Little Fires Everywhere

Due madri, due famiglie, troppi segreti destinati a venire a galla in maniera a dir poco esplosiva: sono questi gli ingredienti principali di una delle miniserie più quotate di questo 2020. Tratta dall’omonimo romanzo di Celeste Ng e prodotta da Hulu (disponibile in Italia su Amazon Prime Video), la serie mette in scena debolezze, difetti e ipocrisie. Le due madri protagoniste rappresentano gli antipodi nell’America degli anni Novanta: una è la borghese Elena Richardson (Reese Whiterspoon) e l’altra la tormentata Mia Warren (Kerry Washington). L’incontro tra queste due realtà diametralmente opposte contribuisce a far divampare un autentico incendio destinato a investire le vite di entrambe le famiglie.

Dramma di madri colpevoli

Elena e Mia non potrebbero essere più diverse. La prima, stucchevole nella sua impeccabilità, sembra una donna appagata. Reporter part-time, la bionda genitrice programma nel dettaglio la routine di un’intera famiglia, dalla merenda al sesso. La stereotipata immagine da “maschio alfa” di suo marito Bill (Joshua Jackson) viene totalmente annullata e i quattro figli della coppia dovrebbero, nella mente della signora Richardson, incarnare quell’ideale di perfezione tanto agognato dalla donna.

Mia, al contrario, è la classica artista di talento ma, per definirla con un eufemismo, “senza arte né parte”. Madre della giovane e dotata Pearl, conduce con lei una vita da spiantata, celando informazioni sul proprio passando e evitando di creare legami nei diversi luoghi di residenza. Persino per Pearl alcune pagine della vita della propria madre rimangono un autentico mistero. Ma, una volta giunta nella ridente e solo apparentemente tollerante Shaker Heights, la sensibile adolescente manifesta tutta la sua insofferenza per uno stile di vita nomade e contornato da tante, troppe ombre.

La ribellione dei cinque ragazzi rappresenta quindi un vero e proprio punto di svolta destinato a far crollare tutti gli altarini di perbenismo e moralità eretti, senza troppo successo, da Elena e Mia. In casa Richardson è l’ultimogenita Izzy a mettere a dura prova la patinata immagine tanto bramata, ma non sarà solo lei a infrangere il muro tra finto buonismo e “fiammante” crudeltà. Mia, d’altro canto, a causa del suo morboso attaccamento a Pearl, è messa a dura prova quando la giovane si avvicina ai Richardson, respirando un’aria di stabilità che sembra tanto mancarle.

Riscoprire il passato per riscrivere il futuro

Come comprendere le azioni, a volte senza un senso apparente, di Mia ed Elena? Come giustificarle e perdonarle? La risposta risiede nel passato delle due donne, in eventi legati alla propria giovinezza che ne hanno irrimediabilmente definito sia la  formazione matura sia il ruolo genitoriale. Due trascorsi davvero pesanti destinati a riemergere in un turbolento rapporto tra madri, che le investe come un tornado, scatenando altre inevitabili conseguenze.

Divampante verità

In appena otto episodi, Little Fires Everywhere riesce a tenere incollati gli spettatori allo schermo. In un crescendo di eventi, recriminazioni, azioni moralmente discutibili e battaglie che vedono coinvolti, loro malgrado, anche i giovani figli delle protagoniste, la verità prende finalmente forma in una sequenza di “piccoli incendi” destinati a divampare con aggressività distruggendo, così, il castello di carte di Elena Richardson e Mia Warren.

Little Fires Everywhere è un prodotto rivoluzionario, perché mostra al mondo il lato più oscuro delle madri evidenziandone piccole e grandi fragilità. Ciò che contraddistingue entrambe le donne è lo spirito di sacrificio che impone di assumere un ruolo a volte troppo stereotipato e che, spesso e malvolentieri, sta loro dannatamente stretto.

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