“Un tè con biscotti a Tokyo” di Julie Caplin

Julie Caplin è una scrittrice bestsel­ler inglese. È stata finali­sta nel 2019 al famoso pre­mio Romantic Novelists Association. Un tè con biscot­ti a Tokyo è il suo primo romanzo tradotto in Italia da Newton Compton Editori.

La storia di Fiona Hanning

Il romanzo della Caplin colpisce subito, sia per la copertina, particolarmente evocativa, che per il titolo. Per gli appassionati delle atmosfere orientali, Tokyo è sicuramente affascinante e in questo romanzo è abilmente descritta attraverso gli occhi della protagonista Fiona. Blogger e aspirante fotografa, in lei ogni dettaglio risuona come monito di vita e nell’immergersi nella filosofia di una terra per cui la natura è fonte di ricchezza interiore, riscopre l’amore per se stessa. Un viaggio, il suo, all’insegna della consapevolezza.

Tokyo e una passione sepolta e la seducente Yumi.

Ed è proprio Fiona a raccontarci la sua storia, una storia che scorre a ritmo incalzante tra i luoghi iconici del Giappone, una cultura lontana ma ricca di introspezione e un sentimento passato che ritorna sotto una veste del tutto diversa, ma che rischia di rievocare vecchi traumi.

Fiona è caratterizzata da forti insicurezze e la presenza ingombrante di una madre ipocondriaca, segna con maggior rilievo la sua difficoltà ad accettarsi per ciò che è realmente. Si sente goffa, troppo alta e priva di quella grazia femminile che tanto ammira nelle donne che l’accolgono e soprattutto in Yumi, colei che si rivela essere la sua rivale in amore.

Gabriel Burnett

Gabe, ovvero Gabriel Burnett, il mentore che l’accompagnerà nel suo viaggio alla scoperta dei luoghi più caratteristici del Giappone, è un fotografo di successo, richiesto e acclamato dalla critica, ma è anche lo scheletro nell’armadio di Fiona.

Si sono, infatti, precedentemente conosciuti, ma in seguito al loro fatale “incontro”, avvenuto circa dieci anni prima, Fiona si ritrovò vittima di bullismo a causa di un bacio che non avrebbe mai dovuto dare. Lui all’epoca era il suo insegnante, lei una giovane studentessa alla mercé di un sentimento febbrile.

Dieci anni dopo, qualcosa è cambiato. Oppure no?

Gabe che, a distanza di anni pare non riconoscere la ragazza, si dimostra subito ostile e molto cinico, ha perso lo smalto e anche il piacere di vivere. È distaccato, scontante, ha dimenticato la bellezza e la fotografia, un tempo compagna, ha perso il suo significato. La fine della sua relazione con Yumi, la sua musa, avvenuta in maniera drastica, ha provocato in Gabe una frattura, un rifiuto che ora sfoga su tutto, anche su Fiona.

All’inizio fra i due scorre tensione, Gabe e Fiona sono distanti, appartengono a due mondi opposti. Lei, curiosa, vitale e appassionata si emoziona per le piccole cose, resta folgorata dai dettagli, dai rituali di quella terra lontana. Umile nel suo modo di apprendere le novità di un paese diverso, si nutre degli sguardi delle persone, si ferma ad ascoltare il silenzio, ad immagazzinare la profondità di un giardino ben curato. Mentre Gabe resta impassibile, prova quasi un senso di rifiuto di fronte alla passione di Fiona, finché, proprio grazie al suo entusiasmo, in lui qualcosa si illumina.

Una storia appassionante e un finale ritmato che spinge a divorare le pagine. Un romanzo gradevole e caratterizzato da un romanticismo che induce a riflettere sull’importanza dei piccoli gesti.

 

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