Sei spacciato soltanto quando smetti di provare meraviglia. Fino ad allora, ama tutto.

 Trama

Giorgia, fundraiser per una ONG, vive tra la Cambogia, il Vietnam e il Canada. È una donna forte, coraggiosa, tenace e conosce il dolore, proprio e altrui. Quando ritorna in Italia, sulle sponde del Lario dove sorge “Villa Carla” – la casa di famiglia messa in vendita – il passato bussa alla porta del suo cuore: forse non è ancora pronta ad affrontare ciò che la attende da sempre. I ricordi pulsano tra barattoli del ’76 e bicchieri Nutella Ferrero dell’87 con una voce che le sussurra all’orecchio vecchie formule chimiche della “geologia sentimentale”: è suo padre, Peter Radìc, morto 20 anni prima.

Dal momento in cui Giorgia comincia a vagare tra le stanze di quella che, ormai, non sente più come casa propria, è costretta a fare i conti con ciò che è stata partendo proprio dai sassi che tiene nascosti in alcuni barattoli, ciascuno con una data o un nome incisi sopra. Il rapporto conflittuale con la madre, una donna austera e sicura di sé; Giulia, la sorella che ha ottenuto ciò che desiderava ma che, adesso, sembra non bastarle più; Nic, il nipote sempre più somigliante a nonno Peter; i vecchi amici, le strade, le case e poi Alex, l’unico vero grande amore della sua vita che abita ancora al di là del giardino di “Villa Carla”.

Tanti, troppi fantasmi si risvegliano nella mente della protagonista e verità scomode le danno lo slancio per lasciar andare il passato, perdonare, perdonarsi e riuscire, finalmente, a vivere senza più pesi sull’anima.

Riflessioni

Federica Brunini non si smentisce mai. Dopo Due sirene in un bicchiere (Feltrinelli, 2018), con La circonferenza dell’alba ha superato se stessa, consegnando agli affezionati lettori un romanzo in cui è impossibile non immedesimarsi. La sua scrittura calzante, ritmata ma calda e avvolgente, fornisce una descrizione dei luoghi e personaggi ricca di dettagli. Ed è così che presenta la protagonista, Giorgia, con un passato tormentato da cui fugge e che “non è un posto dove tornare ma da cui imparare”.

Attraverso l’alba, unico momento in cui luce e oscurità si incontrano e si sfiorano, la Brunini approfondisce il tema della rinascita e di come ciascuno di noi abbia infinite possibilità per migliorare ogni giorno. La luce bacia timidamente le sponde del Lario, indicando la nuova strada che Giorgia dovrà intraprendere per riscoprirsi.

L’alba nella vita

Anche il lago fa da sfondo alle vicende che si intersecano pagina dopo pagina ma, a differenza dell’alba, non suggerisce la rinascita bensì, nei ricordi della protagonista, rimanda a una fine ancora troppo misteriosa.

Giorgia è una donna divisa tra il passato e il futuro che, inevitabilmente, si mischiano generando un miscuglio di emozioni difficili da affrontare. È costretta a fare i conti con se stessa per capire, definitivamente, quale parte di sé far albeggiare: rimanere intrappolata in ciò che è stato o aprirsi al futuro?

Un romanzo che abbraccia vari temi, dal rapporto con la famiglia d’origine, all’amore, toccando soprattutto la fuga che, a volte, può avere un valore salvifico o risvegliare da un lungo torpore, dando la forza di affrontare le paure più nascoste.

Federica Brunini racconta una storia straordinaria, fatta di rimpianti, di bugie, di appuntamenti mancati e decisioni fatali, senza mai giudicare e descrivendo tutto con delicatezza e armoniosità.

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