Caravaggio:  genio e sregolatezza

 

La vita di un genio: tra arte, avventura e mistero

Michelangelo Merisi da Caravaggio è l’artista che ha sconvolto la concezione della pittura agli inizi del 1600, colui che ha fatto del realismo un evento mistico, che ha acceso i colori e le forme dei corpi nell’incidenza della luce o li ha fatti emergere da una chiaroscurale tensione, ma è anche un uomo che ha avuto una vita davvero avventurosa e sregolata.

La sua breve esistenza (muore il 18 luglio del 1610  in circostanze poco chiare all’età di soli  trentanove anni) è stata costellata da importanti committenze, che ci hanno danno il privilegio, oggi, di ammirare i suoi capolavori, ma anche da disfatte clamorose,  scandali, omicidi e fughe repentine. Senza dimenticare poi gli agguati ai suoi danni, dovuti soprattutto al suo carattere ribelle e insofferente.

“Uomo di cervello molto inquieto, contenzioso e torbido” è così che lo definisce lo storico Francesco Susinno nelle sue “vite de’ pittori messinesi” del 1724 .

I lavori del “pictor praestantissimus” sono permeati da tensione morale e religiosa oltre che da una carica rivoluzionaria che esclude la ricerca del  “bello” per privilegiare un verismo non ideale, drammatico e plastico, ma profondamente innovativo per l’epoca; un andare oltre le convenzioni sia stilistiche che compositive per costruire una visione personale dirompente.

Innovazione, inventiva, disprezzo per le regole sociali e mirabile tecnica pittorica e compositiva, ma anche luminosità e oscurità sono elementi che alimenteranno sia i dipinti sia la sua stessa vita. L’influenza della sua opera avrà ripercussioni importanti, non solo nello sviluppo dell’arte italiana, ma in tutto il pensiero pittorico europeo.

Forse non tutti sanno che…

Il libro di Annalisa Stancanelli ripercorre l’intera esistenza dell’artista e ci racconta le fauste e infauste vicende che lo vedono protagonista. L’autrice, con competenza e puntualità storica, cerca di far luce sui numerosi punti oscuri nella vita del pittore lombardo. Ci fa entrare nello spirito del suo tempo e approfondisce gli avvenimenti che hanno determinato le sorti di questo grande artista.

Scopriamo così che Michelangelo Merisi non è nato a Caravaggio, da dove peraltro proveniva la stirpe dei suoi genitori, ma a Milano.

Il ritrovamento del documento del suo battesimo, avvenuto in Santo Stefano in Brolo, in pieno centro di Milano il 30 settembre 1571, testimonia chiaramente il trasferimento nella città meneghina da parte della famiglia, prima delle nascita di Michelangelo, primogenito di quattro fratelli.

La terribile epidemia di peste del 1576, il ritorno del nucleo famigliare al borgo di Caravaggio, la morte del padre e del nonno segneranno profondamente l’infanzia del pittore, come anche la protezione da parte dei Marchesi Colonna da Caravaggio e in particolare di donna Costanza Sforza Colonna. Sarà presumibilmente al suo seguito che il giovane Merisi si trasferirà a Roma, dopo un periodo a Milano, a “bottega” presso il “Maestro di pittura” Simone Peterzano. Roma sarà il fulcro della vita dissoluta del pittore. Tra le miserie e le risse dei quartieri malfamati e i fasti delle corti pontificie, dove i suoi quadri verranno apprezzati e contesi dalla nobiltà e dal ricco clero.

Una trama quasi romanzesca

La Stancanelli riesce a esporre la realtà storica di protagonisti e comprimari, le tappe di una vita avventurosa, gli incontri e gli scontri, dipanando gli eventi come in un avvincente romanzo. E, in effetti, l’esistenza di un così complesso personaggio, molto si avvicina a un rocambolesco racconto.

L’artista da Roma dovrà scappare braccato dal bando capitale emesso per un omicidio commesso forse per una questione di soldi, o di donne. Si rifugerà prima a Napoli, poi a Malta tra i Cavalieri di San Giovanni, ordine di cui entrerà a far parte, e da cui fuggirà ancora, evadendo dalle carceri, a causa di un complotto e ferimento tra cavalieri. Siracusa, Messina, forse Palermo e poi ancora a Napoli. Sempre comunque accolto e riconosciuto per il suo talento pittorico.

Molte sono le splendide opere che ci sono rimaste nel suo vagabondare per il Mediterraneo, ma molte alte sono andate disperse, perdute o distrutte. Di alcune di esse l’autrice riporta testimonianze e descrizioni di chi in passato ha potuto ammirarle, di altre restano solo vaghe notizie.

La sua morte prematura per le precarie condizioni di salute pregresse, per le ansie e per il gran caldo del periodo, avvenuta a Porto Ercole nel luglio 1610, proprio quando stava per ricevere il perdono da parte del Pontefice e ritornare a Roma, ha messo fine a una esistenza travagliata e geniale, sempre in bilico tra glorie e rovinose cadute.

L’interessante e pregevole ricostruzione storica di Annalisa Stancanelli, avvalendosi anche di una notevole documentazione sia coeva che contemporanea, ci restituisce una visione di insieme accurata ed esaustiva degli ambienti sociali, delle visioni filosofiche e religiose del tempo e della tormentata esistenza di Michelangelo Merisi da Caravaggio.

“Dio, nel suo pensiero, non è nel cielo tra i beati, ma in terra tra i poveri e dolenti” (G.C. Argan)

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