“Se sapessimo a vent’anni quello che sappiamo a trentacinque potremmo vivere una vita meravigliosa.”

Il libro

Inghilterra, anni Sessanta. Carmel McBain appartiene a una famiglia fortemente cattolica di origine irlandese: i genitori fanno parte della classe operaia e aspirano per la loro unica figlia a un’educazione completa e privilegiata. La loro desolata cittadina offre ben poco, l’unico modo per abbattere le barriere tra le classi sociali è l’istruzione. Carmel ottiene una borsa di studio per la scuola del convento locale e poi riesce ad accedere alla London University.

La protagonista comincia un percorso di crescita fin dalla più tenera età, un viaggio solitario che, alla fine, la porta lontano dai suoi affetti familiari, dalla fede, ma anche dalla classe sociale a cui appartiene; questo sradicamento la allontana da se stessa e dalla sua vera essenza.

Vecchie e nuove amicizie

La differenza sociale è una tematica ricorrente, così come l’approccio verso il sesso e la fertilità, il cibo e l’amicizia. La protagonista porta con sé  l’esperienza dell’amicizia fuori dal comune che la lega a Karina, una sua coetanea vicina di casa, appartenente alla sua stessa classe sociale. Le due bambine condividono molto, ma hanno un rapporto basato prevalentemente sulla rivalità.

Nel passaggio dal collegio all’università, Carmel cambia in maniera radicale e si confronta con le problematiche dell’età adulta, prendendo le distanze da persone e consuetudini del suo vecchio mondo. Allo studentato conosce Julienne, una ragazza che proviene da una classe agiata, molto sicura di sé, vicina all’ideale auspicato da Carmel e diventa così, per lei, quasi come un modello da seguire più che una semplice amica.

Dualismo: educazione ed evoluzione sociale

È evidente nel corso di tutto il romanzo una sorta di dualismo, la protagonista e narratrice della storia fa spesso leva su come l’istruzione ricevuta dalle suore sia in netta contrapposizione con la vita universitaria e con i nuovi ideali che si sviluppano nella Londra degli anni Sessanta.

«Sorella, ho bisogno di sapere cosa significa fornicazione.»

«È un pessimo comportamento nei confronti dell’altro sesso, fuori dal matrimonio.»

«C’entra con il portare il rossetto?»

Laddove una giovanissima Carmel, per l’educazione che gli viene impartita, associa la fornicazione a una semplice passata di rossetto, si oppone poi la totale libertà che vive all’università: questo dualismo la porta a pensare a una contrapposizione generale che investe tutta la società del periodo e in particolar modo le ragazze.

Nella nostra generazione, cresciuta negli anni Sessanta, abbiamo sviluppato in fretta una doppia vita. Eravamo donne vestite da bambine, atee che andavano a messa, vergini in via ufficiale e libertine de facto. Non era un inganno; era dualismo. Ci siamo cresciute dentro. Carne e spirito, ambizione e umiltà. Era tempo di progetti per il futuro; io oscillavo fra l’idea che nella vita potevo fare qualsiasi cosa e che potevo non fare niente.

Un esperimento d’amore è un romanzo tutto al femminile, accattivante e trasgressivo, che racconta di un’epoca in cui le giovani donne desiderano essere alla pari degli uomini, ma hanno timore di abbandonare ciò che già conoscono e ciò che la società definisce “appropriato per una donna”; si affacciano alla vita adulta, sono alla continua ricerca del loro posto nel mondo e provano a emergere, anche se non troppo.

L’autrice

Hilary Mantel ha scritto la famosa trilogia sui Tudor e con quest’opera si allontana dalla narrativa storica per addentrarsi nel periodo della Londra degli anni Sessanta. Il racconto della protagonista si sviluppa, tra salti temporali, come un flusso di coscienza  e con un linguaggio colorito di similitudini in cui si racconta il dualismo vissuto dalle giovani donne di quell’epoca.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *