C‘era una volta una strana mail

Immaginate di aprire come ogni giorno la vostra casella di posta elettronica e trovare tra le tante mail quella che magari aspettavate da tempo… Peccato che, come dice il detto, “non è tutto oro quello che luccica” e bisogna quindi prestare (molta) attenzione a ciò che riceviamo. Purtroppo è sempre più evidente che il cosiddetto phishing, ovvero la truffa online, stia prendendo una piega davvero orribile e avanzi anche nel mondo editoriale a macchia d’olio. Da due anni a questa parte la truffa coinvolge piccole e grandi case editrici e non è semplice stabilire chi ci sia dietro a tutto questo; è un mistero, come se ci si basasse su una leggenda metropolitana, che mette però radici su solide basi.

I “geni” della truffa

Ancora più sconcertante è forse sapere che i truffatori si permettono di inviare mail fasulle spacciandosi per veri editori o agenzie letterarie, facendo credere a chi è dall’altra parte del computer che sia tutto vero. È la pratica della persuasione, sembra quasi che questi soggetti siano dei mentalisti della frode che, a differenza di coloro che esercitano davvero questa professione cercando solo di stupire e intrattenere, sfruttano il desiderio degli autori di voler pubblicare le loro opere.

La truffa coinvolge varie parti del mondo, compresa Gran Bretagna, Turchia e anche la nostra Italia. E, proprio nel Regno Unito, la rivista Bookseller, nata nel 1858 quando ancora il termine phisher era lontanissimo dall’essere utilizzato, è stata la prima testata a raccontare il fenomeno dei manoscritti rubati.

Grandi e piccoli autori nel mirino dei truffatori

La casa editrice che conosciamo tutti per la sua popolarità, ovvero la E/O, con cui la misteriosa Elena Ferrante pubblicò il suo bestseller L’amica geniale è stata attaccata da questo “male della rete”. Per fortuna non è stato divulgato materiale in anteprima circa il nuovo romanzo dell’autrice in quanto Eva Ferri, che si occupa della gestione della casa editrice, è stata attenta e furba. Non basta però l’occhio esperto quando si tratta di frode letteraria e furto di dati sensibili. E non sono solo autori importanti a essere nel mirino dei truffatori, questi episodi riguardano anche gli esordienti. Il cosiddetto phisher è sempre in allerta e diventa difficile smascherarlo.

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Il fenomeno raccontato dalla Penguin Random House

La Penguin Random House è una casa editrice con sede americana che è stata presa di mira dalla cosiddetta “truffa dei manoscritti rubati”. L’azienda risale a tantissimi anni fa e molti autori celebri, tra cui Edgar Allan Poe e Charles Dickens, furono pubblicati da questa casa editrice. Si occupa sia di testi classici (Ulisse di James Joyce ad esempio) sia di opere contemporanee. Di recente i proprietari hanno dichiarato di essersi dovuti difendere dagli attacchi del phishing.

L’episodio “nostrano” di Donato Carrisi

Considerato lo Stephen King italiano, autore prolifico e indiscutibilmente famoso a punto da essere letto e apprezzato da Ken Follett, Donato Carrisi lo scorso 23 novembre ha dichiarato, in un’intervista radiofonica a radio deejay in cui erano presenti Linus e Nicola Savino, di essere stato vittima della truffa editoriale. L’obiettivo era la sua ultima fatica letteraria Io sono l’abisso, edito dalla conosciutissima casa editrice Longanesi. Fortunatamente l’autore non ha inviato il materiale richiesto da questa mail fasulla, in quanto aveva già dato il suo romanzo al suo editore poco prima.

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È possibile arrestare la corsa?

La truffa degli ultimi anni è davvero impossibile da arrestare oppure è solo un “rito di passaggio”? Molti autori, specialmente gli esordienti e i giovanissimi che si affacciano per la prima volta al mondo editoriale, potrebbero farsi accecare da ciò che sembra oro ma non è. È un po’ come quando vengono pubblicati i propri racconti o interi romanzi su piattaforme online o siti di scrittura e nonostante ci sia la licenza poi si scopre che il proprio lavoro è stato ripubblicato sotto altro nome, cambiando solo alcuni piccoli dettagli alla storia. Purtroppo è una verità indiscussa e questo fenomeno esiste (e si propaga) perché i truffatori sono sempre in azione.

Autori, case editrici e mondo dell’editoria, fate attenzione! E diffondete le notizie in merito a eventuali truffe online, sapere o almeno tentare di sapere con chi si ha a che fare è il primo passo per cercare di sconfiggere questo “male della rete” e preservare l’autenticità e la legittimità delle parole.

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