Museo a Cielo Abierto

Una collina-museo a Valparaiso

L’arte dei murales, prima di essere portata in auge dagli artisti contemporanei, si è insediata nelle popolazioni di varie parti del mondo come un inno alla bellezza e un modo per riscattare le poco significanti aree urbane trasformandole in uno spazio creativo dove ogni angolo possa regalare storie ed emozioni.

Ne è un esempio Cerro Belavista, stradina fatta di scalinate che si inerpica sulla collina di fronte al mare cileno. Non è una zona residenziale e gli occupanti vivono la quotidianità di una metropoli come Valparaiso immersi nel caotico affaccendarsi urbano. Le unità abitative, sorte salendo dalla città, nascono presumibilmente negli anni ’50 più per necessità che da un vero e proprio studio sulle possibilità edificabili collinari. Grandi palazzi, muri di contenimento, scale, scalette e contrafforti si arrampicano per affrontare le salite a “solo una cuadra de la Plaza Victoria“.

Ed è in questo luogo dalla morfologia caratteristica che prende forma, negli anni, l’idea di far partecipare la città ai fermenti creativi dei suoi artisti per dar vita a un itinerario cromatico integrato nel tessuto urbano. Questa collaborazione è capace di modificare la vita degli abitanti della zona sia con la loro partecipazione diretta, attiva e interessata durante i lavori, sia più tardi con l’ufficializzazione del “Museo a Cielo Abierto”.

L’ostilità della politica

Nel 1969 Francisco Mendez Labbe, architetto e professore d’arte, ha l’idea che si possano cambiare le atmosfere anonime e scialbe degli agglomerati abitativi delle colline attorno al centro storico della città. Intorno al 1973 inizia così a dar vita al progetto e, con alcuni artisti come Nemesio Artunez, Eduardo Perez e Eduardo Vilches, ambienta grandi murales lungo i cerros di Valparaiso.

Le autorità politiche cilene, però, non vedono di buon occhio questa iniziativa di collaborazione portata avanti da artisti, intellettuali e dagli abitanti stessi, così ben presto decretano la fine dei lavori.

Cerro Belavista

Nel 1991, il progetto prende di nuovo vita al Cerro Belavista. Oltre a Francisco Mendez Labbe e al gruppo iniziale compaiono nomi di artisti come Mario Correno, Garcia Barrios, Roberto Matta, Mario Toral, Matilde Perez, Maria Martner, Rodolfo Opazo, Vergara Grez, Roser Bru, Sergio Montecino, Josè Balmes, Guillelmo Nunez, Augusto Barcia. I murales che salgono per la collina seguendo il corso delle viuzze rappresentano il vivere semplice della gente sotto ogni tendenza pittorica dell’Arte Contemporanea cilena.

Con il patrocinio del Museo Nazionale di Belle Arti, la Municipalità e l’Università Cattolica di Valparaiso, tutto il lavoro svolto viene riconosciuto come un valido contributo e un momento di grande apertura e arricchimento della città. Nel luglio del 1992, viene inaugurato il “Museo a cielo Abierto”, itinerario artistico e culturale per chi voglia sfogliare e ammirare, camminando, la prospettiva contemporanea dell’arte cilena.

In seguito a tutto ciò si sono affiancate altre testimonianze fattive dell’interesse suscitato nella gente da un tale ravvicinato rapporto con il lavoro e il pensiero artistico vissuto nella città.

 

 

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