Dal  17 al 21 novembre, il Bookcity Milano dovrebbe finalmente tornare in presenza. Il condizionale è d’obbligo, viste le subdole insidie che questa pandemia ci sta ancora riservando.

Dovrebbe essere proprio questa la prima grande manifestazione dedicata al libro, alla lettura e all’editoria a dare la possibilità al suo pubblico – sia pur con le dovute precauzioni – di tornare a sfogliare i libri, a sentire il magico odore della carta stampata e a dialogare con autori e specialisti del settore, durante incontri e gli eventi programmati.

Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dall’Associazione Bookcity Milano (Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri e Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori) con la collaborazione de ”ilLibraio” come media partner, la manifestazione si è rivelata, – nelle edizioni precedenti e nell’ambito delle nuove idee in forma di libro – un importante punto di riferimento non solo nazionale.

La parola chiave di questo allestimento sarà il #dopo.

Una tematica che vuole focalizzare il dibattito sulle aspettative, i timori e le realtà di un mondo certamente diverso, che si riveleranno una volta passata la crisi pandemica che ha sconvolto e sta ancora scombinando i modi di pensare e di vivere dell’intera umanità.

Cosa succederà dopo? E ancora… Le esperienze vissute in questo contesto storico come si ripercuoteranno nelle nostre vite e nella capacità di valutazione e costruzione del futuro?

Una riflessione, questa, dovuta e indispensabile che trova nei libri e nelle parole palesate, immaginate e trasmesse il vettore ideale per lasciare tracce e costruire strade.

Un’edizione “ibrida”

Il difficile isolamento, a cui ci ha costretti la diffusione del Covid-19, ha bloccato per molto tempo la possibilità di intrattenere stretti rapporti sociali, incrementando la partecipazione tramite web sia negli ambiti lavorativi sia in quelli personali. E l’esperienza digitale dello scorso anno ha dato lo spunto, in questo 2021, per la creazione di diversi modi di vivere la manifestazione.

Non solo quindi nella sede principale del Castello Sforzesco e nelle numerose location del centro e dell’hinterland, ma anche tramite una serie di eventi aperti a singole, interessanti iniziative, al coinvolgimento dei quartieri più disagiati della città, alle scuole e alle università; a progetti online che, sotto l’egida del Bookcity, avranno riscontri nazionali e internazionali.

Un maggior coinvolgimento, insomma, che apre anche alle diverse discipline artistiche – musica, pittura, performance – per far giungere un messaggio di completezza e reale complementarietà di quelle che sono le espressioni creative dell’animo umano.

Eventi programmati 

Tra gli eventi già in programma quattro “lectio magistralis”, spunti di riflessione su alcuni temi cruciali riguardanti la nostra società. Personaggi come Cass Sunstein (professore alla Harvard School), Alec Ross (consigliere dell’amministrazione Obama), Ece Tumelkuran (giornalista e attivista politica turca) e Benjamin Labatut (saggista e scrittore cileno) prenderanno in esame i molti e poliedrici aspetti di un mondo globalizzato, che ancora presenta criticità e insidie. Si parlerà anche del rapporto tra il digitale e la nostra reale quotidianità e delle opportunità e dei rischi che il futuro di questa umanità così fragile e complessa può riservare.

Per la giornata mondiale della poesia, inoltre, il BCM21 vuole rendere omaggio alla delicata e profonda poetica di Emily Dickinson e al poeta del dialetto milanese Franco Loi, di cui sono già in linea i filmati.

E questi sono solo alcuni dei numerosi interventi e accadimenti che popoleranno le giornate dedicate – in Bookcity Milano – alla forza e alla capacità di cambiamento insite nelle parole.

L’appuntamento è, dunque, nella Milano autunnale, quando ci confronteremo nuovamente con le idee e le opinioni che i libri possono veicolare.

Per maggiori informazioni consulta il sito, clicca qui!

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