L’autrice

Lily King nasce nel 1963 e cresce nel Massachusetts. Specializzata in scrittura creativa, comincia a insegnare in diverse università statunitensi. La sua prima opera risale al 1999, ma è nel 2014 che l’autrice ottiene il più ampio riconoscimento: Euforia, romanzo ispirato alla giovinezza dell’antropologa Margaret Mead, è uno dei dieci migliori libri dell’anno secondo le classifiche di Time, The New York Times e Amazon. Con Scrittori e amanti, Lily King è al suo quinto romanzo.

La trama

Boston, estate 1997. Casey Kasem, trentun anni, è un’aspirante scrittrice. Ha un fratello che vive lontano, non parla mai con suo padre e ha appena perso la madre che, sebbene abitasse dall’altra parte del paese, rappresentava per lei la sua unica ancora affettiva. A causa dei debiti contratti per pagarsi gli studi, la giovane donna si ritrova a vivere in una piccola stanza ammuffita e ad avere un impiego come cameriera nel ristorante Iris.

Casey si sta dedicando, da ormai sei anni, alla stesura di un romanzo, Amore e rivoluzione, e purtroppo non sono mancati i rifiuti da parte delle case editrici a cui ha sottoposto il suo lavoro. Quasi tutti i suoi vecchi amici aspiranti scrittori hanno ormai abbandonato quella strada, per accettare una vita più comoda e stabile.

Anche se non mira affatto al matrimonio – vista anche la fallimentare esperienza dei suoi genitori – Casey continua ad affacciarsi al mondo maschile: reduce dall’ennesima relazione fallita, girovagando per librerie e happening letterari, incontra due scrittori che cambieranno le carte in tavola. Il primo è Silas, giovane poeta gentile e sognatore spiantato (come lei), il secondo è Oscar, “molto più bello di Kevin Costner”, autore affermato e padre di due bambini rimasti orfani di madre (come lei).

Un coro di personaggi

Il libro è ricco di personaggi e ricordi. La storia tortuosa della vita di Casey viene infatti ricostruita attraverso flashback e pensieri della protagonista. La scrittrice si sposta in città su una vecchia bici ed è così che il lettore viene guidato, attraverso specifici riferimenti ai luoghi, verso vecchi e nuovi incontri.

In primis, ci sono le numerose oche che stazionano alla base del ponte pedonale e che sono ormai abituate a veder piangere la protagonista. Questi pennuti rappresentano il simbolo per indicare il viaggio, visto che in passato Casey ha vissuto anche in Europa.

Poi ci sono i numerosi personaggi che le ruotano attorno: dai colleghi ai clienti del ristorante, dagli scrittori alle nuove conoscenze fatte a scuola. Tra le tantissime figure che orbitano attorno a questa donna, colpisce l’onnipresenza del ricordo vivissimo della madre e, per un altro verso, la voce della saggezza del Dottor Spitz, che compare solo per qualche riga ma che lascia il segno molto più di altre figure di contorno, forse proprio perché fa da contraltare maschile alla saggezza materna.

Una finestra sulle relazioni, sull’infanzia perduta e sulla scrittura

Apprezzabili alcuni momenti di sarcasmo e ironia fra donne: la madre di Casey, guardando in TV il matrimonio di Carlo e Diana, dice che “il matrimonio è l’esatto opposto di una favola”; l’amica Muriel, in una scena con i suoi amici scrittori, porta alla riflessione sugli uomini che “vivono meglio il successo” rispetto alle tante donne di talento che si sentono però insicure o che “soffrono” della sindrome dell’impostora, non sentendosi mai pienamente adeguate anche nelle situazioni lavorative e di carriera.

“Penso a come, da donna, impari precocemente a percepire come sei percepita dagli altri, a spese di cosa provi tu per loro. A volte mescoli le due cose in un groviglio terribile che è difficile districare”.

In un momento di grande sconforto, Casey confida al lettore di avere paura degli uomini e risponde alle accuse di misandria di un suo ex, toccando temi ed esperienze familiari di moltissime donne. Non mancano poi i riferimenti alla Casey bambina prodigio del golf e le aspettative, puntualmente disattese, di suo padre.

“Voleva darmi quello che lui non aveva mai avuto, dopodiché voleva che io arrivassi dove lui non era riuscito ad arrivare”.

Ancora più interessanti sono tutte le frasi che ruotano attorno al mondo della scrittura e al lavoro artigianale che c’è dietro, come “un romanzo è un racconto lungo con qualcosa che non va” oppure i momenti di sconforto riassunti nelle parole “ho sempre voluto solo questo e adesso non riesco a fare più nemmeno questo”.

Riflessioni finali

Lily King riesce a mescolare umorismo fine e momenti verità. La trama è semplice, la protagonista non stonerebbe in una serie TV e può ricordare i lavori di Sally Rooney o il caos mentale di una Fleabag. Quello che manca, forse, è una maggiore caratterizzazione dei personaggi, un po’ stereotipati.

Amanti e scrittori è un’ottima lettura per chi ha voglia di un libro fresco e divertente, dedicato al percorso di formazione di una ragazza che affronta i momenti difficili della vita e riesce a spuntarla proprio quando meno se lo sarebbe aspettato.

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