Martedì 18 maggio si è tenuto il secondo incontro del Salotto dell’Accademia relativo alla lettura del romanzo La primavera perfetta di Enrico Brizzi. La seconda parte del romanzo, dal titolo “Dove finiscono le canzoni d’amore”, ha suscitato maggior interesse in chi, all’inizio, non aveva molto simpatizzato con il genere e la penna dell’autore, mentre per gli altri salottieri è stata una piacevole conferma.

La bicicletta: un inno alla resilienza

I fratelli Fanti, Luca e Olli, appaiono sempre più due facce della stessa medaglia: il primo è un campione nella negoziazione, il secondo è un titano del ciclismo. Luca è in cerca di un riscatto lavorativo ed esistenziale, Olli, invece, deve recuperare la miglior condizione fisica per concludere gloriosamente una carriera sontuosa.

Fatta di partenze e arrivi, incontri e congedi, la bicicletta è la perfetta metafora della vita: in entrambe c’è la ciclicità della salita e della discesa così come la crisi e la soluzione ai problemi. Senza piangersi addosso, accettando e cambiando il corso degli eventi con fiducia e resilienza, si può uscire fuori da ogni tipo di situazione sempre più rafforzati, come ne Il mito di Sisifo di Albert Camus.

Dove finiscono le canzoni d’amore

Si è convenuto con tutti i salottieri che questa è la parte di massima tensione per il protagonista. Non solo Luca è stato capace di atti riprovevoli ma, in qualche maniera, traspare l’idea che si possa trovare anche una giustificazione a tali azioni. Ma davvero Luca non poteva fare niente di meglio?

Probabilmente, quando le cose vanno bene è più facile comportarsi da virtuosi. Ma Luca Fanti è in guerra con se stesso e col mondo intero, ha un bisogno disperato di salvare il salvabile e sembra disposto a tutto nel giocare la sua ultimissima carta, quell’asso nascosto nella manica su cui i salottieri all’unanimità avevano scommesso fin dall’inizio.

Il rapporto con i figli

Luca talvolta se le va a cercare, ma cerca anche di essere un buon padre. Nonostante le difficoltà prova a dare il meglio ai suoi figli, che soffrono non tanto per la separazione dei genitori in sé, quanto nel vederli costantemente in conflitto. Lui ne è consapevole e cerca infatti di colmare il vuoto che si è creato per non perderli.

“Positivo, Fanti! È ancora giovane, lei, e ha due splendidi figlioli! Ci pensa a quali doni le riserverà la vita da qui in avanti?”

In conclusione

La luce sta filtrando dalla fessura e le cose iniziano a migliorare. In questa nuova fase della vicenda trovano spazio anche nuovi personaggi.

“Ti aggrappi alla prima venuta solo perché ti sembra una via d’uscita dai tuoi guai. Succede a tutti, tranquillo. Si chiama crisi di mezza età.”

La storia ora è a un bivio e Luca dovrà affrontare non solo nuove sfide ma provare a fidarsi nuovamente degli altri ma anche di se stesso. Qualcosa in lui è pronto a cambiare. Nella terza e ultima parte probabilmente scopriremo che ne sarà dei due fratelli Fanti e dei rapporti umani che orbitano loro intorno. Curiosi di sapere cosa accadrà? Seguiteci nella prossima e conclusiva parte del #diariodibordo e se vi foste persi quella precedente ecco il link dell’articolo.

Il Salotto dell’Accademia – #diariodibordo n.1

 

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