L’importanza delle fonti: come dare quadridimensionalità alla scrittura

Quante volte ti è capitato di pensare: “mi piacerebbe poter raccontare di quell’accaduto, o vorrei dare voce a quella persona che non è stata ascoltata, o affrontare una tematica forte, ma non so da che parte cominciare!”

Con questo tips farò chiarezza su quali fonti hai a disposizione, e ti spiegherò come volgere a vantaggio della trama i mezzi di informazione che vengono adoperati quotidianamente.

Sicuro di non essere solo pigro?

Riuscire a narrare di luoghi in cui non sei mai stato, di persone che non hai mai conosciuto, di professioni che non hai mai svolto, non è un’impresa facile, perché potresti non avere la possibilità di viaggiare, oppure di conoscere qualcuno che abbia svolto quel particolare incarico. Insomma, avere una fonte di prima mano talvolta è quasi impossibile.

In un precedente articolo ho scritto:

“Il lavoro dello scrittore, in fondo, riguarda la ricerca e l’elaborazione. Se nei miei trentacinque anni non ho scalato l’Everest o non ho toccato il suolo lunare, posso comunque raccontare la storia di un alpinista o di un astronauta, l’importante è approfondire la conoscenza, imparare come un alpinista scala l’Everest, o come un astronauta arriva sulla Luna.”

È vero, raccontare di qualcosa di cui abbiamo avuto un’esperienza diretta ci permette di essere precisi, di trasmettere le giuste emozioni, di essere più comprensibili e in generale di evitare errori dovuti alla poca praticità del tema che stiamo trattando. Tuttavia nel ventunesimo secolo, non affrontare certi argomenti solo perché non ne abbiamo conoscenza, è solo questione di pigrizia mentale.

La macchina del tempo

Lascia che ti parli di quando, scrivendo il mio primo romanzo, ho capito di dover viaggiare indietro nel tempo.

Tangentopoli è un preciso momento storico e sociale, che ha caratterizzato la seconda repubblica italiana, dal 1990 al 1993 anno in cui, per convenzione, si considera chiuso il processo mediatico che ha visto sfilare in televisione nomi illustri del mondo politico e imprenditoriale italiano.

Durante l’inchiesta giudiziaria di Mani Pulite sono molti i protagonisti entrati e usciti dalle aule del Palazzo di Giustizia di Milano, e molti di più sono stati gli appalti che hanno dato origine a forme di corruzione e concussione. Tangentopoli è dunque un periodo complesso, fatto di molteplici conflitti, e che ha coinvolto anche soggetti fuori dai confini del nostro paese.

Non è stato semplice selezionare i giusti elementi drammatici, per trasmettere il messaggio che volevo dare, soprattutto perché nel 1990 mi accingevo a cominciare la prima elementare, e per la mia generazione Uan, Manuela Blanchard e Paolo Bonolis erano figure eroiche quanto Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo.

Come fare a narrare quando la propria memoria storica non è sufficientemente matura?

Articoli – Video – Lessico

Ciò che per me è stato di grande aiuto, qualcosa di cui non avrei potuto fare a meno, sono le fonti. Per praticità le raggruppo in 3 categorie.

