Quante volte, entrato in libreria, sei stato attirato da un libro esteticamente di tuo gradimento?

E, viceversa, quante volte non hai nemmeno preso in mano un volume perché non ti piaceva il suo aspetto?

Questo perché la copertina ha un compito fondamentale: quello di attirare l’attenzione del potenziale lettore, come un’esca che si muove nell’acqua. Quando prendiamo in mano il volume, il passo successivo è quello di girarlo e scorrere le frasi stampate sulla quarta di copertina: questa ha il compito di accalappiare il lettore.

Se la prima è l’esca, la seconda è l’amo.

La terminologia

Tecnicamente, il termine “copertina” indica tutta la parte esterna di un libro, nata per proteggere il testo all’interno e illustrarne il contenuto.

Da metà Ottocento assume la sua forma attuale, con titolo e nome dell’autore. Viene poi caratterizzata in modo da facilitare la distinzione di un volume da un altro. Negli anni si arricchisce man mano di altre informazioni, come un breve riassunto dell’opera, la casa editrice, l’anno di pubblicazione e così via.

Nel linguaggio tipografico, quando la copertina ha due risvolti interni (uno per quella frontale e uno per quella posteriore), o quando li ha la sovraccoperta, questi vengono chiamati “seconda” e “terza”; da qui il termine “quarta di copertina” per indicare il retro del libro, mentre per il fronte si utilizza il termine generico (sottintendendo “prima”).

Esistono due tipi di copertina:

 

  • Rigida – i fogli del volume vengono rilegati da un cartoncino rigido costituito da tre lati (due piatti e un dorso), con un sottile strato esterno in materiale naturale o sintetico. Data la sua forma permette una maneggevolezza del libro ottimale: è proprio grazie a questo tipo di rilegatura, infatti, che tutte le pagine si aprono con facilità, rendendo comoda la lettura anche di grossi volumi. Per sopperire alla mancanza dei risvolti, spesso la copertina rigida è rivestita dalla sovraccoperta, un foglio più o meno spesso che riporta la grafica scelta per il libro e le informazioni aggiuntive come riassunto e biografia dell’autore.
  • Brossura – le pagine sono incollate o cucite tra loro, compreso un cartoncino non troppo rigido che funge da copertina. In questo caso, spesso il cartoncino è piegato per creare i due risvolti (anche detti “alette”) con le informazioni aggiuntive.

 

Il titolo

È imprescindibile dalla funzione di “esca”: si può avere una copertina con una grafica semplice o poco accattivante, si può persino omettere il nome dell’autore e della casa editrice, ma non è possibile omettere il titolo. Esso rappresenta una formula che anticipa e riassume il contenuto del libro, suggerendo senza spiegare, insinuando senza dire.

Deve incuriosire il lettore e spingerlo a prendere in mano il volume per osservarlo più da vicino.

Non esiste una vera e propria regola per creare un titolo efficace, ma si possono utilizzare diversi espedienti. Ad esempio:

  • può essere espositivo (Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare);
  • può focalizzare l’attenzione su un protagonista (Anna Karenina);
  • può focalizzare l’attenzione su un’ambientazione (Trilogia di New York);
  • può dare un messaggio immediato e forte (Io uccido);
  • può essere enigmatico giocando con figure retoriche come sinestesie e ossimori (I famosi ignoti).

Studiando le parole chiave del testo possono emergere molte combinazioni originali e accattivanti.

La quarta di copertina

Se il posizionamento del titolo in prima è indiscusso, il contenuto della quarta può essere più vario.

Oggi “quarta di copertina” può indicare non solo il retro del libro, ma anche quel testo accattivante che, riferendosi al contenuto e in poche righe, suggerisce l’atmosfera che si può trovare nella lettura. A volte è accompagnato da citazioni tratte da recensioni positive del romanzo, altre volte queste citazioni costituiscono la quarta di copertina stessa.

Nel caso in cui non siano presenti i risvolti, questo spazio è dedicato a un riassunto introduttivo della vicenda che non svela nessun nodo narrativo a parte il primo, cioè l’inciting incident (la combinazione di eventi che dà inizio alla storia). In questo modo il potenziale lettore può inquadrare meglio il target del libro e se può essere di suo gradimento o meno. Può essere presente, inoltre, una breve biografia dell’autore, che in poche righe indichi informazioni importanti sulla sua vita o su altre opere.

La grafica

Non solo un’immagine che richiami in qualche modo il testo, ma anche il font utilizzato per titolo, sottotitolo, nome dell’autore, e poi per le citazioni della critica, per i testi in quarta e sulle alette, il posizionamento dei vari elementi, la palette di colori da utilizzare…

Tutto questo rientra nell’ambito della grafica, e non è assolutamente da sottovalutare!

Infatti, a colpo d’occhio è senza dubbio ciò che colpisce nell’immediato un potenziale lettore. Il colore può attirare in base allo stato d’animo, un’illustrazione o una fotografia possono “parlare” a un target diverso, le finiture in colori metallizzati o particolari possono richiamare un oggetto di pregio: è una combinazione di fattori che va studiata attentamente e, necessariamente, da un professionista.

Ancora meglio, un grafico professionista nel settore editoriale: saprà consigliare non solo a livello estetico, ma anche di posizionamento nel mercato.

E tu?

Hai già studiato la copertina del tuo romanzo? Se non sai da dove cominciare, affidati al servizio dell’Accademia della scrittura!

Progetto grafico di copertina

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