“Ho sempre avuto la profonda, radicata convinzione di non essere una persona come tutte le altre, e che ci sia una fantastica, eccitante nuova vita che mi attende dietro l’angolo.”

Madeleine Sophie Townley è nata il 12 dicembre del 1969 a Londra e si è laureata in politica, economia e filosofia all’Oxford University. Di professione è giornalista finanziaria con una forte passione per la scrittura. Con lo pseudonimo di Sophie Kinsella ha pubblicato nel 2000 I love shopping, un successo internazionale. La sorella Gemma Townley è anch’essa una scrittrice.

Donna, mamma e moglie

Sophie Kinsella vive a Londra con il marito Henry Wickham e i cinque figli: Freddy, Hugo, Oscar, Rex e Sybella. In un’intervista alla rivista “Donna Moderna” ha asserito che proprio i figli siano i critici più severi dei suoi romanzi.

Il trucco per far andare avanti le cose, spiega, è come in Sorprendimi! ovvero trovare sempre qualcosa di nuovo. Una donna ironica, positiva e di successo a cui hanno dedicato, nel 2014, la copertina della rivista “Grazia”.

“Diciamo che con una grande famiglia moderna io e mio marito non ci annoiamo. C’è rispetto e voglia di stare insieme”.

Sul suo profilo Instagram @sophiekinsellawriter – con quasi ottantamila follower – condivide le frasi più belle tratte dai suoi romanzi. Nella biografia possiamo leggere “per lo più scrivo e bevo caffè”.

I love shopping: vent’anni dopo

Il 2019 è stato l’anno della collaborazione con Sephora per il profumo Flower by Kenzo, una fragranza molto femminile lanciata nel 2000 proprio quando l’autrice ha pubblicato il bestseller per Mondadori. Il romanzo I love shopping a Natale, l’ultimo della saga, era dato in omaggio per ogni acquisto del profumo e la Kinsella, sul profilo social, ha condiviso lo spot pubblicitario dell’influencer bergamasca Paola Turani.

Nell’iconico I love shopping ogni capitolo inizia con una lettera minacciosa dalla banca indirizzata alla protagonista Becky Bloomwood, una giornalista economica che paradossalmente non riesce a tenere a freno le proprie finanze. E, a proposito di Becky, l’autrice rivela: “Mi manca tantissimo. Penso che prima o poi tornerò a raccontare di lei.”

La Kinsella ha più volte asserito di essere un’appassionata di shopping: durante un’intervista al “Corriere della Sera” ha affermato:

La rivoluzione online è un fattore cruciale nell’evoluzione dello shopping. Il mondo gira più velocemente e siamo alla ricerca di una gratificazione istantanea. Prima visitavi i negozi – anche tanti, a lungo – fino a trovare la taglia, il modello o il colore giusto mentre adesso ti connetti, fai il log-in su un sito e, a Londra, nel giro di un’ora alcuni brand ti spediscono a casa il capo scelto.”

Le protagoniste dei suoi chick-lit

Le protagoniste sono donne con delle fragilità nelle quali ognuno di noi potrebbe identificarsi. L’intento è quello di raccontare delle storie normali con uno stile coinvolgente, senza dimenticare tematiche più profonde che sta al lettore cogliere e interpretare.

A livello sociologico credo descrivano bene la figura della donna comune. Tutte noi possiamo essere Emma, Becky oppure Katie, la protagonista di La mia vita non proprio perfetta, il cui titolo rende già molto bene l’idea. I chick-lit spesso vengono definiti dei libri superficiali, in realtà hanno la capacità di alleggerire le preoccupazioni della vita di tutti i giorni e, elemento non trascurabile, anche di strappare un sorriso. Le protagoniste dei romanzi di Sophie Kinsella sono normali, proprio in un mondo, in un’epoca e in un tempo in cui c’è niente di più prezioso della normalità.

L’ironia è il mio filtro del mondo, sono quella classica persona che potrebbe fare una battuta anche davanti al plotone di esecuzione. Aggiungo che il senso dell’umorismo è catartico, essenziale alla natura umana e ci aiuta a elaborare lo stress, non solo quotidiano ma anche quello legato alla condizione umana.”

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