“Cacio & pepe. La mia vita in 50 ricette” di Alessandro Borghese con Angela Frenda

Da grande appassionata di Alessandro Borghese quale sono mi sono lasciata incuriosire dal suo libro Cacio&Pepe. La mia vita in 50 ricette. Rimanendo in tema culinario, posso dire di averlo divorato con una certa avidità, sempre più curiosa di conoscere dettagli sulla sua gioventù e i suoi esordi, rimanendo affascinata da quello che non è solo un personaggio televisivo, ma anche un business man, un amico, un collega, un marito e un genitore.

La sua strada da chef potrebbe apparire come quella della maggior parte dei “figli di papà”: già disegnata o facilmente percorribile. Ma nello scorrere delle pagine, tra un antipasto e un dolce, si possono assaporare le tappe salienti di una passione e di un impegno che sono stati fondamentali per la realizzazione del successo di cui ora gode.

Dai fornelli con papà a chef di bordo

Avevo cinque anni. Ogni domenica mattina, mi svegliavo molto presto per osservare le mani di mio padre muoversi in assoluta sicurezza tra fornelli, piatti e coltelli. Il suo sorriso concesso nel descrivermi una ricetta, come un regalo speciale, ha sviluppato gradualmente oggi il modo di comunicare il mio lavoro, che trascende il puro tagliare, affettare, mantecare: quando cucino, mi diverto sul serio! Amo il mio lavoro”

Borghese racconta con gli occhi di quando, da bambino, viveva il padre e la cucina in special modo. E, sempre con quello stesso sguardo, dipinge il genitore e le ricette apprese, diventate poi dei capisaldi nei suoi menù.

La figura paterna è stata quindi fondamentale nell’avvicinare Alessandro alla cucina e farlo propendere verso la decisione di trascorrere ai fornelli la maggior parte del suo tempo tra sapori passati e nuove melodie di gusti e profumi. Il tutto innaffiato da una buona dose di allegria e caparbietà oltre a spirito di iniziativa e sacrificio.

“La nave è stata la mia casa e la mia scuola in movimento”

Lo chef ha fatto una lunga gavetta, prima nell’intimità di casa e poi a bordo delle navi da crociera. Un percorso iniziato subito dopo la scuola che l’ha portato in giro per il mondo a fare esperienze diverse rispetto a quelle dei grandi chef stellati di cui, ammette con molta umiltà, non vanta lo stesso background formativo, ma ai quali non sente comunque di invidiare nulla, perché lui ha raggiunto e ottenuto ciò che voleva.

Da “cuore di mamma” al “cuore di un’altra”

Presente nella vita di Alessandro anche la famosa madre, Barbara Bouchet, di cui lo chef racconta aneddoti comportamentali, soprattutto sul fronte alimentare, e alcune  curiosità sulla famiglia di origine. È divertente, per il lettore, immedesimarsi in questo ragazzino e nei personaggi, più o meno famosi, che hanno animato la sua vita frequentando la sua casa e che lui cita en passant, come fossero individui qualunque. Anche per Barbara (come la chiama lui nel libro) ci sono delle ricette ad hoc, evocative di situazioni, momenti e sentimenti che lo legano a lei.

La narrazione, poi, si addentra nel racconto del rapporto con la moglie Wilma Oliverio e la nascita di una nuova vita insieme condita dall’arrivo di due splendide bimbe che hanno reso il tutto più dolce, senza essere stucchevole. Nel descrivere la sua famiglia traspare un Alessandro fortemente innamorato e protettivo, un uomo che ha voglia di essere presente, nonostante gli impegni con il ristorante e il mondo televisivo. È piacevole scoprire il volto non mediatico del personaggio anche attraverso la sua umanità, le sue debolezze e i suoi sentimenti più profondi.

Un viaggio all’insegna del gusto

La fama di Alessandro è cresciuta grazie ai suoi seguitissimi programmi televisivi, un viaggio verso gusti e sapori più o meno conosciuti. Tra gli altri, gli va riconosciuto il merito di aver fatto (ri)scoprire agli spettatori la nostra bella penisola, non solo da un punto di vista culinario, ma anche paesaggistico, rivalutando e rispolverando luoghi più o meno turistici dove tradizione e modernità si mescolano in piatti dal gran sapore autentico.

Il libro scorre e si lascia leggere con piacere, un po’ come quando si azzecca il vino giusto a un pasto. E anche di questo Alessandro ne sa qualcosa, avendo seguito un corso da sommelier e definendo così questo tassello della sua vita: “Lavorare nel mondo del vino è un ottimo modo per unire piacere e dovere. Il vino è fantasia”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *