Vi è mai capitato di leggere una storia così avvincente da non riuscire a smettere? Di divorare, pagina dopo pagina, interi capitoli in pochi minuti? O ancora, di affrontare una scena dopo l’altra senza trovare il punto adatto in cui mettere il segnalibro, per rimandare il proseguimento della lettura al giorno seguente?

In questi casi, l’assenza di momenti di pausa in cui prendere fiato non ci sembra un male, perché le immagini si susseguono una dopo l’altra in un filo logico che è impossibile interrompere. Così continuiamo a leggere, anche fino a notte fonda, anche quando dovremmo dedicarci ad altro, e ci domandiamo assiduamente: che cosa succederà dopo?

Ebbene, vuol dire che ci siamo scontrati con una trama i cui nuclei narrativi sono legati tra loro da uno stretto sistema di causa ed effetto.

Come una catena

Una trama solida è composta da una serie di nuclei narrativi, ovvero dei nodi principali che si susseguono in sequenza, come una catena, e permettono alla storia di avanzare.

Proprio come una catena, questi nuclei sono strettamente interconnessi tra loro grazie al sistema di causa ed effetto, che permette all’anello successivo di svilupparsi a partire da quello precedente. Per garantire la solidità della struttura, gli anelli non possono sfiorarsi appena, o addirittura non toccarsi affatto: devono intersecarsi l’uno nell’altro. A ogni accadimento, quindi, ne seguirà un altro in reazione, come conseguenza più o meno diretta.

Infatti, ognuno di questi nuclei costituisce un punto di svolta nel romanzo. È quindi essenziale e funzionale alla trama. Se anche solo di questi punti venisse a mancare, verrebbe meno una parte fondamentale della storia, e la catena sarebbe spezzata.

Dalla teoria…

Il critico letterario Roland Barthes definisce i nuclei narrativi come funzioni cardinali, cioè elementi strutturali fondamentali in un’opera letteraria, che interagiscono tra loro; secondo la sua analisi, lo spazio “vuoto” che va a crearsi tra le funzioni cardinali viene colmato dalle catalisi, ovvero da sequenze di riempimento indispensabili, anche se all’apparenza possono sembrare puramente espletative.

“[…] la funzione costante delle catalisi è dunque una funzione fàtica: essa mantiene il contatto tra il narratore e il narratario (il destinatario del messaggio dell’autore, Ndr). Diciamo che non si può sopprimere un nucleo senza alterare la storia, ma che non si può neppure sopprimere una catalisi senza alterare il discorso.”

… alla pratica!

Proviamo ora a immaginare una situazione opposta rispetto a quella da cui siamo partiti.

Abbiamo un libro in mano, quindi l’autore ha almeno avuto successo nel catturare la nostra attenzione, ma rischia di fallire nel mantenerla perché ci troviamo del tutto indifferenti a ciò che accadrà nella scena successiva.

In questo caso, ogni riga prolunga l’agonia senza mai arrivare al dunque, e ci sembra che la scena che si sta sviluppando di fronte ai nostri occhi non abbia conseguenze e sia inconcludente: probabilmente non solo è venuto a mancare il legame di causa ed effetto: non è nemmeno presente un elemento di catalisi.

Magari si tratta di un monologo interminabile sulle difficoltà che il protagonista deve affrontare; forse siamo incappati in una infodump (leggi l’articolo), in cui ci vengono descritte con precisione la flora e la fauna del territorio; oppure stiamo assistendo a un’azione senza ripercussione alcuna sulla trama.

Anche se riempitiva, la catalisi ha una funzione essenziale non solo nel legare tra loro i nuclei narrativi, ma anche nel rafforzare il messaggio:

“[…] essa accelera, ritarda, rilancia il discorso, essa riassume, anticipa, talora anche svia.”

Il legame di causa ed effetto tra i nuclei narrativi non può venire a mancare neanche quando l’intreccio si sviluppa seguendo più punti di vista diversi, evolvendo quindi su diverse linee narrative: un nucleo, infatti, può comprendere scene e azioni che hanno luogo o hanno ripercussioni su più linee, anche perché i nuclei narrativi stessi possono essere formati da più scene, ovvero sequenze di azioni caratterizzate da una continuità spazio temporale e dalla presenza costante di uno o più personaggi.

In conclusione

Tenere a mente il ruolo cardine del sistema causa-effetto è essenziale nello scrivere una trama forte e ben strutturata: soprattutto nello stendere la sinossi di un’opera, questo legame tra i nuclei deve essere evidente, poiché la sinossi altro non è che un riassunto delle parti essenziali (quindi delle funzioni cardinali) la cui connessione deve saltare subito all’occhio.

Fate una prova

La prossima volta che leggerete un libro, provate a farlo in modo critico:

  • individuate i nuclei narrativi;
  • il legame causa-effetto che li unisce;
  • gli elementi di catalisi.

Sarà un ottimo allenamento, che vi permetterà di analizzare in modo più consapevole anche i vostri scritti!

Consiglio

Con un editing strutturale si va ad agire proprio sull’ossatura stessa di un’opera, ma anche sul legame che tiene insieme i nuclei narrativi per sfruttarne i punti di forza e migliorarne i punti deboli.

Vuoi maggiori informazioni? Scrivici a info@ccademiadellascrittura.it

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