La trama: il dilemma di Stephen king

Finalmente hai iniziato a scrivere il tuo romanzo, e fremi dalla voglia di raccontarlo in giro. Sicuramente una delle domande che ti faranno più spesso sarà: qual è la trama?
Quante volte ti è capitato, quando un amico ti dice che ha visto un film, o letto un libro, di porre lo stesso quesito?
Sei sicuro, tuttavia, di sapere cosa sia una trama?
Leggendo questo tips, non solo farai chiarezza su cosa sia una trama, ma riuscirai anche a identificare in quale tipologia rientra la tua opera.

E se qualcuno l’ha già fatto?

Quando si inizia una nuova storia l’obiettivo è sempre quello d’immaginare qualcosa di creativo, originale e soprattutto unico. Di ideare una trama mai scritta prima, qualcosa di veramente sensazionale! Tuttavia, rileggendo le pagine che abbiamo scritto, ci rimane sempre quella sensazione (a volte leggera, a volte preponderante) di già visto.
Ti è mai capitato? Se la risposta è no rileggi attentamente la tua storia, probabilmente stai mentendo a te stesso. Se la risposta è sì allora stai tranquillo, sei come tutti gli altri autori.
È difficile, o impossibile, riuscire a creare una trama mai vista prima?
Se prendiamo a esempio quello che viene considerato il primo romanzo moderno della letteratura occidentale, il Don Chisciotte, pubblicato nel 1605, la domanda che dobbiamo porci è la seguente: negli ultimi quattrocento anni quanti altri romanzi sono stati scritti? E allargando il concetto di trama ad altre forme narrative, tipo le sceneggiature. Se prendiamo a esempio Nascita di una nazione, uscito nel 1915, e reputato il primo film in senso moderno, negli ultimi cento anni quante sceneggiature sono state scritte?
E ancora, se prendiamo a esempio quella che viene giudicata la prima serie televisiva della storia, The Queen’s Messenger, uscita nel 1928, negli ultimi novant’anni quante altre serie televisive sono state scritte?
Non è così impensabile credere che l’uomo abbia già inventato tutte le trame che poteva inventare.
Come fare allora?
Intanto devi capire che c’è una differenza tra Trama (intesa come modello) e Idea (quella unica e originale).

Definiamo idea e trama

Lo Zanichelli definisce come Idea:

1) qualunque rappresentazione della mente, ogni entità mentale
2) pensiero astratto, in quanto contrapposto ai dati della realtà
3) motivo di fondo, contenuto razionale, culturale o fantastico, che caratterizza un’opera, uno scritto
4) ideologia, ideale, credo, dottrina, spec. di movimenti politici, religiosi, culturali

Dunque qualcosa che nasce dalla mente, dalla creatività, qualcosa che può essere reale, o fantasioso, e che caratterizza un’opera. L’idea può essere considerata anche il particolare “timbro” che l’autore dà alla sua narrazione, ovvero il frutto prodotto dalla sua esperienza personale, dagli studi che ha fatto, dalla sua dote naturale, dalla sua capacità di informarsi ed essere curioso.

La trama, differentemente è definita sul dizionario Zanichelli come:

“[…] intreccio di storie e di percorsi, di toni e comportamenti, ma soprattutto di personaggi, che si ritrovano gli uni intessuti agli altri, gli altri annodati agli uni, in modo che ogni gesto, parola, azione, bacio, sorriso o schiaffo non vale solo di per sé, ma per ciò che scatena nelle vite degli altri. È un sostantivo che, anche usato al singolare, racchiude tante pluralità, perché è un singolare tanto ampio da contenere tutte le storie del mondo. Privilegio di uno scrittore è quello di intessere la trama, scegliere i fili, combinare i nodi, decidere quali allentare e quali stringere, dove provare intrecci e colori insoliti, e dove invece rifugiarsi in combinazioni attese ma appaganti. Aspirazione di uno scrittore è quella di intessere una trama estremamente elaborata, ma invisibile, così che tutto il lavoro di costruzione scompaia, e rimangano da guardare solo storie e personaggi, in tutta la loro naturale complessità. Le migliori trame, tuttavia, non sono quelle che appagano la ricerca di novità e combinazioni dello scrittore, ma quelle che avvincono l’attenzione del lettore o dello spettatore, tanto da indurlo a credere che oltre l’intreccio di fili immaginati non esista vita, e che anzi la trama sia essa stessa vita.”

È prima di tutto un modello, e come modello ha degli elementi che lo identificano come tale e che quindi, a differenza dell’idea (originale), lo rendono ripetibile.

Questi elementi sono:

  • Cosa accade all’interno della storia;
  • Chi lo fa accadere;
  • Dove avvengono questi fatti (inteso come spazio);
  • Quando avvengono i fatti (inteso come tempo);
  • Perché avvengono i fatti (il messaggio che voglio trasmettere al lettore).

Ma serve davvero? In fondo ci sono molti romanzi pubblicati che non hanno una vera e propria trama.
Secondo me la risposta è molto semplice: dipende. Dipende da che tipo di autore sei, o vorresti essere.
Un esempio su tutti è Stephen king, che nel già citato On Writing prende le distanze:

“Diffido della trama per due ragioni: perché le nostre vite ne sono in larga misura prive, anche prendendo tutte le più ragionevoli precauzioni e stilando i più accurati programmi; e perché credo che la costruzione di una trama e la spontaneità della creazione vera siano incompatibili. È meglio che su questo punto io cerchi di essere il più chiaro possibile, perché desidero che comprendiate che la mia profonda convinzione sulla creazione di storie è che fondamentalmente esse si costruiscono da sole. Il compito dello scrittore è trovare loro un posto in cui crescere (e poi trascriverle, naturalmente).”

