Il tuo romanzo è finito, e devi capire cosa farne.

Tenerlo nel cassetto è un peccato: hai lavorato tanto, hai investito tempo e denaro, ed è plausibile che tu voglia vederlo pubblicato. Devi scegliere se rivolgerti a una casa editrice tradizionale oppure andare in self-publishing, valutando i pro e i contro e trovando la soluzione più adatta per te.

In ogni caso, sebbene per motivi diversi, è necessario che tu scriva un’accurata sinossi, ovvero un riassunto puntuale del libro, che affronti tutti i nuclei narrativi e gli eventi che li legano, compreso il finale.

Nel caso della pubblicazione con un editore, è il primo dei documenti richiesti in fase di proposta del manoscritto, in alcuni casi persino l’unico, ed è quello che determinerà se l’addetto alla selezione leggerà le prime righe del testo o meno.

Nel caso del self-publishing, serve soprattutto all’autore come prova del nove, per capire se il testo è valido ed è strutturato nel modo ideale.

Cosa non è

  • Non è un semplice riassunto, deve esporre i momenti salienti della storia e il legame di causa-effetto della trama. Evita le descrizioni di personaggi, ambientazioni e atmosfere, se non legate all’avanzamento della storia. È giusto nominare nella sinossi di Harry Potter e la pietra filosofale la cicatrice che il protagonista ha sulla fronte, mentre si può omettere il fatto che porta gli occhiali. Meglio non inserire le sottotrame, concentrati sugli eventi della linea narrativa principale.
  • Non è la quarta di copertina, anche se persino alcuni addetti ai lavori (o sedicenti tali), usano questi due termini come sinonimi. Quello di quarta è un breve testo accattivante che deve “accalappiare” il lettore, ma non può svelare nessun evento principale, altrimenti cadrebbe nello spoiler e rischierebbe di produrre l’effetto contrario!

 

Se vuoi approfondire com’è strutturata una copertina, leggi l’articolo La copertina – il biglietto da visita

 

  • Non è il testo presente nel risvolto della copertina; anche in questo caso, si tratta di raccontare la trama senza svelarne del tutto il contenuto. Bisogna dire quel tanto che basta per aiutare il lettore a capire se il libro può fare al caso suo. Qui potremmo avere qualche informazione descrittiva non indispensabile ai fini della trama, o l’indicazione dell’atmosfera del romanzo che può aiutare a entrare nel mood giusto per la lettura.

Ma allora cos’è?

Da definizione è un compendio, ovvero un riassunto schematico del contenuto.

Deve esporre le informazioni principali, indicando quindi lo spazio e il luogo della vicenda, oltre a tutti i personaggi che muovono (e si muovono nel) la trama.

Può essere strutturata in modo più rigido (nel caso, ad esempio, di un intreccio lineare), andando a indicare gli avvenimenti capitolo per capitolo, riassumendoli in poche righe, oppure più fluido, introducendo tutti gli elementi necessari senza seguire il tempo della storia (nel caso, ad esempio, di un intreccio non lineare o con molteplici punti di vista).

È sempre utile seguire l’indicazione giornalistica delle 5W, controllando quindi di aver chiarito:

  • Chi sono protagonisti, antagonisti, aiutanti e oppositori;
  • Dove si svolge la vicenda, prestando attenzione a tutte le ambientazioni in cui hanno luogo gli eventi principali;
  • Quando si svolge la vicenda;
  • Perché, ovvero la motivazione che spinge i personaggi a compiere determinate azioni, qual’è il loro obbiettivo.
  • Cosa fa avanzare la trama principale, inserendo quindi solo quegli eventi senza i quali la storia non si muoverebbe;

 

Dalla sinossi devono emergere i temi principali trattati nel testo, il suo genere letterario e il pubblico a cui è rivolto, il punto di vista e lo stile di narrazione.

 

Non esiste una lunghezza standard, ma è bene non esagerare. Infatti, a meno che non sia specificato tra le modalità di invio di un manoscritto, le case editrici tendono a gradire sinossi “brevi ma non troppo”: indicativamente un testo di circa 2000 battute (spazi compresi) può essere sufficiente.

Prova a toglierti i panni dell’autore e a rivestire quelli di un editore, o comunque di una persona estranea al tuo libro. In questo modo potrai vedere se gli eventi principali sono messi adeguatamente in evidenza, se legano tra loro, se la trama scorre bene anche senza inserire dettagli superflui o trame secondarie.

Falla con stile

Inserire tutti gli elementi necessari per una sinossi efficace può snaturare il testo, se fatto in modo superficiale.

Per questo il tempo da dedicare alla sua stesura non è da sottovalutare – l’ho detto e lo ribadisco, è il primo contatto che un editore ha con un libro! Per evitare un testo troppo schematico didascalico, prova a esprimere il tuo stile di scrittura anche qui.

È bene non esagerare, in quanto non si tratta di trasmettere emozioni o di creare un’atmosfera, ma un po’ di spazio di manovra c’è.

Controllando attentamente che ci siano i dati essenziali, puoi trovare degli espedienti per trasportare il lettore all’interno della storia, ad esempio utilizzando parole selezionate con cura che suscitino le giuste sensazioni (le cosiddette “parole potenti”), pur senza esagerare.

Se hai difficoltà nella stesura della tua sinossi, scrivici a info@accademiadellascrittura.com!

E, con la sinossi in mano, come puoi proporti a una casa editrice? Iscriviti alla newsletter e scoprilo nel prossimo articolo!

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