Editing e correzione di bozze non sono la stessa cosa

Su questo punto la confusione è tanta, soprattutto tra gli aspiranti scrittori. L’editing non serve a rilevare i refusi, gli errori grammaticali, di sintassi e non necessariamente corregge la punteggiatura, questo è compito del correttore di bozze.

L’editing è la revisione del romanzo inteso nella sua totalità e si concentra sulla struttura, ovvero la sostanza, e quindi riguarda il sistema dei personaggi, l’ambientazione e l’arco narrativo.

La correzione di bozze è l’ultimo passaggio della revisione. Si tratta di un intervento tecnico, corregge gli errori di grammatica, ortografici, di battitura e i refusi. Inoltre, uniforma il testo secondo le norme editoriali.

Analizziamo nel dettaglio i due servizi.

Il ruolo dell’editor

Un bravo editor, ovvero un professionista, interviene sulla coerenza, sui dialoghi, studia lo spazio e il tempo della narrazione. Durante l’editing, quindi, lima tutte quelle inevitabili imperfezioni che si creano in fase di stesura, ma che riguardano più che altro i contenuti. È possibile che debba tagliare delle scene perché non funzionali alla storia, eliminare dei personaggi, riscrivere capitoli o interi paragrafi, spostarli in diverse posizioni o trasformare un dialogo.

Pensiamo a un personaggio che nella stessa scena compare all’inizio con una t-shirt gialla, ma alla fine questa diventa verde senza motivo. Succede spesso, l’autore mentre scrive è nel pieno del fervore creativo, può capitare che si perda qualche dettaglio, ecco perché è bene affidarsi a un professionista.

L’editor quindi interviene segnalando/modificando il problema.

Oppure, mettiamo il caso del protagonista che reagisce a un evento in modo poco coerente con la costruzione del personaggio, anche in questo caso il compito dell’editor è di riportare il suo atteggiamento in linea con il profilo psicologico/emotivo.

L’editor legge un testo in modo profondo, lo manipola e lo “sgrezza” affinché possa arrivare al lettore come un prodotto godibile. Se hai bisogno di supporto, contattaci.

La correzione di bozze

La correzione di bozze, invece, è il lavoro di pulizia, ovvero la sistemazione della sintassi e della grammatica, l’operazione di revisione che interviene sugli errori ortografici e tipografici, i cosiddetti refusi. L’editing quindi precede la correzione di bozze, ma non si sostituisce ad essa e viceversa. Ma attenzione, il correttore di bozze non ha solo il compito di rilevare e correggere refusi, deve anche porsi delle domande. Se, per esempio, il testo contempla l’uso di termini stranieri deve controllare la corretta grafia.

Il correttore di bozze quindi lavora sulla forma, ma questo non lo non lo esime dal controllare l’esattezza dei dati inseriti nel testo.

Per intraprendere questa professione sono necessarie competenze grammaticali, linguistiche e grafiche, precisione e occhio al dettaglio.

Attenzione: le case editrici tengono in grande considerazione la forma, pertanto sei stai pensando di inviare il tuo manoscritto in valutazione non dimenticare la correzione di bozze. Se hai bisogno di un supporto, richiedi un preventivo.

Chiunque svolga una professione legata alla scrittura, deve affidare i propri testi alla revisione del correttore di bozze.

Una semplice ma importante differenza

La differenza come abbiamo visto è semplice: forma – sostanza. Un consiglio, lavorare a lungo sul proprio testo porta a una rilettura selettiva e distratta, bisognerebbe affidarsi una persona esterna e non emotivamente coinvolta, in grado di rilevare le criticità della nostra storia.

Detto questo, quando ti trovi di fronte all’annoso dilemma “sottopongo o no il mio romanzo a un editing?”, la risposta è sempre SÌ. Ma se pensi che alla fine della revisione il tuo testo sarà privo di imperfezioni, la risposta è NO.

Per qualsiasi chiarimento, non esitare a scriverci.

3 pensieri su “L’editing NON è la correzione di bozze

  1. Angelo Fabbri dice:

    Tutto vero, ma…
    L’editing è un percorso impegnativo, sia dal punto di vista umano che economico. Tolti gli editor che lavorano a prezzi irrisori, non c’è alcuna garanzia per l’autore, ma anche la piccola casa editrice, che colui che si vende come un serio professionista lo sia davvero. Secondo me un editor serio non dovrebbe accettare incarichi per testi di qualità troppo scadente. È vero che un autore potrebbe aver avuto una intuizione geniale riguardo allo storytelling e poi essere del tutto capace di gestire lo sviluppo e l’arco di trasformazione dei personaggi, i dialoghi ecc., ma questo significherebbe riscrivere il romanzo. È anche vero che essere troppo selettivi può essere in contrasto con i propri interessi economici, e questo è un problema che penso molti si siano posti. Inoltre un editor che lavora come indipendente dovrebbe avere dei rapporti con scout, agenti e case editrici e – sempre a mio parere – occuparsi anche della correzione di bozze (a pagamento, ovviamente) o avere sottomano dei correttori di fiducia, in modo da offrire un pacchetto completo. Dovrebbe infine non sfuggire al confronto delle tariffe: se per portare alla pubblicazione presso una seria casa editrice un romanzo di media qualità ci vogliono due o tremila euro, perché non dirlo?

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