“Il nostro posto” di Miriam Tocci

Miriam Tocci esordisce nel 2011 con un urban fantasy intitolato Il Destino dei Due Mondi – L’Angelo dalle ali nere. Nel 2012 il suo racconto: La sua voce in un respiro vince il concorso indetto dal blog “Club Urban Fantasy” nella categoria miglior trama e viene inserito nell’antologia: Stirpe Chimerica vol.1. Dal 2014 scrive per la collana rosa digital You Feel di Rizzoli tre sport romance di ambientazione rugby che compongono la cosiddetta “Serie ovale”. Con Amazon Publishing, la casa editrice di Amazon, il 20 giugno 2017 pubblica Sei la mia verità e il 3 settembre del 2019 è uscito Come il sole. Da pochi giorni è disponibile il suo nuovo romanzo Il nostro posto, un music romance che pone l’accento sull’importanza dei sogni.

Due anime affini, alla ricerca di se stesse.

Colti da un’attrazione improvvisa, complice un viaggio di lavoro in Irlanda, terra di connubio e di forte ispirazione sensoriale, in conflitto e ostacolati da circostanze avverse, Kian e Erin svelano al lettore le proprie cicatrici.

Ferma il tempo, o lui ti fermerà

per farti vivere un attimo che lento passerà.

Ferma il tempo adesso,

se sai qual è il tuo posto.

Ferma tutto quanto,

e amati a più non posso…

Il nostro posto viaggia sulle note della musica, quella di Kian Murphy, che nasce dal profondo del cuore. Ed è proprio lui a dischiudere la porta di questa storia romantica. Una storia che nasconde un messaggio di riscatto e speranza.

Kian Murphy

Lui, un personaggio onesto e sensibile, ma anche forte, determinato e seducente. Non uno stereotipo idealizzato, ma un uomo caratterizzato da una profondità sottile e potente al tempo stesso. Elementi che contribuiscono a renderlo reale. Perché sì, Kian è vero, e questo proietta il lettore nella sua dimensione in maniera naturale. Con la chitarra sembra farci l’amore, gli fa notare un amico, e noi quando le sue dita sfiorano le corde dello strumento, avvertiamo una vibrazione nel petto, come se fossimo lì con lui, ad ascoltare la sua melodia.

Lo rassicurava il pensiero di essere considerato una stella, un cantautore partito da zero che si era fatto spazio in tutta Europa e oltre. Lo faceva sorridere il poter vantare una fama da sex symbol per il suo aspetto da “attore”, come lo avevano definito. Ma, in egual misura, lo terrorizzava il timore di perdere l’ispirazione e di scomparire nel nulla, come una delle tante meteore

La musica e l’Irlanda

Le descrizioni sono intense e calibrate. La musica, o meglio, il suo significato, è il filo conduttore su cui si intrecciano i destini dei due protagonisti. Non un semplice sfondo, e nemmeno una cornice, ma un elemento imprescindibile. Così come i paesaggi. Dublino non è solo un pretesto contestuale, ma si fa culla del germoglio emozionale.

Grazia all’alternanza dei punti di vista, è possibile entrare nella mente dei due protagonisti, ma non solo. L’autrice ha sapientemente inserito la voce dei personaggi secondari per aiutare il lettore a prendere coscienza dei fatti.

Erin

E se Kian, con il suo bagaglio di sogni e aspettative e le sue fragilità, ha riportato a galla antichi aneddoti della mia vita, Erin mi ha provocato una frattura dentro. Caparbia e risoluta sul lavoro, tanto da meritarsi l’appellativo di “Miranda Priestly” quanto indecisa e vulnerabile nella vita privata.

Mentre la canzone sfumava, ripetendo all’infinito il proposito di non cambiare se stesse a qualsiasi costo, Erin si ritrovò a pensare che l’unico punto in comune con Miranda – oltre al buon gusto per le scarpe e l’aria altera – era una vita sentimentale pressoché disastrosa.

Due facce di una medaglia su cui grava il peso di un passato difficile da gestire e soprattutto, impossibile da lasciarsi alle spalle. Il personaggio di Erin è costruito sulle giuste alternanze, a volte la sua dualità risulta un po’ stridente, senza tuttavia comprometterne la coerenza. Durante la lettura ho avvertito in alcuni momenti una sorta di rifiuto nei suoi confronti, forse perché, esattamente come Kian, Erin non è una linea retta, è fatta di tanti piccoli pezzi e come un puzzle ha bisogno di ricomporsi.

Kian ha grandi aspirazioni: vuole per fare conoscere la sua musica al mondo, ma ha perso l’ispirazione. Erin, ama la musica ed è il direttore creativo di una nota agenzia pubblicitaria irlandese, ma deve capire chi è per far combaciare i due aspetti che la caratterizzano. È, il suo passato a tormentarla, a minare con ferocia le sue sicurezze, un varco tanto ampio da impedirle di abbandonarsi ai sentimenti, quelli autentici.

Un bacio intenso, bellissimo, in un vicolo a pochi passi da piazza di Spagna, sotto la luce tenue di un lampioncino dalle fattezze antiche. In un momento perfetto, i loro sguardi si erano incrociati, avevano smesso di ridere per chissà quale sciocchezza e lei si era persa in quel blu profondo, rimanendo senza fiato per l’espressione intensa, del tutto rapita, che l’uomo le stava riservando, mentre le sfiorava i contorni del viso con i polpastrelli. Come se volesse memorizzare ogni dettaglio di lei. 

Personalmente ho trovato interessante il parallelismo tra il legame di Erin e Kian e i genitori di Erin, una mappa che sembra voler tracciare un percorso. E ho apprezzato lo stile morbido e incalzante che contraddistingue da sempre l’autrice. Un romanzo che parla al cuore con la semplicità di una frase sussurrata la vento.

 

 

 

 

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