Finché il caffè è caldo di Toshikazu Kawaguchi

In Giappone è diventato un caso editoriale vendendo un milione di copie e anche fuori dai confini nazionali è riuscito in breve tempo a scalare le classifiche. Il romanzo dello sceneggiatore e regista Toshikazu Kawaguchi si fa apprezzare e leggere tutto d’un fiato.

Quella che si delinea nelle sue pagine è la storia di una piccola caffetteria nascosta tra i grattacieli di Tokyo. Un posto speciale non solo perché la costruzione risale agli inizi del secolo scorso e da allora nulla è cambiato, ma anche perché il suo caffè ha il potere di far viaggiare nel tempo.

Le regole

Se tornassi indietro nel tempo, forse potrei riuscire a rimettere a posto le cose…

Questo è un desiderio che ogni persona ha espresso almeno una volta nella vita. Chi non lo vorrebbe? Ma per poter intraprendere il proprio viaggio è assolutamente necessario rispettare cinque regole, spiegate in caffetteria in modo rigoroso e asettico dalla cameriera Kazu Tokita:

  1. una volta tornati nel passato si potranno incontrare solo le persone che sono state nel locale;
  2. qualunque cosa si farà nel passato non potrà in alcun modo cambiare il presente;
  3. è possibile intraprendere il viaggio da un’unica sedia;
  4. quando si sarà nel passato si dovrà restare su quella sedia;
  5. e un’ultima, importantissima regola. C’è un limite di tempo, è necessario bere tutto il caffè finché è caldo.
Le protagoniste

In genere queste regole bastano per scoraggiare la maggior parte degli avventori, fatta eccezione per le quattro protagoniste del romanzo. Fumiko, che non è riuscita a rivelare i suoi sentimenti al ragazzo che amava prima che questi partisse per l’America; Kotake, che deve affrontare l’oblio dei ricordi di un marito malato di Alzheimer, divisa tra l’essere infermiera e moglie; Kei, che cerca di raccogliere tutta la forza che ha dentro per portare a termine una difficile gravidanza; Hirai, afflitta dai sensi di colpa per aver lasciato la famiglia e l’amata sorella.

Tutte loro sono consapevoli dei vincoli a cui vanno incontro, ciò nonostante decidono ugualmente di compiere il viaggio.

In fin dei conti, che uno torni nel passato o viaggi nel futuro, il presente non cambia comunque. E allora sorge spontanea la domanda: che senso ha quella sedia?

È vero, il presente di Fumiko, Kotake, Kei e Hirai non è cambiato, tuttavia quel caffè non ha lasciato proprio tutto immutato: la metamorfosi è avvenuta nel cuore e sarà capace di condizionare i loro pensieri e le azioni future.

Il libro

Si è rivelato essere una lettura leggera e divertente che, per chi è poco abituato alla narrativa giapponese, potrebbe risultare al limite del banale, anche a causa del ritmo lento e esplicativo dato dall’autore. L’atmosfera ricreata all’interno del caffè sembra quasi surreale e priva di quella materialità a cui sono abituati i lettori occidentali e che naturalmente ricercano. Il famoso show, don’t tell è completamente dimenticato per essere rimpiazzato da un minimalismo lezioso e una prosa quanto mai semplice. Tuttavia tutto ciò non compromette il senso di appagamento che si percepisce alla fine della storia.

Finché il caffè è caldo è un viaggio dentro la consapevolezza di sé e del proprio presente, in grado di far comprendere che il passato ci ha resi quelli che siamo e che ogni piccolo gesto quotidiano concorre a costruire il futuro che desideriamo.

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