Alessandro Barbero è forse il più noto storico italiano. Specializzato in storia del Medioevo e in storia militare, è professore ordinario di Storia medievale presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale. I suoi libri, sia di saggistica che di narrativa, sono bestseller in Italia e nel mondo e le sue lezioni di storia sono molto seguite sia dal vivo che online.

Già personaggio conosciuto della televisione italiana, negli ultimi anni, principalmente grazie a un podcast nato durante il lockdown da Covid-19 per raccogliere le sue lezioni, il suo nome è diventato famoso nel contesto della divulgazione su internet, forse surclassando la sua fama nel contesto della ricerca.

Dall’articolo del Post datato 26 luglio 2020:

I podcast di Barbero, così come le centinaia di video di cui è protagonista su YouTube, sono un prodotto piuttosto unico nel panorama culturale italiano. Non sono distribuiti da alcun canale ufficiale […], non sono promossi da giornali o case editrici, e godono di un culto trasversale che si è diffuso soprattutto col passaparola: cosa rarissima, in un momento storico in cui la stragrande maggioranza dei prodotti culturali fatica ad emergere a causa dell’enormità dell’offerta.

Ad oggi, dunque, oltre a poter leggere i suoi scritti, è possibile ascoltare il professor Barbero grazie a video e audio che attestano le sue capacità di abile oratore, dimostrando che possiede doti di eloquenza necessarie per parlare in pubblico riuscendo a mantenere alti l’attenzione e l’interesse.

Dal momento che il suo talento di scrittore eguaglia quello di oratore, può essere definito, più genericamente, come un eccellente narratore.

Ma che cosa rende il suo stile narrativo così accattivante? 

Analizzando il suo modo di raccontare, è possibile riscontrare alcuni elementi ricorrenti che ne caratterizzano lo stile:

  1. una sintassi concisa
  2. un linguaggio informale, senza troppi termini tecnici
  3. una spiccata musicalità nella forma di ritmo e tono
  4. un gusto per l’aneddoto e l’ironia

Frasi brevi e pochi tecnicismi

La sua sintassi è formata da frasi brevi, strutturalmente semplici. Anche quando non lo sono, lo sembrano grazie a un sapiente utilizzo della punteggiatura: usa molte pause nette ma dolci, che riportate per iscritto potrebbero corrispondere a punto e virgola – cioè un segno di interpunzione più incisivo di una virgola ma meno definitivo di un punto.

Questo lo differenzia da altri divulgatori, che tendono a usare frasi arzigogolate, premesse elaborate, preamboli e anticipazioni, tutti in una stessa frase temendo, forse, di omettere qualche informazione importante.

Il risultato, però, è che un ascoltatore potrebbe perdere facilmente il filo del discorso, trovandosi a non capire dove l’oratore voglia andare a parare.

Soprattutto alla luce di un argomento complesso, il professore è solito, sempre da un punto di vista narrativo, ad andare dritto al punto, dichiarando fin da subito il succo del discorso.

Ad esempio, forse proprio grazie alla sua emerita carriera di storico, che ne influenza senza dubbio lo stile di narratore, gioca molto con il tipo di suspense generato dall’ironia drammatica. Infatti, spesso quello di cui racconta finisce male, con guerre e tragedie, e il punto è scoprire come si è arrivati fino a quel punto.

L’assenza di termini tecnici, inoltre, non è assolutamente a scapito della precisione e dell’accuratezza tipiche di uno storico: il professore opta, generalmente, per un linguaggio dal registro medio, che rende fruibili le sue lezioni a un pubblico molto vasto, che non solo lo ascolta con interesse, ma anche con piacere.

Ritmo e tono

La sua intonazione è riconoscibile tanto da essere diventata un inside joke ricorrente nel mondo di internet. Il professore è noto, infatti, per interpretare le parole con grande impegno, enunciandole con una particolare enfasi che aiuta il fruitore a sentirsi coinvolto.

Infatti, come sottolineato ancora nell’articolo di cui sopra:

La maggior parte delle lezioni assomiglia più a uno spettacolo teatrale che a una lezione universitaria: i personaggi sono descritti in maniera tridimensionale, anche quelli secondari, il filone principale ha un inizio e una fine ben definiti, e ci sono colpi di scena, battute e passaggi che fanno tenere il fiato sospeso.

Lo stile di Alessandro Barbero, leggero, appassionato, a tratti divertente, caratterizzato dalla ricca presenza di aneddoti – tutti selezionati dopo un accurato lavoro di ricerca e, dunque, reali – ha permesso alla divulgazione storica di raggiungere un pubblico ampio, formato non solo da appassionati ma anche da persone che vogliono essere semplicemente intrattenute.

Il Professore ci racconta, dunque, la Storia come se fosse una storia, preparando le sue lezioni e i suoi interventi in modo da intessere una vera e propria trama.

E tu hai mai ascoltato il podcast del professor Barbero? Prova a notare gli elementi che caratterizzano il suo stile narrativo, individuando i termini che utilizza e analizzando la costruzione delle sue frasi!

4 pensieri su “Alessandro Barbero come narratore

  1. Roberto Merlo dice:

    Bellissimo articolo, che coglie nel segno e con pennellate precise dipinge la realtà del professore.
    Ho apprezzato molto la sintesi fra scrittore e oratore, da cui scaturisce il narratore, anzi…. Un ottimo oratore!

  2. Rachele Volpe dice:

    Dopo aver letto l’articolo , che accuratamente invierò a mezzo wattsapp per non perderlo più che per divulgarlo, non so decidere circa il talento. È più bravo Barbero, del quale sono un’appassionatissima fan o il giornalista autore di questo articolo? Concludo che si sono giocati il pari merito e…hanno vinto entrambi. Grazie

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