L’11 settembre e i Supereroi

L’11 settembre 2001 è una data che ha cambiato per sempre il volto degli Stati Uniti (e non solo), minandone la sicurezza e scuotendo profondamente l’opinione pubblica. Per la prima volta dopo Pearl Harbour, gli americani si sono sentiti minacciati dal nemico proprio in casa loro. Un evento di questa portata non ha avuto ripercussioni solo sulle persone “normali”, ma ha toccato anche il mondo dei Supereroi, conosciuti per l’essere dotati di poteri straordinari.

Anche i Supereroi falliscono

Spider-Man, Thor, gli F4, Iron-Man e Daredevil, nati dalla fantasia di Stan Lee e dai disegni di Jack Kirby, Larry Lieber, Don Hack e Bill Everett nella Casa delle Idee, durante la famosa Silver Age del fumetto statunitense, vivono tutti a New York. In quasi tutte le loro avventure ci sono precisi riferimenti geografici alla Grande Mela. Per la prima volta, però, i Supereroi non sono riusciti a difendere la città, come testimonia un albo spillato uscito il giorno dopo la terribile sciagura.

Amazing Spider-Man (vol. 2-36) la cui prima versione della copertina completamente nera è andata subito esaurita (la nuova copertina della ristampa presentava, invece, un fiocco rosso, bianco e blu su sfondo nero) inizia con uno sconvolto Spidey che assiste da lontano al duplice attentato alle Torri gemelle. Subito dopo si prodiga accanto a Thor, gli F4, Capitan America, Iron-Man, Ciclope, Wolverine, Magneto, Dottor Destino, Kingpin e altri supereroi, per prestare i primi soccorsi ai sopravvissuti e ai feriti.

Tuttavia qualcosa è cambiato. Infatti, all’inizio dell’albo dopo una pagina nera, davanti a un Uomo Ragno incredulo, due persone correndo verso di lui, gli urlano: “Dove eravate voi?”. Poi una donna gli chiede: “Come avete potuto permetterlo?”.

Si tratta di un duro rimprovero nei confronti dei Supereroi, i difensori della gente “normale”, che si sono sempre impegnati e battuti per salvare le persone in difficoltà, mentre ora si sentono quasi inutili e impotenti davanti a quell’oceano di macerie e urla di dolore e disperazione.

I miti che crollano

Per la prima volta i Supereroi non sono riusciti a compiere il loro dovere primario, la loro grandezza è svanita, mentre vicino a loro si trovano invece gli uomini “normali”, pompieri, infermieri, dottori, i veri eroi che sono stati capaci di affrontare il pericolo per cercare di salvare una vita umana, rischiando in primis anche la loro. Questo è il messaggio, senz’altro retorico, che forniscono gli autori dell’albo, Straczynski e John Romita Jr: solo grazie al sacrificio di tutti è possibile affrontare e risolvere ogni evento pericoloso.

Il giorno dopo l’11 settembre

Questa è stata la reazione il 12 settembre, tuttavia nei mesi successivi sono state analizzate e criticate le scelte del governo e gli eventi bellici seguenti. In Captain America n.4 vol.1, narrato da John Ney Rieber e John Cassaday, vi sono le cinque vignette iniziali che mostrano la preparazione del dirottamento di un aereo da lanciare contro una torre, mentre le tavole successive vedono il simbolo della libertà, in abiti civili, rifiutare l’invito di Nick Fury di andare in Afghanistan, preferendo restare a soccorrere i feriti tra le macerie a Ground Zero.

Nel 2002 esce la serie “L’avversario”, tre numeri, curata da Jonn Nev Rieber e John Cassaday. Cap dopo aver affrontato dei terroristi dalle protesi alle braccia e alle gambe e ucciso il loro capo, Al Tariq, perché hanno sequestrato tutta la popolazione, nella cittadina di Centerville, dove c’è una fabbrica di mine antiuomo, fare una dura autocritica alla politica imperialistica americana, criticando il bombardamento di Dresda, nel febbraio 1945, da parte degli angloamericani, per vendicare il bombardamento della città inglese di Coventry, nel novembre 1940. Successivamente nella serie della Marvel “Civil War”, maggio 2006 febbraio 2007, 7 numeri, c’è stata una feroce critica al Patroit Act approvato dall’amministrazione Bush nell’ottobre 2001. Capitan America si oppone all’atto di Registrazione dei Supereroi voluto da Iron Man, per non diventare una semplice pedina nelle mani del governo e non combattere più per i suoi ideali di libertà e democrazia. Le conseguenze saranno imprevedibili e porteranno a uno duro scontro tre le due diverse schiere di supereroi.

“Due world at war”

Il 12 settembre 2001 esce sul mercato il numero 596 de Le avventure di Superman, nell’ambito della serie “Our world at war”. Ciò che sorprende di questo fumetto è il finale, che racconta di un attacco alieno durante il quale viene distrutto il grattacielo di un miliardario. Nella vignetta, disegnata da Mike Wieringo, appare una doppia torre. Inutile dire che è stato immediato il confronto con quanto avvenuto alle Torri Gemelle, e, per alcuni, questo albo è da ritenersi in odore di profezia.

Questo fumetto di Superman, personaggio nato nel 1933 a opera di Jerry Siegel e Joe Shuster, il cui vero nome è Kal-El, conosciuto come Clark Kent che vive a Metropolis (il corrispettivo fumettistico di New York) va letteralmente a ruba. La DC Comics rimane profondamente scossa dalla coincidenza, al punto da decidere di rimborsare i soldi spesi per l’albo a coloro che lo avessero restituito. La corrispondenza è inquietante e rimane una coincidenza drammatica e di pesante rilievo in un’America, scossa e ancora incredula, intenta a fare i conti con l’enorme ferita subita.

di Michele Messina con Simona Zarcone

 

 

 

 

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