“Lolita” di Vladimir Nabokov

Lolita

Scritto da Vladimir Nabokov, Lolita è un romanzo che, per il suo contenuto, si è trovato a fare i conti con la censura ed è stato più volte rifiutato dalle case editrici statunitensi. Stampato per la prima volta nel 1955 in Francia, arriva in Italia nell’estate 1959, pubblicato da Mondadori nella collana Medusa. Dopo la sua uscita il romanzo va letteralmente a ruba, tanto che a settembre dello stesso anno è già alla settima ristampa.

La trama

La trama è complessa, ma spogliandola di tutto, sia del contorno sia delle vicende intrinseche, il romanzo non è che la storia dell’attrazione, della passione e dell’ossessione che il trentasettenne Humbert Humbert nutre per Lolita. Lui è un professore francese, che si trasferisce in America per via di una cospicua eredità, mentre lei è la figlia dodicenne della donna americana che accoglie l’uomo in casa come pensionante.

Il punto di vista di Lolita

Lolita è un’adolescente graziosa, ribelle, piena di vita ed è lei il motore, la forza e anche la vittima dell’intera storia. Una vittima silenziosa però, perché la sola voce che si “sente” è di Humbert. L’unico punto di vista, che viene offerto al lettore, è quello dell’uomo e ciò costringe il lettore a entrare in contatto con lui, soffermandosi ad “ascoltarlo”.

Humbert Humbert

Humbert è francese, ha grande fascino e considerazione di sé. Il lettore conosce la storia solo attraverso il suo racconto narrato in prima persona. È un personaggio ricco di sfumature, un attento osservatore e un uomo colto, ma al contempo anche complesso, per cui vestire i suoi panni è scomodo, molto scomodo.

L’uomo non ha mai dimenticato il suo primo amore adolescenziale, fatto di una passione difficile da comprendere vista la giovane età e la mancanza di esperienza che da essa deriva; un amore che sembra solo estivo, appena “assaggiato” ma che, a causa della morte prematura della ragazza, non può avere un seguito. Questo sentimento mancato condiziona tutta la vita di Humbert, che sviluppa così una vera e propria ossessione nei confronti delle “ninfette”, adolescenti o ragazzine che hanno da poco lasciato l’infanzia per affacciarsi al mondo dell’adolescenza.

Leggere Lolita oggi

Da quando Lolita “vide la luce” a oggi molte cose sono cambiate: la riforma della famiglia, il divorzio, l’aborto, l’abolizione della legge sul matrimonio riparatore, la televisione a colori… In una società iper sessualizzata come la nostra, ma in cui il sesso sembra ancora essere un tabù nonostante tutto, Lolita trova una mente aperta fra i lettori che, oggi, non hanno paura di affrontare questo viaggio, senza pregiudizio, incuriositi dalla fama che precede il romanzo.

Le reazioni che quest’opera provoca possono essere molteplici, fatte di grande entusiasmo ma anche di forte disgusto. Questo libro è un viaggio che dentro l’anima fa rumore, la cui scrittura è magistrale, bellissima, ma scivolare dentro Humbert è come scivolare su cocci di vetro, con cui ci si taglia e ferisce, insudiciandosi.

Humbert rappresenta un abito troppo stretto dentro il quale entrare, un abito lercio, che sa di squallore, ma che urla pietà, perché è proprio questa che chiede Humbert al lettore, dopo averlo messo alla prova. La voce narrante è un personaggio che insegna i limiti del senso della commiserazione e comprensione, costringendo a guardare e guardarsi dentro nel profondo.

Lolita può anche ferire, può essere uno di quei libri lasciati a metà e poi ripresi, perché calarsi nei panni della voce narrante significa trovare logica dentro una parafilia così odiosa da sconvolgere chiunque. Ma questo romanzo è una di quelle letture che va affrontata, senza paure, senza pregiudizi, consapevoli però che le pagine sono capaci di lasciare un segno indelebile.

“Ma nelle mie braccia fu sempre Lolita”

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