  • Articoli: una grossa parte del lavoro si è svolta in biblioteca, su grossi tomi rilegati che raccolgono tutte le copie del Corriere della Sera nel decennio ’90 – ’99. Gli articoli di giornale mi hanno permesso di ricostruire i fatti, di intrecciare le date, di “ascoltare” la voce dei protagonisti a più di vent’anni di distanza. Inoltre ho avuto la tranquillità di lavorare con notizie verificate, evitando di incappare nella sgradevole prassi delle fake news. Gli articoli sono una preziosa miniera di informazioni, tuttavia sta all’autore appurarne l’autenticità. Il contesto storico ricostruito grazie ai quotidiani, tuttavia, non si è limitato solo alla cronaca. È grazie alle pagine pubblicitarie, alla programmazione del palinsesto televisivo, alle locandine dei film, ai necrologi perfino, che mi è stato possibile ricreare una memoria appartenuta alla mia infanzia, e a tutta una generazione che ha vissuto sulla propria pelle gli anni ’90.
  • Video: lo sappiamo, su YouTube possiamo trovare di tutto, anche estratti dei telegiornali, o di interviste, che risalgono a decenni fa. Grazie a questo canale ho capito come i fatti di cui stavo raccontando erano vissuti nelle case degli italiani. Ho potuto “udire” la voce di quei soggetti che nel mio testo sono diventati punti fermi della narrazione, se non addirittura veri e propri personaggi. Ho sentito i suoni, le musiche, le cadenze, il gergo, i dialetti, tutti particolari che sono stati utili a caratterizzare i dialoghi, ma anche le ambientazioni. I video, dunque, hanno donato quadridimensionalità alla mia scrittura.
  • Lessico: quando un romanzo è contestualizzato in un periodo storico/sociale ben preciso (anche se contemporaneo) è molto importante reperire le informazioni utili a ricostruire il modo di parlare che ha caratterizzato, o sta caratterizzando, quella generazione. Nel tips sui dialoghi abbiamo visto l’importanza del background: “Molto di frequente la difficoltà nel costruire un buon dialogo non è dovuta a una incapacità lessicale, o a una povertà di linguaggio, ma per una superficiale, se non addirittura assente, costruzione del personaggio. Se non conosciamo a fondo il background del nostro protagonista, il suo grado di istruzione, che professione svolge, o addirittura se crede o meno in Dio, sarà difficile mettergli in bocca parole che lo facciano sembrare una persona reale, e non una chatbot o una segreteria telefonica.”

Questo lavoro è stato indispensabile per strutturare la trama, definire i dialoghi e creare l’identikit perfetto dei miei personaggi.

E se lo fanno gli altri…

Nel corso del tempo sono molti gli autori che, grazie a un uso consapevole delle fonti, hanno ricostruito soggetti e momenti storici precisi. Eccone alcuni esempi:

  • Il nome della rosa, Umberto Eco: ambientato nel 1327, la vicenda si svolge nel monastero benedettino di Santa Scolastica, ispirato sia alla Sacra di San Michele, abbazia benedettina simbolo del Piemonte, sia all’abbazia di San Colombano di Bobbio. Dal manoscritto traspare come Eco fosse un conoscitore del pensiero geografico e cartografico del Medioevo europeo, periodo storico che caratterizza la vicenda. Il nome della rosa, però, è anche frutto dell’influenza di altri romanzi, di cui Eco ha fatto tesoro per lo sviluppo della trama e di alcuni personaggi. Da L’ordalia di Italo Alighiero Chiusano, a cui deve l’uso di un’ambientazione medioevale, e la scelta di alcuni personaggi. A Il mastino di Baskerville di Ser. Arthur Conan Doyle, che ha ispirato il personaggio di Guglielmo, e l’atmosfera gialla. Prendendo in prestito la ripartizione del testo in base alle ore del giorno, dall’Ulisse di James Joyce.
  • L’uomo della provvidenza, Antonio Scurati: monografia storica, arricchita con articoli, dichiarazioni e fotografie, si focalizza sulla figura di Mussolini, delineando la sua storia con dettagli e riferimenti precisi e minuziosi. Per realizzare il romanzo le fonti storiche sono state una parte fondamentale, infatti nella narrazione non sono presenti elementi di finzione.
  • Romulus: serie televisiva, dalla quale è tratto il ciclo di romanzi di Luca Azzolini (di cui abbiamo già parlato in questo articolo), di recente è stato oggetto di un’intervista apparsa sul numero del 29 novembre de La Lettura, l’inserto del Corriere della Sera. È proprio Matteo Rovere a spiegare l’importanza delle fonti in questa serie: “ci riallacciamo alla tesi archeologica per cui Romolo, come fondatore e come nome, nasce dopo la nascita di Roma. Nella serie ci siamo divertiti a ricostruire con archeologi, storici, latinisti un contesto realistico basato sulle fonti. Abbiamo quindi innestato nella nostra trama elementi del mito, come se quella che mostriamo fosse la storia vera sulle cui basi è stato poi costruito il mito: con i gemelli Romolo e Remo che forse erano tali, forse altro; con la lupa che era nutrice o forse altro; con Rea Silvia, Amulius, Numitor. Alla fine dei 10 episodi lo spettatore potrà mettere insieme i pezzi e capire come il nostro racconto si leghi alla leggenda che conosciamo, alla sua natura di racconto primario”.
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Le fonti, pertanto, sono indispensabili nel momento in cui stiamo narrando una storia vera, ma anche quando l’idea è frutto esclusivo della nostra fantasia.