King paragona la scoperta della storia alla scoperta di un fossile. Ed equipara il lavoro dello scrittore a quello di un archeologo che, con calma e precisione, dotato di scalpellino cerca di disseppellire ciascun pezzo del fossile senza danneggiarlo.

E aggiunge

“La trama è un arnese assai più grosso, è il piccone dello scrittore. Potrete liberare da un terreno duro un fossile con un piccone, non lo discuto, ma sapete meglio di me che il piccone spaccherà almeno tanto quanto riuscirà a dissotterrare. È rozzo, meccanico, anticreativo. Io credo che la trama sia l’ultima risorsa del buono scrittore e la prima scelta dello sciocco. La storia che ne risulterà sarà probabilmente artificiosa e pesante. Io mi affido molto di più all’intuizione e ho potuto farlo soprattutto perché tendenzialmente i miei libri si basano su una situazione più che su un meccanismo. Alcune delle idee che hanno prodotto quei libri sono più complesse di altre, ma nella maggioranza hanno preso l’avvio dalla nuda semplicità di una vetrina di un grande magazzino o una composizione di statuine di cera.”

Dunque, se siete scrittori alla King, se siete consapevoli che strutturare una storia è un lavoro che non rientra nel vostro personale modo di creare, potete procedere senza angosciarvi troppo di avere una trama.
Personalmente ritengo che in scrittura non ci sia un giusto o uno sbaglio, ma solo quello che funziona o che non funziona. Perciò, se per voi la trama non funziona, non sentitevi obbligati a preoccuparvene.
Se invece reputate che un romanzo debba avere una trama ben congegnata, perché temete che la vostra mente possa divagare troppo portandovi oltre quello che era l’obiettivo iniziale, allora vi darò qualche indicazione per distinguere i gruppi di trame che, Dal Don Chisciotte a oggi, ci hanno tenuti incollati sul divano.

Categorie e tipologie di trama

Possiamo dividere le trame in 3 categorie:

  • L’importanza del dopo: sono quelle trame dove l’interesse del lettore è concentrato su ciò che accade al personaggio. Si tratta di storie tipicamente melodrammatiche, dove il protagonista lotta contro un destino avverso, oppure fallisce nel tentativo di cambiare una situazione tragica o, contrariamente, riesce a superare una sorte avversa e trionfa sul male.
  • L’importanza della motivazione: sono quelle trame dove l’interesse del lettore è concentrato sulle motivazioni che spingono il personaggio ad agire. Trame in cui il protagonista ha la forza di superare le difficoltà, ha un carattere tipicamente idealista, ma può ridimensionare i suoi principi, diventare cinico, a causa delle avversità.
  • L’importanza del pensare: sono quelle trame dove l’interesse del lettore è concentrato sulla psicologia del personaggio. Sono le tipiche trame in cui una persona supera una prova difficile, uscendone più forte. Oppure in cui il protagonista scopre delle verità su se stesso, o perde le proprie certezze e rivede i propri ideali a causa di prove durissime che non riesce psicologicamente a superare. 

Naturalmente all’interno di un romanzo ci posso essere più tipologie di trame:

  • Trame in cui lo scopo è liberare qualcuno o un paese (Il sentiero dei nidi di ragno, Italo Calvino).
  • Trame in cui un personaggio cerca una vendetta per un torto subito (Il Conte di Montecristo, Alexandre Dumas).
  • Trame in cui un disastro apocalittico mette a repentaglio l’umanità (Io sono leggenda, Richard Matheson).
  • Trame in cui l’eroe epico compie un’impresa coraggiosa (Il signore degli anelli, J. R. R. Tolkien).
  • Trame in cui i personaggi, o una comunità, portano a termine una rivolta (contro qualcuno o interiore, vedi Delitto e Castigo, Fëdor Dostoevskij).
  • Trame di odio familiare (Cime tempestose, Emily Brontë).
  • Trame dei romanzi gialli dove l’enigma la fa da padrone (Sherlock Holmes, Arthur Conan Doyle).

Quello che è importante capire è che avremo una trama portante e trame secondarie. Ciascuna di esse servirà a caratterizzare il percorso di uno o più personaggi, ma dovrà rimanere sempre fedele all’idea iniziale.
Per scegliere quale modello si adatta meglio alla tua idea, per conoscere tutte le tipologie di trame che sono state costruite fino a oggi, il mio primo consiglio, ovviamente, è di leggere molto, e di leggere generi diversi.
I modelli di trama si adattano a tutti i generi ma, ad esempio, se hai già deciso che vuoi essere un autore alla Donato Carrisi, allora dovrai capire come lui, John Grisham, Jeffery Deaver, Sandrone Dazieri e tutti gli altri autori di thriller, hanno adottato i modelli di trama nelle loro storie, ovvero come hanno declinato le idee che stanno alla base di romanzi di successo.

Concludendo

La trama è un modello col quale trasformare la tua idea in un arco narrativo compiuto, dove ci sono personaggi che hanno conflitti, e agiscono per risolverli. Se sei un autore istintivo, alla King, probabilmente dedicare del tempo a costruire la trama e i suoi intrecci non fa per te, ma se diversamente hai bisogno di briglie che impediscano alla tua fantasia di condurti nel labirinto di Cnosso, allora è indispensabile che impari a riconoscere quante trame esistono, e come gli altri autori le utilizzano per scrivere le loro opere.

 

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