“Abbiamo toccato le stelle” di Riccardo Gazzaniga

Storie di campioni che hanno cambiato il mondo

“Siate curiosi e appassionati. E siatelo oggi, perché la vita può essere bellissima ma anche imprevedibile” (Alex Zanardi)

È con queste parole, stampate sulla fascetta gialla che lo avvolge, che si presenta il libro di Riccardo Gazzaniga, edito da Rizzoli nel 2018. Un’opera che parla di sport, ma non solo. Attraverso le vicende di donne e uomini che hanno lasciato un segno nelle loro discipline sportive si intrecciano fatti di cronaca, cultura, politica e molto altro. Ogni capitolo, introdotto da un’illustrazione di Piero Macola, è dedicato a un campione  e ha un messaggio specifico, una sorta di fil rouge da scovare tra le righe.

Pagine di contatto

L’autore, nelle primissime battute dell’introduzione, racconta come è nata l’idea del libro e soprattutto il motivo intrinseco che si nasconde dietro a questa specifica pubblicazione. Perché un motivo dietro alle parole c’è sempre, la vera ragione per cui prima vengono messe una di fila all’altra su un foglio bianco e poi lasciate libere di andare e raggiungere tutti coloro che vorranno entrare in contatto con esse.

Il successo di un’opera si può facilmente misurare con il numero di copie vendute. Ma non è l’unico fattore determinante. C’è anche, e soprattutto, l’eredità che la narrazione può lasciare al lettore: un cambiamento, un pensiero, una riflessione, un’emozione… Sono questi, per me, gli elementi che sanciscono il reale valore di un libro. E, in questo caso, rappresentano tutto ciò che è scaturito tra me e le venti storie che compongono Abbiamo toccato le stelle: un contatto vincente e uno scambio efficace. E allora sì che posso dire che questo libro è un successo. Ma certamente anche le 10.000 copie vendute in sei mesi in quattro edizioni hanno fatto la loro parte…

Oltre lo sport

Lo sport non è fatto solo di vittorie e di sconfitte. È importante anche come si vince e come si perde. Perché essere un campione non significa soltanto conquistare una medaglia, battere un record, dominare nella propria disciplina, ma conquistare un primato morale, saper difendere un ideale nobile, dare un esempio. E combattere contro avversari invisibili e subdoli come la discriminazione razziale, politica o sessuale, contro malattie o infortuni gravissimi, o semplicemente contro regole ingiuste e tradizioni fuori dal tempo.

I venti campioni raccontati nel libro di Gazzaniga non si sono solo distinti per le loro imprese sportive, ma sono stati capaci di lasciare un segno. Come Tommie Smith e John Carlos, diventati famosi per il loro pugno nero alzato allo Stadio Olimpico di Città del Messico nel 1968. Un episodio conosciuto dagli appassionati di atletica e non, ma tra le righe di questa pagina sportiva si nasconde lui, Peter Norman, che, sul secondo gradino, condivide con i due americani quel podio dei 200 metri.

Dopo aver raccontato la storia di Tommie e John nel primo capitolo, l’autore espone nell’ultimo quella del giovane australiano. Una storia nella storia quindi. Ed è lo stesso Gazzaniga a confessare di aver guardato per anni la foto di quel podio e di essere stato talmente tanto concentrato e rapito da ciò che stava avvenendo sul primo e terzo gradino da considerare quel ragazzo bianco con la tuta verde quasi una presenza casuale. Ma di casuale in quella foto non c’è nulla. E il lettore, se avrà la pazienza di aspettare fino alla fine, chiuderà quella parentesi aperta nelle prime pagine in un intreccio di ulteriori imprese sportive, storiche e umane.

Fra le altre vicende narrate ci sono quelle di Dorando Pietri, Gino Bartali e Alex Zanardi. Uscendo dai confini nazionali si parla anche del celebre Jesse Owens e dello sconosciuto ai più Shizo Kanakuri. Shizo chi? Ora che, forse, ho stuzzicato interesse non vale però prendere velocemente informazioni su questo atleta giapponese, si perderebbe il gusto di immergersi nel capitolo che lo riguarda e chiedersi che cos’ha fatto per essere inserito all’interno di quest’opera. In un mondo sempre di corsa in cui l’attesa e la lentezza diventano valori aggiunti ecco che ogni scusa può potenzialmente diventare buona per sedersi, respirare, rallentare e magari, perché no, anche leggere e percorrere così un lungo viaggio.

Essere sportivi

I protagonisti di questi venti racconti, con le loro scelte coraggiose e la loro straordinaria capacità di lottare, ci mostrano come lo sport può cambiare il mondo, quando si fa portavoce dei più alti valori umani.

Questo è proprio ciò che succede durante la lettura del libro, in cui si capisce molto bene tutto ciò che si nasconde dietro alla parola sportivi. Anche i più scettici, che considerano lo sport come puro e mero tempo libero, un’attività di cui fare a meno e non come un veicolo di crescita personale e sociale, potranno così ricredersi.

Purtroppo, al giorno d’oggi, talvolta guardiamo sportivi che con le loro gesta non dimostrano di essere davvero sportivi e allora noi tifosi o semplici spettatori ci arrabbiamo, perché pretendiamo che il singolo sia non solo un rappresentante della disciplina che pratica, ma anche e soprattutto un individuo che, attraverso le proprie azioni, possa essere un esempio per gli altri. Così come lo sono stati i venti campioni scelti da Gazzaniga.

Nell’assaporare le storie contenute in Abbiamo toccato le stelle ci addentriamo in mondi più o meno conosciuti attraverso esperienze i cui dettagli, di un’epoca passata, sono (purtroppo) spesso ancora attuali nella società moderna. Tanto è cambiato, ma tanto è ancora da cambiare. Ma la parola letta, scritta, parlata – abbinata allo sport, così come ai libri, al cinema, al teatro,… – rimane uno dei beni più preziosi che abbiamo per ambire a diventare persone migliori.

Portiamo la forza e il coraggio di questi sportivi dentro i piccoli gesti quotidiani delle nostre vite. Forse non vinceremo medaglie, ma saremo campioni anche noi.

 

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