Quali sono, dunque, i mezzi che possiamo utilizzare per trovare tutte le informazioni necessarie alla stesura del nostro romanzo?

  • Giornale: come ho già spiegato precedentemente, i giornali sono un ottimo strumento per ricostruire il tessuto sociale, politico ed economico, in cui è calata la nostra vicenda, ma non solo. Un giornale può fornire anche tutti quei dettagli necessari allo sviluppo di nuove idee narrative. Come diceva una vecchia canzone dei Nomadi: “Se è vero che adesso possiamo parlare, di libera scelta del bene e del male, di tecnologia votata a cambiare, ti chiedi a che prezzo e chi deve pagare. Le grandi manovre di pochi potenti, decidono la vita di uomini stanchi, di generazioni costrette a sparare per credo o per noia ma spesso per fame. E se vuoi scrivere una canzone apri il giornale c’è l’ispirazione.”
  • YouTube: avere la possibilità di poter udire, e vedere, persone che sono divenuti fondamentali nel mio libro, è stata una cosa importante per riuscire a caratterizzare al meglio ogni soggetto. Trarre ispirazione da un filmato ti può permettere di rendere alla tua scrittura emozioni che fanno parte dell’esperienza sensoriale di ogni essere umano, ma che spesso tendiamo a dimenticare quando trasportiamo su carta i nostri personaggi. Colori, movimenti, suoni, immagini, sono indispensabili alla descrizione e all’azione che vogliamo sceneggiare.
  • Saggi e Romanzi: come per Umberto Eco, i romanzi degli autori contemporanei, o che ci hanno preceduto, possono essere utili anche alla nostra trama. Ovviamente lo stesso discorso vale anche per i libri di saggistica, che costituiscono la pietra miliare dell’informazione quando si vogliono affrontare determinate tematiche. Starà poi a noi, con la nostra creatività, il nostro modo personale di vedere le cose, la nostra prosa, rielaborare queste fonti a vantaggio della storia.
  • Google Allert: si tratta di un servizio gratuito di Google, che ti permette di attivare delle notifiche, scadenziate nel tempo, su parole di ricerca specifiche, ad esempio, su aspetti che interessano la narrazione. Ti basta accedere a questo link e creare l’avviso. Google ti invierà una e-mail, con la frequenza da te stabilita, riepilogando tutte le notizie a sua disposizione che parlano dell’argomento da te indicato.
  • Google Earth: stai scrivendo un romanzo ambientato a New York, ma non ci sei mai stato? Ovviamente il mio primo consiglio è di andarci al più presto possibile, ma se il tempo o le finanze non te lo concedono, allora puoi sempre utilizzare Google Earth. Grazie al mondo virtuale di Google, soprattutto grazie alla sua opzione di street view, potrai passeggiare tra le strade di New York stando seduto alla tua scrivania. Sicuramente non proverai le sensazioni derivanti dai suoni, dagli odori, dal contatto con la gente, ma potrai farti un’idea dei negozi, dei colori, dei luoghi, che caratterizzano questa città.
  • Social Network: grazie ai social non solo hai la possibilità di trovare pagine in cui si sviluppano dibattiti circa le tematiche che vuoi affrontare nel tuo manoscritto, ma hai anche la possibilità di interagire con persone che, a loro volta, possono essere fonte diretta di informazioni. La capacità sta nel seguire i topic più interessanti, gli influencer, i gruppi Facebook, partecipare alle dirette, insomma sfruttare la rete per scovare le giuste fonti.
Concludendo

Sicuramente, oltre quelle da me elencate, ci sono altre fonti di informazione (non abbiamo parlato di film, o serie televisive ad esempio), e sicuramente nel corso degli anni saranno sempre di più gli strumenti, in particolare quelli digitali, con cui un autore potrà recuperare tutti i dettagli che gli servono.

Il tuo compito, in qualità di autore, sarà quello di rimanere sensibile ai cambiamenti, e non darti per vinto nel cercare quei dettagli che possono rendere unica la tua scrittura.

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