epoca lontana che però conserva una drammatica attualità. Durante la lettura il rapporto con il protagonista può provocare sentimenti diversi in base alle vicende narrate: empatia e compassione si mescolano con disprezzo e delusione. La verità è che più la storia è autentica e più il lettore può immedesimarsi in essa.

La vita di Jake La Motta è fatta di rivalsa, impegno e ferme convinzioni dove sbagli, cedimenti, violenza, gelosia e paura hanno avuto un ruolo da comprimari. Un libro da leggere per gli appassionati di sport, ma non solo, anche per coloro che amano il vissuto autentico delle persone, senza maschere e inganni.

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